Oggi si ricorda la beata Maria Candida dell'Eucaristia, carmelitana scalza del monastero di Ragusa (leggi qui la sua biografia). Stasera e domani ci saranno celebrazioni in sua memoria che anche chi non può partecipare di persona potrà seguire in diretta streaming sul sito a lei dedicato, oggi alle ore 17 e lunedì alle 17,30.
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Ricordando la beata Maria Candida dell'Eucaristia
Disposizioni urgenti per le comunità chiamate a votare per i nuovi consigli locali
Dalla Presidente del Consiglio Provinciale Ocds riceviamo una comunicazione firmata anche dal Commissario Pontificio per le comunità ocds che si apprestano ad eleggere i nuovi Consigli locali:
Martedì scorso è stato un momento assembleare di viva e corale partecipazione su aspetti significativi della vita comunitaria.
Ad evitare interpretazioni improprie o confuse, per adottare una linea operativa unica in tutte le Comunità, insieme a Padre Jan abbiamo raccolto le puntualizzazioni emerse e le inviamo in questa comunicazione da trasmettere ai membri tutti e ai Consigli di Comunità, affinché possiamo adoperarci con senso di responsabilità per il bene comune del Carmelo Secolare della nostra Semiprovincia,
Quattrocento anni fa moriva Anna di San Bartolomeo
Fu l'ultima ad abbracciare Teresa di Gesù
Che ardiamo in zelo per estendere la Chiesa.
che sappiamo servire con carità agli altri.
che cerchiamo di essere buoni "samaritani" coi malati.

Sesta di sette figli Anna Garcia (nata il 1 ottobre 1549 ad Almendral in Castiglia) è ricordata come la giovane carmelitana conversa accolta da Teresa d'Avila nel suo monastero riformato e divenuta sua infermiera e segretaria.
Suor Anna si distinse perla pratica dell'umiltà e della discrezione. Nessuno mai capì quanto soffrisse nell'animo. Fu fondatrice di monasteri a Ocana e Parigi. Qui contribuì a diffondere gli scritti di Teresa d'Avila, nonostante il disappunto del generale dell'Ordine.
"Il fatto che Giovanni vide sul monte Sion una schiera di vergini «seguire l’Agnello dovunque andasse» e udì «emettere un dolcissimo cantico che nessuno poteva comprendere», mostra chiaramente che presso Dio la pura verginità è considerata un modo di vivere certamente più conforme alla natura angelica che a quella umana. Senza dubbio all’interno dell’eletto gruppo delle Vergini prudenti, la venerabile serva di Dio Anna di San Bartolomeo, monaca professa dell’Ordine delle Carmelitane Scalze, discepola e compagna della Santa Madre Teresa, può essere giustamente riconosciuta come una che con la lampada fornita di olio andò incontro allo Sposo che tardava, e da lui che veniva fu trovata e riconosciuta pronta, degna di entrare con lui alle nozze. Come nella Riforma della Spiritualità Carmelitana Teresa sembrò un nuovo Elia, che ricondusse l’antico Ordine fondato dal Santo Profeta sul Monte Carmelo alla primitiva regola, così Anna fu vista come un nuovo Eliseo, lei che, accogliendo lo spirito della santa maestra e Madre legislatrice che spirava tra le sue braccia, portò a termine le opere iniziate da Teresa, le ampliò e compì cose mirabili nella propria vita.Immersa nella contemplazione delle cose celesti, era attratta verso Dio da un ardente amore e, misericordiosa verso i poveri, cercava di provvedere alle loro necessità con un fervoroso esercizio della carità e sottraendo cibi dalla mensa".
Che cosa ci insegna la b. Anna?
La sesta scheda su Giovanni della Croce
Con la nuova scheda formativa su Giovanni della Croce, la sesta, ci si addentra in un discorso più ascetico, il cui senso è che ogni godimento disordinato delle cose è un ostacolo all’unione con Dio (1 MC 4,1-2). S'inizierà ad analizzare, dopo i testi mistici, la Salita al Monte Carmelo, in cui l'unione con Dio è prospettata raggiungibile soltanto percorrendo la strada del nulla.
Nuovi appuntamenti della Provincia
Collegamento alla Riunione del 9 giugno:
https://tediscite.webex.com/tediscite/j.phpMTID=ma90b4b63654a71aadf8c415f8a79bae1
Numero Riunione:
2557249 5004
Password Riunione:
OCDS
In ricordo della beata Elia di San Clemente
Oggi il Carmelo ha celebrato la memoria liturgica della beata Elia di San Clemente carmelitana scalza nata e vissuta nella nostra Semi provincia napoletana, a Bari.
Affidiamoci a lei che, fra le altre cose bellissime che scritto, ha lascito questo suo pensiero:Io cercherò anime per lanciarle nel mare dell'Amore Misericordioso: anime di peccatori, ma soprattutto anime di sacerdoti e religiosi. A questo scopo la mia esistenza si spegnerà lentamente, consumandosi come l'olio della lampada che veglia presso il Tabernacolo"
Orgoglio e desiderio di umiltà
Maria è davvero per noi sorella, madre e modello di discepola?
Con S. Maria di Gesù Crocifisso verso la Pentecoste
Presto un nuovo beato carmelitano
Da domani gli Esercizi Spirituali della nostra Semi-provincia
La prima giornata sarà introdotta dai saluti del Commissario Pontificio p. Ian Malicki e proseguirà con l'incontro dal titolo "Gli ordini secolari: una risposta alla chiamata di Dio nel cuore del nostro mondo" con la Presidente nazionale ocds Linda Levi.
Dopo una riflessione comunitaria, ci sarà la visita alla cattedrale di Nusco.
Nel pomeriggio avranno inizio Esercizi Spirituali con la prima meditazione dal titolo Alla ricerca del vero Volto Sabato 23 maggio ci saranno due meditazioni la prima Partire ... e restare e la seconda Pulire il cuore per vedere Dio. La quarta meditazione Al torrente dell'Acqua viva sarà offerta ai partecipanti da p. Angelo Lanfranchi domenica mattina e sarà una meditazione seguita, come le precedenti, dall'orazione silenziosa. Gli esercizi termineranno con un incontro per condividere le risonanze di queste giornate di grazia, che come sempre caratterizzano questi momenti, e con la celebrazione eucaristica seguita dal rinnovo della promessa all'ocds per tutti i partecipanti.
Accompagniamo le nostre sorelle e fratelli secolari con la preghiera certi che al ritorno condivideranno i frutti di queste giornate con chi non ha potuto partecipare per impegni lavorativi e familiari.
Per chi ama la spiritualità teresiana è in arrivo un nuovo blog
Il nuovo blog “Dalla pagina all’anima”. che sarà on line a giugno. è una guida a una Biblioteca carmelitana. È dedicata a quanti vogliono accostarsi alla spiritualità carmelitana e conoscerne anche i vari modi di viverla; si soffermerà sulle figure che l'hanno incarnata nella propria vita; darà spazio ai temi della spiritualità da loro trasmessi fino ai nostri giorni con l’originalità del proprio vissuto. Da un lato lo farà indicando i testi fondamentali (e la loro reperibilità) dall’altro offrendo a chi come noi ha già una conoscenza del Carmelo, la possibilità di attingere a fonti diverse anche per poter dare, soprattutto alle persone che curano la formazione, la possibilità di sviluppare i temi indicati dai quaderni di formazione con la propria sensibilità e creatività. Quindi è una bibliografia on line in progress, continuamente aggiornata con le novità editoriali e con le recensioni dei testi e degli articoli più importanti.
Non è un caso aver scelto
la frase di Thomas Merton (che scorre sotto il titolo del blog): "Non c'è
membro della Chiesa che non debba qualcosa al Carmelo. Recentemente ne abbiamo avuto una grande
testimonianza da papa Leone, agostiniano, che ha raccontato di essere stato
"catturato" dalle pagine che descrivevano la spiritualità del frate
carmelitano Lorenzo della Risurrezione, il frate che insegnò a vivere alla
Presenza di Dio. "Questo piccolo
libro mette al centro l’esperienza, anzi la pratica, della presenza di Dio,
così come l’ha sperimentata e insegnata il frate carmelitano Lorenzo della
Risurrezione, vissuto nel Seicento. Come ho avuto modo di dire, insieme agli
scritti di Sant’Agostino ed altri libri, questo è uno dei testi che più hanno
segnato la mia vita spirituale e mi hanno formato su quale possa essere il
cammino per conoscere e amare il Signore".
Gli stessi santi sono
stati ispirati dalle opere dei loro predecessori: Elisabetta della Trinità, per
esempio, oltre ad essere stata ispirata dalle lettere di San Paolo, lesse le
opere di San Giovanni della Croce che le insegnarono il cammino interiore verso
l'unione con Dio, che lei definì "l'Unico necessario"; lesse gli
scritti di Teresa d'Avila, indispensabili per la vita di clausura nel monastero
carmelitano e fu ispirata dalla "piccola via" di Santa Teresa di Gesù
Bambino.
È
un blog che si concentra sulle fonti. In primis le opere dei santi carmelitani,
poi di quanti hanno scritto su di loro e sul Carmelo (novità editoriali,
recensioni, testi da acquistare, testi o articoli da scaricare, testi da consultare
nella biblioteca di Maddaloni o in quella del Teresianum). Offrirà link ai cataloghi in cui scegliere
argomenti su figure e temi del Carmelo o pdf da scaricare. E molti spunti anche
sulle maggiori tematiche nate nel solco della spiritualità carmelitana. Non
mancheranno i libri provenienti da alcuni monasteri carmelitani.
Tutto alla luce di una profonda convinzione: il
Carmelo non è studio. È conoscenza, desiderio di ascolto profondo, di scoprire l’identità della nostra vocazione e come
viverla. (S.d.b.)
Il Risveglio dello Sposo. V scheda su Giovanni della Croce
Il testo della scheda n. 5 su Giovanni della Croce è come un condensato dei testi precedenti, ma elevato a un’ammirabile altezza teologica, spirituale e poetica. È tratto dalla Fiamma d’amor viva; l’orante, come il “roveto ardente” di Mosè, sperimenta che lui stesso e tutta la creazione sono consumati dal fuoco dello Spirito Santo, senza esserne distrutti. Al contrario, entrambi sono coinvolti nel “risveglio” (la Resurrezione) di Cristo, lo Sposo, che respira, come un uomo che si sveglia, lo Spirito Santo. Per comprendere appieno questo testo sublime, è essenziale ricordare che Giovanni della Croce basa i suoi canti e la dottrina che ne deriva sulla propria lettura dei Padri della Chiesa, in particolare sulla loro interpretazione allegorica del passo di Mosè al roveto ardente.
Il Commissario Pontificio inaugura le celebrazioni per i 400 anni della Provincia
Giovanni della Croce. La mente innamorata
p. Antonino Carillo, Rettore della Chiesa conventuale di Sant'Antonio al Seggio di Aversa.
Gli incontri si terranno dal 22 aprile al 13 maggio nella parrocchia di santa Teresa di Gesù Bambino alle ore 19.30, ogni mercoledì.
Come Enza ci raccontò la vita della beata Maria dell' Incarnazione
Oggi il Carmelo teresiano ricorda la b. Maria dell'Incarnazione, la ricordiamo con le parole di Enza che abbiamo salutato la settimana scorsa.
Nel 1616 fu trasferita nel Carmelo di Pontoise dove morì nel 1618 dopo una lunga malattia. Fu beatificata il 5 giugno 1791 per servire d'esempio ai francesi immersi nel disordine religioso della Rivoluzione. Il 1º aprile 1893, in occasione del primo centenario della beatificazione, il cardinale arcivescovo di Parigi la propose come la patrona delle famiglie parigine.
Due pensieri della beata:
“Quando si dà il proprio tempo a Dio, se ne trova per tutto il resto; lo spirito di Dio non è per niente ozioso.
Le persone che non vogliono far nulla sono più carnali che spirituali”.
Anche nostra madre Santa Teresa intervenne”
In occasione del quarto centenario dalla morte della carmelitana scalza, il Preposito Generale ci offrì un testo che ci aiuterà a conoscere meglio questo modello che consacrò la propria vita al mistero dell'Incarnazione. Il testo si può scaricare qui
Liturgia delle ore:
Le modifiche allo Statuto dell'Ocds della Semi provincia Napoletana
Lo Statuto dei Carmelitani scalzi secolari della Semi Provincia Napoletana è stato modificato e lo scorso 26 marzo approvato dal Definitorio Generale dell'Ordine. Il prossimo 7 maggio a Maddaloni, in un incontro con il segretario generale p. Ramiro Casale, con il Commissario p. Ian Piotr Malicki e la presidente dell'Ocds della Semi provincia Francesca Napolitano saranno illustrati gli articoli 11, 16, 31, 53.
Qui è possibile scaricare le modifiche
Ciao Enza, dolce amica con il Carmelo nel cuore
Che significa amare Dio? Lo spiega Teresa
Sabato incontro on line sui libri di Samuele
Tema degli incontri è stato "L’UOMO VEDE L’APPARENZA, IL SIGNORE VEDE IL CUORE (1Sam 16,7)".
I Libri di Samuele, intessuti di vocazioni – personali e di un intero popolo – ci hanno offerto una grande meditazione sulla verità del cuore umano, alla luce della Verità di Dio, che rimane fedele all’Alleanza nonostante tutto e attraverso tutto.
Audio I incontro - Audio II incontro - Audio III incontro, Audio IV incontro.
Prossimo appuntamento per le comunità della Semi Provincia Ocds è l'incontro a Maddaloni con p. Ramiro Casale, Delegato generale per l'ocds.
Poeta, sognatore, fragile: Giovanni della Croce maestro spirituale del Carmelo
L'influenza di Giovanni della Croce in S. Teresa di Gesù Bambino (testo integrale) di p. Amando Cantò, OCD (traduzione di Angela Parisi ocds)
Santità e fragilità di San Giovanni Della Croce (testo integrale) di Juan Antonio Marcos, OCD, (traduzione dallo spagnolo di Angela Parisi, ocds)
Per la festa dell'Ordine secolare una riflessione di don Luigi Epicoco
“Quando la mattina ci svegliamo, subito i doveri
e le cure del giorno vorrebbero inondarci da ogni
parte (quando pur non ci hanno angustiata la pace
notturna), si affaccia continuamente l’interrogativo inquieto: “Come posso fare tutto in un giorno?”
Ci si vorrebbe alzare d’impeto e gettarsi a capofitto nell’attività. ... Calma! Per ora niente di tutto ciò! La mia prima ora del mattino è del Signore. Poi affronterò il lavoro quotidiano che egli mi affida ed egli mi darà la grazia di adempierlo”.
Ritiri carmelitani
Le proposte di questo mese dei padri carmelitani del Centro di spiritualità Santissima Annunziata di Maddaloni. Per chi fosse interessato basta chiamare al numero del convento: 0823.434030 oppure inviare una mail a segreteria@centrossannunziata.it
B. Giuseppa Naval Girbés, una carmelitana secolare
Il 24 febbraio del 1893 morì Josefa Naval Girbés, che Giovanni Paolo II proclamò beata nel 1988. Era una carmelitana secolare (a quel tempo si diceva membro del Terz'Ordine) ed era nata ad Algemesí, nell’arcidiocesi di Valenza l’11 dicembre 1820. Perse la madre il 13 giugno 1833 e lasciò la scuola per dedicarsi al papà e ai fratellini. Una vita consacrata al Signore con il voto di castità fatto a 18 anni e vissuta nella preghiera e nell'impegno verso la perfezione evangelica. Si dedicò con semplicità, generosità alle opere di carità e di apostolato nella comunità parrocchiale. Accolse nella sua casa giovani e donne per formarle al catechismo, allo spirito di preghiera, condividendo con loro letture, l'intima devozione alla Vergine e l'esperienza dei Santi del Carmelo e divenne l'esempio di come la santità possa svilupparsi in ogni stato di vita, quello secolare compreso. Nel 1877 con alcune amiche organizzò giornate di ritiro spirituale in una casa di campagna. Aveva, però, una salute sempre più fragile e nel 1891 si aggravarono i suoi disturbi al cuore. Fu sepolta con l'abito carmelitano, come aveva espressamente richiesto in vita.
Ritiro di Quaresima, con San Paolo e Giovanni della Croce
Sabato 21 febbraio a Maddaloni si è riunito l'Ordine secolare della Semi Provincia Napoletana per il Ritiro di Quaresima guidato dalla meditazione di p. Andrea l'Afflitto, ocd : "Abbassò sé stesso. Il mistero di Cristo nel nostro cammino verso l'unione".
Partendo dal secondo capitolo della Lettera di san Paolo ai filippesi e soffermandosi sull'inno cristologico padre Andrea lo ha commentato rivelando una duplice lettura: l'inno ci svela il mistero di Cristo e, allo stesso tempo, svela anche il carattere della nostra sequela, poiché per avere gli stessi sentimenti di Gesù bisogna conoscere il Maestro. Stare con Lui. Frequentarlo per attingere dal suo mistero di Passione, Morte e Risurrezione.
Un inno da noi conosciuto perché, tra l'altro, inserito nella Liturgia dei Vespri e che papa Benedetto XVI, commendandolo nella sua udienza generale del 26 ottobre 2005 definì il mirabile ed essenziale inno incastonato da san Paolo nella Lettera ai Filippesi (2,6-11).
La lettura che ne ha dato padre Andrea si è intrecciata con la spiritualità di Giovanni della Croce. L'inno cristologico sia può comprendere anche alla luce della via pasquale che ci offre il santo padre Giovanni nelle sue opere. E non è affatto un percorso oscuro e difficile, destinato a pochi. Al contrario è un percorso per tutti. Anche per i laici. Esiste nella spiritualità della Croce di Cristo, e quindi della Sua passione morte e resurrezione, un dinamismo: c'è un'uscita, un cammino e un'entrata.
L'uscita è dal deserto delle notti oscure.
Il cammino è il percorso spirituale che porta all'approdo nella terra promessa (come si legge nel libro del profeta Geremia: Io vi ho condotti in una terra che è un giardino, perché ne mangiaste i frutti e i prodotti).
L'entrata è nel luogo dell'unione trasformante, nelle profondità abitate dal Signore.
Nel proprio cammino, il carmelitano è chiamato all'unione con Dio e l'unica via è Cristo che per primo invita e sostiene chi ha scelto di percorrere questa strada in cui Dio per amore ci ricrea. E lo fa attraverso il Figlio, nel mistero pasquale.
Quando viviamo questo dinamismo di vita trinitaria, il cammino spirituale non è una salita faticosa ma è un'immersione nell'Amore. Il primo movimento d'amore è quello di Dio nei nostri confronti. Siamo attirati da lui Giovanni della Croce lo descrive benissimo con le immagini della fidanzata alla ricerca dello sposo. Come dire che la nostra natura è "fidanzata" con Gesù.
Giovanni della Croce descrive con la "Salita al Monte" il movimento di ascesi verso Cristo. Quel Cristo che "abbassò se stesso". L'incontro avviene al centro, nella terra (vedi il profeta Geremia) dove Dio si manifesta. Avvenne con Mosè quando Dio si manifestò sul Monte Oreb, attraverso il roveto. Avviene con ciascuno di noi, oggi, che lo incontriamo attraverso la persona di Cristo. Il cammino pasquale - ha aggiunto ancora p. Andrea - è un cammino battesimale: essere figli adottivi in Cristo Gesù è proprio la condizione preliminare di questo cammino.
Ed è bellissima l'immagine offerta dalle strofe della Notte Oscura che ci trasmettono proprio un'anima innamorata, infiammata d'amore con un desiderio ardente del proprio amato che la spinge alla ricerca. Spesso noi lo in modo univoco, ma le strofe possono essere lette anche pensando a Cristo, allo Sposo che cerca infiammato d'amore per l'anima ci viene incontro, spogliandosi della sua vera natura e divenendo uomo, Ciò avviene "nella pienezza dei tempi" e la pienezza dei tempi è un momento oscuro. Quando Gesù morì si fece buio sulla terra, quando risorse era notte. Ma, c'insegna Giovanni della Croce, era una notte radiosa.
STROFE DELL’ANIMA dalla "Notte Oscura" di Giovanni della Croce
1. In una notte oscura, con ansie, dal mio amor tutta infiammata, oh, sorte fortunata!, uscii, né fui notata, stando la mia casa al sonno abbandonata.
2. Al buio e più sicura, per la segreta scala, travestita, oh, sorte fortunata!, al buio e ben celata, stando la mia casa al sonno abbandonata.
3. Nella gioiosa notte, in segreto, senza esser veduta, senza veder cosa, né altra luce o guida avea fuor quella che in cuor mi ardea.
4. E questa mi guidava, più sicura del sole a mezzogiorno, là dove mi aspettava ben io conoscea, in un luogo ove nessuno si vedea.
5. Notte che mi guidasti, oh, notte più dell’alba compiacente! Oh, notte che riunisti l’Amato con l’amata, amata nell’Amato trasformata!
6. Sul mio petto fiorito, che intatto sol per lui tenea serbato, là si posò addormentato ed io lo accarezzavo, e la chioma dei cedri ei ventilava.
7 . La brezza d’alte cime, allor che i suoi capelli discioglievo, con la sua mano leggera il collo mio feriva e tutti i sensi mie in estasi rapiva.
8. Là giacqui, mi dimenticai, il volto sull’Amato reclinai, tutto finì e posai, lasciando ogni pensier tra i gigli perdersi obliato
C'è una luce che conduce l'anima. E' la fede sostenuta dall'Amore. E Gesù incarna quest'amore attraverso la volontà del Padre di salvare gli uomini.
Giovanni della Croce ci dice che un tale cammino ci rende sempre più somiglianti al Figlio. Riecheggia l'inno paolino con quell' avere gli stessi sentimenti di Gesù. Seguirlo, stare con Lui con la consapevolezza che è un Dio che ci ama ci dispone alla "cristificazione", al divenire figlio nel Figlio. Del resto con la frequentazione, con lo stare insieme, come avviene nel matrimonio, alla fine si diventa simili all'amato, senza che se ne abbia consapevolezza o lo si faccia con un atto di volontà . L'Amore di Dio, l'unione con Lui è trasformante.
(ste.d.b)















