08 marzo 2014

Un ruolo attivo nella Chiesa per le donne

Già lo scorso anno nel corso della Giornata Mondiale della Gioventù, il Papa aveva affermato che "Una Chiesa senza le donne è come il Collegio Apostolico senza Maria. Il ruolo della donna nella Chiesa non è soltanto la maternità, la mamma di famiglia, ma è più forte: è proprio l’icona della Vergine, della Madonna; quella che aiuta a crescere la Chiesa!…  Non si può capire una Chiesa senza donne, ma donne attive nella Chiesa, con il loro profilo, che portano avanti". 
Anche il cardinale Kasper ha di recente affermato (posizione rilanciata dalla stampa internazionale) che le donne "Possono rivestire incarichi di responsabilità in quegli organismi che, anche ai livelli più alti, non implicano necessariamente la potestà di giurisdizione connessa con il ministero ordinato: nei Pontifici Consigli, ad esempio. Nei Consigli per la famiglia, per i laici (ricordiamo che la metà dei laici sono donne), per la cultura, per le comunicazioni sociali, per la promozione della nuova evangelizzazione, solo per citarne alcuni. In essi non troviamo a oggi presenze femminili in posizione di rilievo. Questo è assurdo. Nei Consigli, e in altri organismi vaticani, l’autorità potrebbe essere esercitata dalle donne anche ai livelli più alti, con responsabilità piena".
 
Attualissimo a tale proposito il pensiero espresso da Edith Stein, filosofa ebrea poi divenuta carmelitana scalza con il nome di Teresa Benedetta della Croce, negli anni Trenta. Rileggiamo insieme un passo dalla raccolta delle conferenze sulla donna da lei tenuta prima di entrare nel monastero di Colonia.

Le donne cattoliche hanno il loro sostegno più valido nella Chiesa, la quale ha bisogno delle loro forze. La Chiesa ha bisogno di noi – cioè il Signore ha bisogno di noi. Non che Egli non possa far nulla senza di noi. Egli però ci ha donato la grazia di divenire membra del suo Corpo mistico e si vuole avvalere di noi come sue membra viventi. Il Signore ha fatto una qualche distinzione tra uomini e donne? Certamente in questo, che ha conferito il sacerdozio ai suoi apostoli ma non alle donne che lo servivano. (Proprio per questo motivo ritengo che l’esclusione delle donne dal sacerdozio non sia una prassi relativa a un dato tempo). Tuttavia, nel suo amore non ha conosciuto né conosce distinzioni. I mezzi della sua Grazia sono a disposizione, indistintamente, di tutti i cristiani, e proprio alle donne ha elargito con particolare abbondanza i suoi doni straordinari, le manifestazioni mistiche. E pare che oggi Egli chiami un numero particolarmente consistente di donne a compiti specifici all’interno della sua Chiesa. Per tale motivo sorge il problema, per quel che concerne l’educazione delle ragazze, se ci sia una preparazione per queste chiamate particolari e per il loro adempimento.(Edith Stein, La donna, Città Nuova-Ocd)


 
Insomma... siamo pronte da tempo!
s.d.b.