È anche il centenario del dottorato di Giovanni della Croce


Il 24 agosto 1926, mentre ad Avila si ricordava la fondazione del primo monastero della riforma teresiana il papa Pio XI promulgò la "Die vicesima septima" in cui proclamò Giovanni della Croce Dottore della Chiesa. (leggi qui) Nel 1948 un giovane sacerdote polacco attratto dalla spiritualità carmelitana presentò all'Angelicum di Roma la sua tesi di dottorato sulla fede in San Giovanni della Croce. Il suo nome era Karlol Wojtyla, il futuro papa Giovanni Paolo II, oggi santo.
Nel corso del IV centenario della morte del carmelitano scalzo, il papa gli dedicò una lettera apostolica "Maestro di fede" (leggila qui)

La catechesi dedicatagli da papa Benedetto XVI (leggi qui)

464 anni fa nasceva il Carmelo teresiano

Ad Avila è festa. E anche in tutto il Carmelo teresiano. Il 24 agosto 1562 un allegro scampanellio annunciò a tutta la città di Avila la nascita di un nuovo monastero. C’ erano già 11 monasteri carmelitani in Spagna, ma questo che nasceva era il primo frutto della grande riforma teresiana: il monastero di San Giuseppe, in cui le prime 4 novizie vestirono l’abito delle carmelitane scalze che oggi tutti ricordano come il Monastero della Madre. Possiamo dire senza dubbio che è anche il nostro anniversario, come carmelitani scalzi. S, Giuseppe fu inaugurato da Teresa di Gesù, con l'intento di stabilire un nuovo stile di vita ispirato alla Regola primitiva donata ai primi eremiti del monte Carmelo da Sant'Alberto di Gerusalemme e approvata nel 1247 dal Papa Innocenzo IV. La Regola che si osservava al monastero dell'Incarnazione, dov'era entrata originariamente Teresa d'Avila, era stata modificata da una Bolla di mitigazione il 15 febbraio 1432. Anche la clausura non sembrava più tale: un via vai di persone devote, senza dubbio, sinceramente devote, ma Teresa sentiva che nel suo cuore Dio le chiedeva “di più”.

Pensando a quello che avrei potuto fare per Iddio - scrisse infatti nel libro della Vita, Teresa - vidi che anzitutto dovevo corrispondere ai doveri della mia vocazione religiosa, osservando la mia Regola con ogni possibile perfezione .

 

La storia della grande fondazione - a cui è stato dedicato il sito è raccontata dalla stessa Teresa di Gesù nel Libro della Vita, dal capitolo 32 al capitolo 36. Confortata dalle rivelazioni private che le donava il Signore, Teresa era così guidata nella realizzazione della sua prima fondazione. Decise di organizzare tutto con un estremo rigore, con il nascondimento, la penitenza e l’orazione. Tra le novità anche una statua di Maria e una di San Giuseppe come “custodi” delle porte del monastero: una novità rispetto agli altri monasteri (Vita 32,11). Cominciarono le persecuzioni a Teresa, nel monastero dell’Incarnazione. P. Teófanes ha ricordato che Teresa procedette in segreto per poter disporre della casa dove fondare il 24 agosto del 1562 il suo primo monastero. La santa rivelò le difficoltà che dovette superare (Vita 36,9). Furono lunghi mesi si sofferenza e silenzio. Ne parlò nella Vita con molta delicatezza l’opposizione anche di alcuni suoi confessori (Vita 33,7), la mancanza di un conforto amico, il pericolo dell’Inquisizione.

Quel 24 agosto fu l'inizio di un'avventura spirituale che si sarebbe diffusa in tutto il mondo. Ancora oggi è fonte di ispirazione per chi cerca Dio e, conoscendo Teresa, lo scopre vicino ed Amico.

 Anche dal Cammino di perfezione si può ricostruire il clima che si respirava in questa prima comunità che rappresenta la prima scuola di spiritualità animata da Teresa; quella in cui la riformatrice del Carmelo ebbe l'opportunità di trattare con la maggior parte delle figure spirituali più importanti: San Pedro de Alcantara, Juan de la Cruz, Domingo Banez ...

 "Se sulla terra vi può essere il paradiso, esso è in questa casa: vita felicissima conducono infatti le anime che, disprezzando ogni propria soddisfazione, non pensano che a contentare il Signore. Ma quelle che qui cercassero altra cosa, non solo non la troverebbero, ma perderebbero tutto" (Cammino, 13,7). 

Nel quarto centenario della fondazione San Giovanni XXIII si pronunciò così (clicca)

L'attuale convento de San José è nato sulle fondamenta della costruzione primitiva che fece edificare la Santa e l'11 maggio 1968 ottenne il titolo di monumento storico-artistico con un decreto. Un valore dovuto anche al museo teresiano che conserva alcune opere e diverse reliquie della santa di Avila.

Il primo novembre del 1982 il monastero fu visitato da San Giovanni Paolo II che disse :

"Qui ad Avila, con la fondazione del monastero di san Giuseppe, a cui sono seguite le sue altre 16 fondazioni, si è compiuto un disegno di Dio per la vita della Chiesa. Teresa di Gesù fu lo strumento provvidenziale, la depositaria di un nuovo carisma di vita contemplativa, che avrebbe prodotto tanti frutti."

Il messaggio di papa Benedetto XVI  per i 450 anni della riforma teresiana

PER APPROFONDIRE:
Un passo importante guidato da Chiara di Assisi: leggi
 Il Monastero della Madre: leggi

Ricordiamo oggi Santa Teresa Benedetta della Croce

"So di essere sostenuta e qui sta tutta la mia tranquillità e sicurezza - non la sicurezza consapevole dell'uomo che sta con le proprie forze su un terreno sicuro, ma la dolce e beata sicurezza del bambino sorretto da un braccio forte - che in pratica è una sicurezza non meno ragionevole. Sarebbe forse ragionevole quel bambino che vivesse nella paura che la mamma lo lasci cadere?  Se Dio mi dice attraverso i profeti di essere un Dio fedele, di essere per me come padre e madre, addirittura che egli è l'Amore stesso, allora devo ammettere che la mia fiducia nel braccio che mi sostiene è ragionevole e che, al contrario, è stolta la mia paura di cadere nel nulla, a meno che non sia io stessa a staccarmi dal braccio che mi protegge"
  (Teresa Benedetta della Croce/Edith Stein, Lettere).

Con questa sicurezza, acquisita lentamente, mentre abbandonava le certezze inseguite attraverso i suoi studi, Edith Stein si lasciava trasformare con fiducia, quasi tornando bambina, fra le braccia dell'Eterno Padre, quel Dio conosciuto attraverso l'Antico Testamento (alla cui scuola l'aveva iniziata la mamma ebrea) e poi incontrato in Gesù, nella Sua Croce. Edith la filosofa, l'ebrea orgogliosa, la donna inquieta e battagliera, lasciava il posto a una nuova Edith, quella che trovò la propria strada fra le carmelitane scalze del monastero di Colonia.

Non è, però, l'approdo alla vita consacrata che ci preme considerare di Edith Stein, quanto il suo percorso dalla ragione alla fede. Che cosa accadde, quando scoprì l'insufficienza della propria ragione? Lo rivelò la stessa Edith Stein, in un suo scritto: "Alla luce della verità eterna, comprende il giusto atteggiamento nei confronti del proprio intelletto. Comprende che le verità supreme ed ultime non possono venire svelate dall'intelletto umano e che nelle questioni più essenziali e di conseguenza nell'orientamento pratico della propria vita la persona più semplice, se è ispirata dalla grazia divina, può essere migliore del più grande scienziato".  La scienza , insomma, diviene un lavoro non più il fine della propria vita. Ed è così che raggiunge la quiete nel cuore. La creatura si riconosce piccola nelle mani dell'Eterno Padre e a Lui s'affida.

Come scrisse il Papa Benedetto XVI nella "Deus Caritas est" c'è un momento in cui "la volontà di Dio non è più per me una volontà estranea, che i comandamenti mi impongono dall'esterno, ma è la mia stessa volontà, in base all'esperienza che, di fatto, Dio è più intimo a me di quanto lo sia io stesso. Allora cresce l'abbandono in Dio e Dio diventa la nostra gioia".  Edith Stein sperimentò questa gioia. L'orgogliosa, l'annoiata Edith che a un certo punto della sua gioventù aveva desiderato persino di morire non c'era più. C'era una nuova Edith.

L'incontro con Cristo le cambiò la vita, proprio come avevano raccontato S. Teresa d'Avila nel Libro della vita e S. Agostino nelle sue Confessioni (gli autori spirituali più amati dalla Stein). Sembra quasi che le parole del Vescovo di Ippona descrivano la conversione della filosofa ebrea: "Hai creduto, sei stato battezzato: è morta la vita vecchia, è stata uccisa sulla croce, sepolta nel battesimo. È stata sepolta la vecchia, nella quale malamente sei vissuto: risorga la nuova" (S. Agostino, Sermoni).

 Colpisce la testimonianza di un suo ex collega, il professor Wust: "Non riuscivo ad allontanarmi da quella grata di clausura, seguendo con la mente il lungo cammino percorso dalla novizia: da Husserl a san Tommaso, per poi arrivare fin qui, sì, fin qui!". 
 Quella pace del cuore, Teresa Benedetta della Croce l'ha portata con sé a Colonia, nel Carmelo di Echt e perfino ad Auschwitz, dove fu vista silenziosa, sorridente, accanto ai bambini deportati. Lì fu uccisa nella camera a gas, il 9 agosto 1942.

Quando S. Giovanni Paolo II volle proclamarla anche compatrona d'Europa, scrisse: "Dichiarare Edith Stein compatrona d'Europa  significa porre sull'orizzonte del vecchio Continente un vessillo di rispetto, di tolleranza, di accoglienza, che invita uomini e donne a comprendersi e ad accettarsi al di là delle diversità etniche, culturali e religiose, per formare una società veramente fraterna". In fondo era ciò a cui Teresa Benedetta della Croce si sentì chiamata e per cui pregò fino alla fine: "Prego il Signore che voglia accettare la mia vita e la mia morte a suo onore e lode - scrisse nel suo testamento - secondo le intenzioni della Chiesa, e affinché il Signore sia accolto dal suo popolo e il suo regno venga con gloria, per la salvezza della Germania e per la pace nel mondo, infine per i miei cari, vivi e defunti, e per tutti coloro che Dio mi ha affidato: che nessuno di loro si perda". (Stefania De Bonis, pubblicato sul sito Edizioni Ocd l'8.8.2008)

                             

L'ultimo libro dedicato a lei e pubblicato dalle Edizioni ocd: Lucia Laner, Edith Stein: La vita in uno sguardo. Edizioni ocd, 2026

Per conoscerla meglio clicca qui e potrai consultare alcuni suoi testi o elaborare una bibliografia per gli argomenti che vuoi approfondire.









 


S. Alberto di Trapani

Facciamo memoria oggi di S. Alberto di Trapani frate carmelitano. Una figura di cui si hanno poche notizie. E’ incerta anche la data di nascita. Si ricorda come uomo di preghiera e instancabile predicatore in varie località della Sicilia. Fu anche superiore provinciale dei Carmelitani presenti sull'isola.  Nato probabilmente nel 1250, dopo 26 anni di matrimonio fu consacrato al Signore dai genitori, Benedetto degli Abati e da Giovanna Palizi. Giovanissimo, Alberto entrò tra i Carmelitani di Trapani e trascorso il periodo di formazione divenne sacerdote e fu mandato a Messina dai superiori, dove morì il 7 agosto 1307. Nel 1457 Papa Callisto III ne permise il culto, che fu confermato nel 1476 da Papa Sisto IV. Fu il primo santo del Carmelo venerato e insignito del titolo di Patrono e protettore dell'Ordine Carmelitano. Ebbe anche il titolo di «padre», titolo condiviso con sant' Angelo di Sicilia, suo contemporaneo. A Messina, nel 1623, gli fu dedicata una porta della città.

 La distinzione fra Antica osservanza e carmelitani scalzi avverrà con la riforma di Santa Teresa d’Avila al 1562. Ora il Carmelo è una famiglia ancora che osserva la stessa Regola (Teresa adotterà quella primitiva senza mitigazioni) e la figura di Alberto di Trapani è celebrata Il 7 agosto da tutto l’Ordine, secondo le disposizioni liturgiche: con il grado di festa per i Carmelitani e di memoria per i Carmelitani Scalzi.

Nuovi passi con Maria, nella Lettera del nostro Padre Generale

 Leggi qui la Lettera che da Stella Maris, ad Haifa, il nostro padre Generale ha inviato a tutto l'Ordine per la Solennità della Beata Vergine del monte Carmelo.

E' un invito a rivedere e ravvivare la nostra risposta a questa vocazione mariana, in modo da percorrere "nuovi passi con Maria" .

Sotto il manto di Maria: rinnoviamo l'alleanza spirituale con la Madre del Carmelo

Oggi il Commissario Pontificio P. Jan Piotr Malicki, della Semiprovincia di Napoli ha inviato una esortazione ai fratelli e le sorelle dell'Ordine  in occasione della Solennità della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo 
Sotto il manto di Maria: rinnoviamo l'alleanza spirituale con la Madre del Carmelo

"Carissimi Fratelli e Sorelle, la Solennità della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo ci invita, ancora una volta, a volgere lo sguardo verso Colei che il Signore ha donato al nostro Ordine come Madre, Sorella, Patrona e modello del discepolo fedele. Per noi, membri della Famiglia del Carmelo Teresiano, questa festa è il giorno della nostra Madre, alla quale apparteniamo in modo speciale.

Nel Carmelo Maria non è soltanto oggetto della nostra devozione, ma è presenza viva che ci  accompagna nel cammino della fede, educa all'ascolto della Parola e ci conduce a una comunione sempre più profonda con Cristo.

Sotto il suo manto la famiglia carmelitana ha attraversato i secoli, custodendo il  dono della  contemplazione, della fraternità e del servizio alla Chiesa.  Lo Scapolare che abbiamo ricevuto e che indossiamo non rappresenta  semplicemente una protezione materna: è il segno di un'alleanza spirituale con  Maria. Indossarlo significa scegliere ogni giorno di vivere come Lei, lasciandoci guidare dalla sua fede, dalla sua umiltà e dal suo totale abbandono alla volontà di Dio. È proprio sotto questo manto materno che siamo chiamati a vivere il tempo di grazia che il Signore ci dona."

 Qui è possibile scaricare l'intero messaggio

Nel ricordo dei coniugi Martin

 Nella famiglia Martin, dove maturò la vocazione di S. Teresa di Gesù Bambino e delle sue quattro sorelle, tre delle quali carmelitane scalze come lei, e dove i coniugi Louis e Zelia (che ricordiamo oggi) vissero il sacramento del matrimonio (celebrato il 13 luglio) anche come atto di offerta al Signore, si recitava ogni mattina, insieme, questa preghiera:

  Mio Dio, vi offro tutte le azioni che sto per fare in questo giorno, nelle intenzioni e per la gloria del Sacro Cuore di Gesù: voglio santificare i battiti del cuore, i pensieri e  l e opere più semplici, unendoli ai suoi meriti infiniti, e riparare le mie colpe gettandole nella fornace del suo amore misericordioso.
   O Signore, vi domando per me e per coloro che mi sono cari la grazia di compiere perfettamente la vostra santa volontà, di accettare per amore vostro le gioie e le pene di questa vita passeggera, alfine di essere un giorno riuniti nel cielo per tutta l'eternità. Così sia!

Inconsapevolmente questi genitori insegnavano alle loro creature l'esercizio della Presenza di Dio, del compiere tutto sotto lo sguardo di Gesù, compierlo con l'aiuto Gesù.
Un altro grande esempio, l'amore reciproco, pieno di rispetto. Quando erano lontani Zelia e Louis si scrivevano. Lui si firmava "Tuo marito e vero amico, che ti ama per la vita".

Maria e i carmelitani secolari

Il 7 luglio con la memoria della Beata Vergine Maria, madre della divina grazia s'inizia la novena alla Madonna del Carmelo. Non si tratta di una devozione qualsiasi.  Molti sono devoti alla Vergine, ma non sono carmelitani. Molti hanno tante devozioni per la Madonna, ma non vivono il rapporto con lei da carmelitani. 

Non è  mai inutile ricordare che "non è una qualunque devozione alla Madonna che identifica una persona chiamata al Carmelo Maria è il nostro modello di preghiera e di meditazione L'interesse a imparare a meditare o l'inclinazione a farlo sono la caratteristica fondamentali di qualsiasi carmelitano secolare. La più basilare" (P. Aloysius Deeney).


Leggiamo nel libro "Benvenuti nell'Ordine Secolare dei Carmelitani Scalzi" che Noi siamo un ordine Mariano della Chiesa e ci possono essere delle espressioni di divozione a Maria che noi vogliamo fare giornalmente, se possibile. La prima e principale devozione a Maria si esprime nel guardare e meditare la vita di Cristo, custodendo quelle cose nel cuore proprio come fece Maria Questa è la nostra devozione primaria. 

Quindi lo spirito con cui noi ci apprestiamo a vivere questi 9 giorni che ci separano da Solennità della beata Vergine del Carmelo è di rispondere con umiltà  all'invito che Maria ci fa, attraendoci verso quel modo contemplativo di comprendere la vita. Non siamo soli, sia sempre sotto la protezione di Nostra Signora del Monte Carmelo. E con Lei imparare a meditare i misteri del Vangelo, anche attraverso quella devozione molto amata dai fedeli che è la recita del Rosario. Ma una recita meditata, non fatta in fretta. Bisogna essere consapevoli che quel momento è il momento in cui noi con gli occhi di Maria guardiamo la vita di Gesù. E la custodiamo, come lei, nel nostro cuore.


A lei ci affidiamo con una bellissima preghiera di San Giovanni Paolo II:

 Santa Madre della speranza, Vergine del Carmelo,
distendi il tuo Scapolare, come mantello di protezione, sulle città e sui paesi,
sugli uomini e le donne, sui giovani e i bambini, sugli anziani e sugli ammalati,
su gli orfani e gli afflitti, sui figli fedeli e le pecore smarrite.

Riconcilia i fratelli in un abbraccio fraterno; che spariscano gli odi e rancori ;
che si superino le divisioni e le barriere;
 che si appianino i conflitti e si rimarginino le ferite.
 Fa' che Cristo sia la nostra Pace; che il suo perdono rinnovi i cuori
 che la sua Parola sia speranza e fermento della società.
 Amen
 Giovanni Paolo II

P. Ramiro Casale: conto alla rovescia per l'incontro mondiale ocds ad Avila

 


Cari fratelli e sorelle dell’OCDS, 

Spero che voi, le vostre famiglie e le vostre comunità stiate bene.

In allegato a questa e-mail troverete la scheda n. 7su San Giovanni della Croce.

Come sapete, l’Incontro Mondiale dell’OCDS ad Ávila è ormai imminente. Grazie per le vostre preghiere. Sappiate che l’intero Ordine sarà in comunione in quei giorni e, a tempo debito, tutto il materiale dell’evento sarà condiviso con l’intera OCDS nel mondo. A breve i partecipanti all’evento riceveranno le ultime comunicazioni.

Vorrei illustrarvi il contenuto di una conversazione che avrà luogo durante l’Incontro:

Sabato 25 luglio alle ore 17:30 (vedi programma) si terrà una conversazione in cui verranno affrontate le risposte che alcune comunità dell’OCDS in tutto il mondo hanno dato a queste tre domande:

1) Come parlare del carisma carmelitano teresiano in un linguaggio che sia comprensibile oggi?

2) Cosa si aspetta la Chiesa da ogni membro dell’OCDS in questo momento storico?

3) Come tracciare un autentico cammino di sinodalità?

Vi saluto chiedendo a Dio di benedirvi e di donarvi perseveranza nella vostra vocazione.

Fraternamente

Fr. Ramiro Casale, OCD

Delegato Generale per l’OCDS

 

Un aiuto per i nuovi Consigli

Dal Consiglio OCDS e il Commissario Pontificio OCD  riceviamo il seguente Comunicato per le comunità ocds della Semiprovincia Napoletana.

Cliccare qui per leggere il documento

Festa della B. Giuseppina di Gesù Crocifisso

 Era l’albero benefico che assorbe l’azoto e dona l’ossigeno, la mamma premurosa ed amorevole che trasforma l’ansia del figlio suo in serenità, il timore in coraggio, il dolore in gioia”. Così padre Enzo Caiffa, autore di  “Totalmente offerta”, biografia della carmelitana scalza di cui oggi facciamo memoria liturgica  descrive Madre Maria Giuseppina di Gesù Crocifisso. Il libro che ha come sottotitolo “La spiritualità della croce nella vita di suor Maria Giuseppina di Gesù Crocifisso carmelitana scalza” fu pubblicato dalle edizioni OCD, in occasione della beatificazione (1° giugno 2008). Padre Enzo ha ripercorso le tappe della vita, il cammino spirituale di questa nostra beata, nata e vissuta a Napoli e morta nel 1948, sia alla luce della spiritualità carmelitana, sia alla luce di una cristallina testimonianza di fede e di amore per il prossimo. Attraverso brani delle sue preghiere, le lettere che scrisse, le testimonianze di chi ha vissuto con lei in monastero e di chi l’ha incontrata, padre Enzo offre un importante contributo alla conoscenza della carmelitana.

 Le parole di Madre Giuseppina, si alternano infatti alle testimonianze. E colpisce, di questa monaca la profonda confidenza con Dio, fin dalla più tenera a età, quando -preso fra le mani un piccolo libro di preghiere (e non sapendo ancora leggere)- la piccola “Pinella” lo teneva capovolto fra le mani, fingendo di leggere. Il suo cuore era però rivolto a Dio, per davvero, come avrebbe ricordato nel proprio diario. E ancora colpisce – come sottolinea il titolo del saggio – la totale offerta di sé, che è messa in risalto dalla preghiera scelta per quest’evento: “Ah! Mio Gesù, Gesù dolce e caro, io ti consacro tutti i minuti della mia giornata, tutto quello che penso, che sento e che spero! Io lo so, è un insieme di miserie quello che ti offro, ma tu, che tutto puoi, trasforma tutto in lode a te, che se l’amore del mio cuore. Lavora, o mio Gesù, nell’anima mia, lavora e fa’ che possa divenire nelle tue mani uno strumento della tua gloria. Io sono debole ma tu, fortezza mia, opera in me con forza; non tardare e sana presto le infermità dell’anima mia”

Il libro spiega come la fragile (e fortissima) Madre Giuseppina abbia preso per mano molte persone e le abbia condotte nel porto sicuro della fede, senza mai chiedere la guarigione del corpo, ma offrendosi a Dio per tutti quelli che il Signore le aveva affidato. E spiega, nell’introduzione, che “i suoi scritti di vario genere e di grande importanza, non solo per farci conoscere la sua straordinaria personalità, ma soprattutto perché contengono un’alta esperienza di Dio e un messaggio spirituale, fatto di un mirabile amore verso Dio nell’olocausto continuo della sua vita nelle più acerbe sofferenze a beneficio dei suoi fratelli: piccoli e grandi, ricchi e poveri, tribolati nello spirito e nel corpo, sacerdoti e anime consacrate”.


Un aiuto per chi rinnova i Consigli locali

Dalla presidente ocds della Semiprovincia Napoletana riceviamo un ottimo ausilio per le votazioni in corso nelle comunità locali.
"Poiché nelle nostre Comunità alcuni stanno votando per la prima volta, mi è stato chiesto come comunicare loro il valore "unificante" del voto all'interno della Comunità. Ho trovato una risposta nell'incontro del 2018 con p. Alzinir: Le Costituzioni nell'Ocds . In queste pagine  si apre una finestra sul comune progetto di vita fecondato dal carisma Carmelitano. 
Condivido con loro e con voi tutti le prime 5 pagine di questa pubblicazione, che potete leggere e stampare . Vedere qui
Francesca Napolitano ocds

Ricordando la beata Maria Candida dell'Eucaristia

Oggi si ricorda la beata Maria Candida dell'Eucaristia, carmelitana scalza del monastero di Ragusa (leggi qui la sua biografia). Stasera e domani ci saranno celebrazioni in sua memoria che anche chi non può partecipare di persona potrà seguire in diretta streaming sul sito a lei dedicato, oggi alle ore 17 e lunedì alle 17,30.


Disposizioni urgenti per le comunità chiamate a votare per i nuovi consigli locali


 Dalla Presidente del Consiglio Provinciale Ocds riceviamo una comunicazione firmata anche dal Commissario Pontificio per le comunità ocds che si apprestano ad eleggere i nuovi Consigli locali:

Martedì scorso è stato un momento assembleare di viva e corale partecipazione su aspetti significativi della vita comunitaria. 

Ad evitare interpretazioni improprie o confuse, per adottare una linea operativa unica in tutte le Comunità, insieme a Padre Jan abbiamo raccolto le puntualizzazioni emerse e le inviamo in questa comunicazione da trasmettere ai membri tutti e ai Consigli di Comunità, affinché possiamo adoperarci con senso di responsabilità per il bene comune del Carmelo Secolare della nostra Semiprovincia,  

Francesca Napolitano ocds



Quattrocento anni fa moriva Anna di San Bartolomeo

 Fu l'ultima ad abbracciare Teresa di Gesù

La lettera del P. Generale che invita a conoscerla meglio


Che ardiamo in zelo per estendere la Chiesa.
che sappiamo servire con carità agli altri.
che cerchiamo di essere buoni "samaritani" coi malati.
che la carità sia il modello della nostra vita

La carmelitana che ricordiamo oggi a 400 anni dalla morte e alla quale il padre Generale dell'Ordine ha dedicato una Lettera che invitiamo a scaricare e meditare (vedi qui) Era sesta di sette figli nata il 1 ottobre 1549 ad Almendral in Castiglia). Anna Garcia (è ricordata come la giovane carmelitana conversa accolta da Teresa d'Avila nel suo monastero riformato e divenuta sua infermiera e segretaria.

Alla morte dei genitori, Anna che aveva dieci anni fu destinata dai suoi fratelli maggiori ad accudire il gregge. Un'esperienza di solitudine in mezzo alla natura che le agevolò l’esercizio della presenza di Dio. Quand’era fuori con  il gregge, spesso perdeva la cognizione del tempo. Si racconta che spesso i suoi fratelli dovessero andare a cercarla, temendo che avesse avuto un incidente. Per Anna starsene da sola, in un dialogo interiore con Gesù, era il proprio ideale di vita e quando i fratelli cominciarono a parlarle dell'esigenza di dover prendere marito, cominciò per lei un periodo di conflitti interiori molto forti.
Una notte le apparve Maria SS. col Bambino Gesù in braccio che disse: "Non prenderti pena e non temere, io stessa ti condurrò in un luogo dove sarai religiosa e porterai il mio abito".
Avendo saputo dal parroco che S. Teresa di Gesù aveva fondato, ad Avila, il monastero di S. Giuseppe, nel 1569 Anna vi si recò per  chiedere di esservi ammessa. I fratelli non si opposero. Tuttavia il tentativo di entrare a San Giuseppe fallì perché la riformatrice, che in quel tempo si trovava a Pastrana, inizialmente non intendeva accettare delle converse. L’attesa durò circa un anno, durante il quale Anna fu soggetta anche a un male  che la rese inabile  a qualsiasi lavoro. Fu accompagnata, in quello stato,  ad un pellegrinaggio nella cappella dedicata a S. Bartolomeo. Al suo ritorno trovò fra la corrispondenza  una lettera del Carmelo di S. Giuseppe, che l’invitava a entrare in monastero Di fronte alla certezza che avrebbe lasciato casa per diventare monaca di clausura, i fratelli si ribellarono e Anna fu costretta a rifugiarsi in una cantina per non essere colpita con violenza da un fratello. Entrò in monastero il 2 novembre  1570 e  fu la prima religiosa conversa della riforma carmelitana avrebbe preso il nome di Suor Anna di S. Bartolomeo).
Per tutto l'anno di noviziato si occupò del refettorio, assalita da una sensazione di aridità, di abbandono, quasi di ripugnanza per la vita religiosa e d'incertezza per la vocazione. Disperava persino per la propria salvezza. Fu tale la sua sofferenza che si ridusse ad uno scheletro.
Nel maggio del 1571  suor Anna incontrò per la prima volta con  Teresa di Gesù. Fra le due ci fu subito una grande intesa.  Cominciò a rasserenarsi e il 15 agosto 1572  fece la professione religiosa. Fu allora che Suor Anna ritrovò il piacere di dedicarsi all’orazione e, soprattutto, alla contemplazione dell’uomo dei dolori, che le comunicò sempre un grande desiderio di patire per la salvezza delle anime. 

Divenne Priora delle monache ammalate
Nel 1577 S. Teresa, dopo averne visto l’abnegazione e l’obbedienza  la nominò priora delle malate e fu proprio grazie a questo incarico che la conversa poté curare e accudire la santa Madre quando la  notte di Natale del  1577 Teresa cadde e si fratturò il braccio sinistro cadendo per le scale mentre si recava in coro.
 La santa aveva bisogno di aiuto per sbrigare la  corrispondenza, ma come fare dato che Anna non sapeva scrivere? Un giorno Sr. Anna le disse: "Madre, datemi un modello e imparerò". S. Teresa tracciò alcune righe e gliele diede. La sera stessa Suor Anna, con quel modello davanti agli occhi, era già in grado di stendere una lettera alle religiose di Avila. Dopo d'allora ne scrisse tante in nome della riformatrice la quale si limitava ad apporvi la firma o ad aggiungervi qualche riga. Dal 1580 al 1582 accompagnò  Teresa di Gesù, soggetta ad attacchi di paralisi, a visitare diversi monasteri: "era un paradiso il servirla, e la più grande pena che ebbe accanto a lei fu quella di vederla soffrire". S. Teresa stimava assai Suor Anna perché era così prudente e gran serva di Dio da esserle più utile di molte coriste. 
 Mentre S. Teresa stava per morirle tra le braccia Suor Anna vide ai piedi della sua priora il Signore, venuto con i suoi santi a prenderne l'anima. Di quel momento scrisse: «Il giorno in cui morì non era più in grado di parlare. Le cambiai la biancheria, il velo e i manicotti; sembrò soddisfatta di essere così. pulita, mi guardò sorridendo e con segni mi mostrò la sua gratitudine».
La morte di Teresa fu per Sr. Anna che aveva all’epoca 33 anni come ave perso un’altra volta la mamma.
Neppure la vita nell'Ordine fu facile, poiché minato da una crisi profonda poiché P. Nicola Doria cambiò molte cose e sostituì molte priore. A reggere il monastero di Madrid mandò Madre Maria di S. Girolamo, nipote della santa, con Suor Anna di S. Bartolomeo. Per tutto il tempo che vi rimase, la beata cercò di amalgamare le suddite con la superiora. Il Signore un giorno le apparve sotto le sembianze di un giardiniere e le disse cingendole il capo con il braccio: "Qui vedrai che cosa sia vivere senza lamentele e cosa sia la carità"

Suor Anna si distinse perla pratica dell'umiltà e della discrezione. Nessuno mai capì quanto soffrisse nell'animo.  Fu fondatrice di monasteri a Ocana e Parigi. Qui  contribuì a diffondere gli scritti di  Teresa d'Avila, nonostante il disappunto del generale dell'Ordine. 
A Parigi, Suor Anna attese alle solite occupazioni di portinaia e d'infermiera. L'impressione che fece ai prelati francesi fu talmente buona che, poco tempo dopo il suo arrivo, le consigliarono di passare tra le coriste. Per iniziativa di Madame Acarie e della principessa Caterina de Longueville, oltre al carmelo di Parigi fu fondato pure quello di Pontoise (1605). Madre Anna ne fu eletta priora. Ella era tanto convinta della sua incapacità che sentì il bisogno di ricorrere a Dio con la preghiera. Il Signore le apparve e le disse: "Fatti animo perché ti tengo nel mio cuore: ed Io sarò nel tuo!".
Al pensiero di dover governare quella comunità si sentiva, come condannata a morte. Ma se, ignara della lingua e delle scienze, supplicava il Signore perché l'aiutasse, egli le rispondeva: "Eccomi qui, io ti custodisco come la pupilla dei miei occhi".
Diffuse la spiritualità di Teresa d'Avila
Nessuna carmelitana contribuì quanto Madre Anna di S. Bartolomeo a comunicare ai monasteri di Francia il genuino spirito di S. Teresa. Il segreto del suo successo risiedeva nell'umiltà. Il Signore le manifestava così la sua volontà: "Io voglio che tu nulla sia e nulla sappia, per potere fare con te quello che mi pare. I sapienti del mondo con la loro prudenza non mi danno ascolto perché pensano di sapere tutto da loro stessi".
Non era ancora terminato il suo primo anno di priorato a Pontoise, quando  fu richiamata a Parigi perché sostituisse nel governo del monastero Madre Anna di Gesù, partita per la fondazione del Carmelo di Digione. La priora, confusa e timorosa, fece ricorso, come al solito, all'orazione. Le apparve il Signore e le disse: "Coloro che fanno le opere di Dio, debbono camminare come io camminai in terra, afflitto e disprezzato". Nel suo periodo di priorato fu irremovibile nel tutelare il vero spirito della riforma carmelitana.  Al termine del suo triennio Madre Anna di S. Bartolomeo fu mandata a governare il monastero che era stato fondato da un nobile a Tours (1608). Où In mezzo a tante pene ogni tanto a Madre Anna appariva S. Teresa d'Avila. Un giorno la condusse per mano fino in Fiandra e in effetti nel 1612 fu destinata alla fondazione del monastero di Anversa, dove con il proprio esempio seppe insegnare le virtù di umiltà e discrezione., mostrandosi sempre comprensiva e materna. Morì il 7-6-1626 dopo aver mormorato: "Ave Maria". Fu beatificata da Benedetto XV il 10-4-1917. Le sue reliquie sono venerate nel monastero di Anversa.

Anna di S. Bartolomeo "nella schiera che segue l'Agnello"
Dall'omelia di papa Benedetto XV che nel 1917 la proclamò beata, estrapoliamo un passaggio importante: 
"Il fatto che Giovanni vide sul monte Sion una schiera di vergini «seguire l’Agnello dovunque andasse» e udì «emettere un dolcissimo cantico che nessuno poteva comprendere», mostra chiaramente che presso Dio la pura verginità è considerata un modo di vivere certamente più conforme alla natura angelica che a quella umana. Senza dubbio all’interno dell’eletto gruppo delle Vergini prudenti, la venerabile serva di Dio Anna di San Bartolomeo, monaca professa dell’Ordine delle Carmelitane Scalze, discepola e compagna della Santa Madre Teresa, può essere giustamente riconosciuta come una che con la lampada fornita di olio andò incontro allo Sposo che tardava, e da lui che veniva fu trovata e riconosciuta pronta, degna di entrare con lui alle nozze. Come nella Riforma della Spiritualità Carmelitana Teresa sembrò un nuovo Elia, che ricondusse l’antico Ordine fondato dal Santo Profeta sul Monte Carmelo alla primitiva regola, così Anna fu vista come un nuovo Eliseo, lei che, accogliendo lo spirito della santa maestra e Madre legislatrice che spirava tra le sue braccia, portò a termine le opere iniziate da Teresa, le ampliò e compì cose mirabili nella propria vita.
Immersa nella contemplazione delle cose celesti, era attratta verso Dio da un ardente amore e, misericordiosa verso i poveri, cercava di provvedere alle loro necessità con un fervoroso esercizio della carità e sottraendo cibi dalla mensa".

Che cosa ci insegna dopo 400 anni la b. Anna?
E' un modello per tutti questa carmelitana. Ma come ci sprona a fare il nostro padre generale ci sono aspetti di lei ancora da scoprire. A noi secolari invita a servire, con carità, a essere buoni "samaritani", a farsi prossimo coi malati, con chi ha bisogno. Ci suggerisce di superare i nostri limiti, pur riconoscendoli, per aiutare gli altri e a fare della carità il modello della nostra vita. La strada per ottenere tutto ciò è stare dietro l'Agnello. Come? Nella preghiera possiamo comprenderlo, perché ci conosceremo meglio, conosceremo meglio Dio e impareremo ad abbandonarci alla sua volontà. Senza fretta. Lui ci porterà dove vuole, quando vuole. E allora saremo pronti anche noi, con le lampade accese.
Ste d.b.

La sesta scheda su Giovanni della Croce

 


Con la nuova scheda formativa su Giovanni della Croce, la sesta, ci si addentra in un discorso più ascetico, il cui senso è che ogni godimento disordinato delle cose è un ostacolo all’unione con Dio (1 MC 4,1-2). S'inizierà ad analizzare, dopo i testi mistici, la Salita al Monte Carmelo, in cui l'unione con Dio è prospettata raggiungibile soltanto percorrendo la strada del nulla.


Nuovi appuntamenti della Provincia

Collegamento alla Riunione del 9 giugno:
https://tediscite.webex.com/tediscite/j.phpMTID=ma90b4b63654a71aadf8c415f8a79bae1
Numero Riunione:
2557249 5004
Password Riunione:
OCDS

In ricordo della beata Elia di San Clemente

 Oggi il Carmelo ha celebrato la memoria liturgica della beata Elia di San Clemente carmelitana scalza nata e vissuta nella nostra Semi provincia napoletana, a Bari.

Affidiamoci a lei che, fra le altre cose bellissime che scritto, ha lascito questo suo pensiero:

Io cercherò anime per lanciarle nel mare dell'Amore Misericordioso: anime di peccatori, ma soprattutto anime di sacerdoti e religiosi. A questo scopo la mia esistenza si spegnerà lentamente, consumandosi come l'olio della lampada che veglia presso il Tabernacolo"

Orgoglio e desiderio di umiltà

Ho visto che ero orgogliosa in tutto; ho pregato Gesù di darmi l’umiltà e ho preso la risoluzione di praticare questa virtù in ogni cosa. Oh! Quanto desidero l’umiltà, il disprezzo delle creature! Dio è pronto a perdonare un peccatore che si umilia, guarda con più amore l’anima che ritorna a lui con umiltà che l’anima fedele che si compiace delle sue virtù. Quest’ultima rischia di perdersi per orgoglio, mentre il peccatore ottiene misericordia umiliandosi”.

S. Maria di Gesù Crocifisso, Carmelitana Scalza


Maria è davvero per noi sorella, madre e modello di discepola?

Che cosa dicono le Costituzioni ocds?
Ne riportiamo un passaggio:
"CON MARIA, MADRE DI GESÙ
29. Nel dinamismo intimo della sequela di Gesù, il Carmelo contempla Maria come Madre e Sorella, come “modello perfetto del discepolo del Signore” e, pertanto, modello della vita dei membri dell’Ordine. La Vergine del Magnificat annuncia la rottura con il vecchio mondo e l’inizio di una storia nuova, nella quale Dio rovescia dal trono i potenti ed esalta i poveri. Maria si mette dalla loro parte e proclama il modo di agire di Dio nella storia. Maria è per il Secolare un modello di 
donazione totale al Regno di Dio. Ella ci insegna ad ascoltare la Parola di Dio nella Scrittura e nella vita, a credere in essa in tutte le circostanze per viverne le esigenze. E questo senza capire molte 
cose, conservando tutto nel cuore (Lc 2, 19.50-51) fino a quando giunga la luce, in preghiera contemplativa. 
30. Maria è anche ideale ed ispirazione per il Secolare. Ella vive la prossimità alle necessità dei fratelli, preoccupandosi di esse (Lc 1, 39-45 Gv 2, 1-12 At 1,14). Ella, “l’immagine più perfetta della libertà e della liberazione dell’umanità e del cosmo”, aiuta a comprendere il senso della missione. Madre e Sorella, che ci precede nella peregrinazione della fede e nella sequela del Signore Gesù, ci accompagna affinchè la imitiamo nella sua vita nascosta in Cristo e impegnata nel servizio degli altri. 
31. La presenza di Maria, mentre vivifica la spiritualità del Carmelo Teresiano, caratterizza il suo apostolato. Per questo il Secolare s’impegnerà a conoscere ogni giorno di più la persona di Maria con 
la lettura del Vangelo, per comunicare agli altri l’autentica pietà mariana che porta all’imitazione delle sue virtù. Guidati da uno sguardo di fede, i membri dell’Ordine Secolare celebreranno e promuoveranno il culto liturgico della Madre di Dio alla luce del mistero di Cristo e della Chiesa e 
praticheranno, con sentimenti di fede e di amore, gli esercizi devozionali in suo onore. 
31- a) Nel Carmelo teresiano l’amore a Maria, Madre e Regina, è unito all’amore verso il suo sposo San Giuseppe. Il Padre concesse anche a lui, “uomo giusto” (Mt 1,19), la custodia del mistero dell’Incarnazione di suo Figlio Gesù Cristo". 

Con S. Maria di Gesù Crocifisso verso la Pentecoste

Prepariamoci alla Pentecoste con una meditazione di S. Maria di Gesù Crocifisso (la piccola araba), Carmelitana Scalza di Betlemme.

Vidi dinanzi a me una colomba, e sopra di essa un calice che traboccava, come se dentro vi si trovasse una sorgente. L'acqua che traboccava si versò sulla colomba e la lavò. Simultaneamente udii una voce che proveniva da questa ammirabile luce. Disse:
«Se tu vuoi cercarmi, conoscermi e seguirmi, allora invoca la luce, lo Spirito Santo, che ha illuminato i suoi discepoli e che fino ad oggi illumina tutti coloro che a Lui si rivolgono. 
Te lo dico in assoluta verità: chiunque invoca lo Spirito Santo, mi cercherà e mi troverà. La sua coscienza sarà delicata come i fiori del campo; e se è padre o madre di famiglia, la pace sarà nel suo cuore, in questo e nell'altro mondo; non morirà nelle tenebre, ma in pace. Nutro un desiderio ardente e vorrei che tu lo comunicassi: ogni prete che dirà ogni mese la S. Messa dello Spirito Santo l'onorerà. 
E chiunque l'onorerà e prenderà parte a questa Messa, sarà onorato dallo Spirito Santo e la luce e la pace dimoreranno nel profondo del suo cuore. Lo Spirito Santo verrà a guarire i malati e a risvegliare coloro che dormono. E come segno di ciò, chiunque avrà celebrato o partecipato a questa Messa e avrà invocato lo Spirito Santo, troverà questa pace nel profondo del suo cuore, prima di lasciare la chiesa. Egli non morirà nelle tenebre».
Allora dissi:  «Signore che cosa può fare una come me? Considera la situazione in cui mi trovo. Nessuno mi crederà».
Egli mi rispose:  «Quando sarà il momento, io farò tutto ciò che c'è da fare; tu non sarai più necessaria».

Presto un nuovo beato carmelitano

Papa Leone XIV ha autorizzato il Dicastero per le Cause dei Santi a promulgare i decreti riguardanti varie cause di beatificazione, tra cui quello relativo a “le virtù eroiche del Servo di Dio Jean-Thierry di Gesù Bambino e della Passione (al secolo: Jean-Thierry Ebogo), Religioso professo dell’Ordine dei Carmelitani Scalzi, nato il 4 febbraio 1982 a Mfou-Awaé (Camerun) e morto il 5 gennaio 2006 a Legnano.



Da domani gli Esercizi Spirituali della nostra Semi-provincia

Fra poche ore nella casa Madonna del Carmelo di Nusco in provincia di Avellino, avranno inizio gli Esercizi spirituali  per le comunità ocds della Campania con le meditazioni di p. Angelo Lanfranchi, ocd. Tema delle tre giornate che si concluderanno il 24 maggio è "Dirigiti verso Oriente".

La prima giornata sarà introdotta dai saluti del Commissario Pontificio p. Ian Malicki e proseguirà con l'incontro dal titolo "Gli ordini secolari: una risposta alla chiamata di Dio nel cuore del nostro mondo" con la Presidente nazionale ocds Linda Levi.

Dopo una riflessione comunitaria, ci sarà la visita alla cattedrale di Nusco.

 Nel pomeriggio avranno inizio Esercizi Spirituali con la prima meditazione dal titolo Alla ricerca del vero Volto Sabato 23 maggio ci saranno due meditazioni la prima Partire ... e restare e la seconda Pulire il cuore per vedere Dio. La quarta meditazione Al torrente dell'Acqua viva sarà offerta ai partecipanti da p. Angelo Lanfranchi  domenica mattina e sarà una meditazione seguita, come le precedenti, dall'orazione silenziosa. Gli esercizi termineranno con un incontro per condividere le risonanze di queste giornate di grazia, che come sempre caratterizzano questi momenti, e con la celebrazione eucaristica seguita dal rinnovo della promessa all'ocds per tutti i partecipanti.

Accompagniamo le nostre sorelle e fratelli secolari con la preghiera certi che al ritorno condivideranno i frutti di queste giornate con chi non ha potuto partecipare per impegni lavorativi e familiari.

 

Per chi ama la spiritualità teresiana è in arrivo un nuovo blog

Il nuovo blog “Dalla pagina all’anima”. che sarà on line a giugno. è una guida a una Biblioteca carmelitana. È dedicata a quanti vogliono accostarsi alla spiritualità carmelitana e conoscerne anche i vari modi di viverla; si soffermerà sulle figure che l'hanno incarnata nella propria vita; darà spazio ai temi della spiritualità da loro trasmessi fino ai nostri giorni con l’originalità del proprio vissuto. Da un lato lo farà indicando i testi fondamentali (e la loro reperibilità) dall’altro offrendo a chi come noi ha già una conoscenza del Carmelo, la possibilità di attingere a fonti diverse anche per poter dare, soprattutto alle persone che curano la formazione, la possibilità di sviluppare i temi indicati dai quaderni di formazione con la propria sensibilità e creatività. Quindi è una bibliografia on line in progress, continuamente aggiornata con le novità editoriali e con le recensioni dei testi e degli articoli più importanti.
Non è un caso aver scelto la frase di Thomas Merton (che scorre sotto il titolo del blog): "Non c'è membro della Chiesa che non debba qualcosa al Carmelo.  Recentemente ne abbiamo avuto una grande testimonianza da papa Leone, agostiniano, che ha raccontato di essere stato "catturato" dalle pagine che descrivevano la spiritualità del frate carmelitano Lorenzo della Risurrezione, il frate che insegnò a vivere alla Presenza di Dio. "Questo piccolo libro mette al centro l’esperienza, anzi la pratica, della presenza di Dio, così come l’ha sperimentata e insegnata il frate carmelitano Lorenzo della Risurrezione, vissuto nel Seicento. Come ho avuto modo di dire, insieme agli scritti di Sant’Agostino ed altri libri, questo è uno dei testi che più hanno segnato la mia vita spirituale e mi hanno formato su quale possa essere il cammino per conoscere e amare il Signore".

Gli stessi santi sono stati ispirati dalle opere dei loro predecessori: Elisabetta della Trinità, per esempio, oltre ad essere stata ispirata dalle lettere di San Paolo, lesse le opere di San Giovanni della Croce che le insegnarono il cammino interiore verso l'unione con Dio, che lei definì "l'Unico necessario"; lesse gli scritti di Teresa d'Avila, indispensabili per la vita di clausura nel monastero carmelitano e fu ispirata dalla "piccola via" di Santa Teresa di Gesù Bambino. 
È un blog che si concentra sulle fonti. In primis le opere dei santi carmelitani, poi di quanti hanno scritto su di loro e sul Carmelo (novità editoriali, recensioni, testi da acquistare, testi o articoli da scaricare, testi da consultare nella biblioteca di Maddaloni o in quella del Teresianum).  Offrirà link ai cataloghi in cui scegliere argomenti su figure e temi del Carmelo o pdf da scaricare. E molti spunti anche sulle maggiori tematiche nate nel solco della spiritualità carmelitana. Non mancheranno i libri provenienti da alcuni monasteri carmelitani.
Tutto alla luce di una profonda convinzione: il Carmelo non è studio. È conoscenza, desiderio di ascolto profondo, di scoprire l’identità della nostra vocazione e come viverla. (S.d.b.)