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Trasverberazione del cuore di Teresa di Gesù

Per approfondire l'episodio descritto nella bellissima scultura in marmo e bronzo dorato di Gian Lorenzo Bernini, che oggi ricordiamo nella liturgia propria dei carmelitani scalzi, clicca qui  e  qui.  
Qualcosa a proposito della scultura che si può ammirare nella Cappella Cornaro della chiesa di Santa Maria della Vittoria, a Roma clicca qui.
E per approfondire questo momento della vita di S. Teresa di Gesù si può far riferimento alla Guida a una biblioteca carmelitana .










26 agosto: Trasverberazione del cuore di Teresa

  Apriamo insieme il “Libro della Vita” di Teresa di Gesù, al capitolo 29. Dopo aver descritto il cammino di orazione percorso, la santa, infatti, si sofferma su grazie particolari, doni sovrannaturali che spesso il Signore le dona. Sono per lo più rivelazioni personali, non prodigi da raccontare per distogliere l’attenzione dall’essenziale (ricordiamo sempre che SOLO DIO BASTA). Ma nel racconto della vita e dei doni ricevuti da Dio, che la santa fa per obbedienza non si può sorvolare sull’episodio in cui il suo cuore è stato trafitto, durante un'estasi.  

Ecco come la santa Madre racconta quest’esperienza nella autobiografia: “Il Signore, mentre ero in tale stato, volle alcune volte favorirmi di questa visione: vedevo vicino a me, dal lato sinistro, un angelo in forma corporea, cosa che non mi accade di vedere se non per caso raro. Benché, infatti, spesso mi si presentino angeli, non li vedo materialmente, ma come nella visione di cui ho parlato in precedenza. 

In questa visione piacque al Signore che lo vedessi così: non era grande, ma piccolo e molto bello, con il volto così acceso da sembrare uno degli angeli molto elevati in gerarchia che pare che brucino tutti in ardore divino: credo che siano quelli chiamati cherubini, perché i nomi non me ridicono, ma ben vedo che nel cielo c’è tanta differenza tra angeli e angeli, e tra l’uno e l’altro di essi, che non saprei come esprimermi. Gli vedevo nelle mani un lungo dardo d’oro, che sulla punta di ferro mi sembrava avesse un po’ di fuoco. Pareva che me lo configgesse a più riprese nel cuore, così profondamente che mi giungeva fino alle viscere, e quando lo estraeva sembrava portarselo via, lasciandomi tutta infiammata di grande amore di Dio.

Il dolore della ferita era così vivo che mi faceva emettere quei gemiti di cui ho parlato, ma era così grande la dolcezza che mi infondeva questo enorme dolore, che non c’era da desiderarne la fine, né l’anima poteva appagarsi d’altro che di Dio. Non è un dolore fisico, ma spirituale, anche se il corpo non tralascia di parteciparvi un po’, anzi molto.

È un idillio così soave quello che si svolge tra l’anima e Dio, che supplico la divina bontà di farlo provare a chi pensasse che mento.

 La santa ritornò ancora su questa esperienza, probabilmente ripetutasi nel corso della sua vita, nel “Castello Interiore” e nelle “Relazioni”: “Altre volte mi sembra che questa ferita d’amore affiori dall’intimo dell’anima. Se ne hanno grandi effetti… Si tratta di desideri di Dio così vivi e delicati che non si riesce ad esprimerli (…) l’anima si vede impossibilitata a godere di Dio come vorrebbe”. (Rel.5, 17).

Teresa poi all’inizio e al termine delle seste dimore del Castello Interiore, (II capitolo) scrive tra l’altro: “Stavo ora pensando se per caso da questo fuoco del braciere acceso, che è il mio Dio, non si fosse staccata una scintilla e avesse colpito l’anima in modo da farle sentire l’ardore di quel fuoco, ma non essendo tanto forte da consumarla ed essendo così dolce, l’avesse lasciata con quella pena prodottale nel toccarla. Ecco, a mio avviso, il miglior paragone che son riuscita a trovare.

E anche quando dura un po’, va e viene. In conclusione, non è mai costante, e per questo non finisce mai di bruciare l’anima. Infatti, quando essa sta per accendersi, la scintilla si spegne e l’anima rimane con il desiderio di tornare a patire quel dolore amoroso che la scintilla le produce… Qui non c’è da pensare che si tratti di un effetto della stessa natura o della malinconia e nemmeno di un inganno del demonio o di illusione, perché si vede bene che è un movimento proveniente da dove abita il Signore, che è immutabile”.

Anche Giovanni della Croce commentò, come racconta Teresa Benedetta della Croce nel suo “Scientia Crucis” questa grazia, mentre la scienza dopo la morte della santa poté attestare che il suo cuore presentava delle ferite. È conservato tuttora in un reliquiario, nel monastero in cui la santa morì il 4 ottobre 1582, ad Alba de Tormes.     

L’'esperienza mistica vissuta da s. Teresa di Gesù e da lei stessa descritta nelle sue opere è ricordata dal nostro Ordine oggi, 26 agosto (Liturgia delle Ore testo proprio – per stampa A4: pdf – word)

In Italia abbiamo molte tele che rappresentano la cosiddetta “estasi di s. Teresa”, ma quella che meglio rappresenta questo momento da lei stessa raccontato è la scultura di Gian Lorenzo Bernini, conservata della Chiesa di Santa Maria della Vittoria a Roma. Ecco un video che ci descrive l’opera.

Immortalata anche nella medaglia del Papa




L'immagine della statua del Bernini che si può ammirare a Roma nella chiesa di Santa Maria delle Vittorie, a pochi passi dalla nostra Curia Generalizia e raffigurante la trasverberazione del cuore di Teresa di Gesù (vedi il video in questa a pagina) è stata scelta dal Papa come retro della medaglia che ricorda i suoi primi tre anni di pontificato. "Amorem Christi in animo teneamus" è la frase scelta. Il nostro P. Generale, Saverio Cannistrà, ha inviato al Santo Padre una lettera per ringraziarlo dell'omaggio fatto alla Santa Madre Teresa. Uno dei numerosi segni di apprezzamento che Papa Francesco ha diretto al Carmelo Teresiano, in questi anni.

Per approfondire l'episodio descritto nella scultura del Bernini  che oggi ricordiamo nella liturgia propria dei carmelitani scalzi, clicca qui  e  qui
Qualcosa a proposito della scultura qui

La dolce freccia

Riproponiamo la pagina dello scorso anno che è stata quella che ha avuto più contatti di visitatori on line. Ripercorre il giorno in cui Teresa di Gesù ebbe il dono della ferita nel cuore: ecco come lo descrive LEGGI
Alcuni suggerimenti per la Liturgia delle Ore qui

La Trasverberazione raccontata da Edith Stein

Il 26 agosto l'Ordine celebra la memoria della trasverberazione del cuore di Teresa d'Avila. Il racconto dell'evento, già messo on line lo scorso anno (vedi qui) fatto dalla stessa Teresa di Gesù, vogliaso questa volta affidarlo alle parole di un'altra figlia di Teresa, Teresa Benedetta della Croce che fece riferimento all'esperienza mistica vissuta dalla fondatrice del Carmelo Scalzo, nel libro "Scienza Crucis", dedicato a San Giovanni della Croce.
Scrive Teresa Benedetta:
Il nostro Santo riferisce qui una descrizione particolareggiata del come l'anima possa venir trafitta da un serafino con un dardo o con una freccia infuocata. E' difficile ch'egli non si riferisca ad un fatto ben preciso, ossia alla trasverberazione della nostra S. Madre Teresa.