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Ritiro di Quaresima, con San Paolo e Giovanni della Croce
Sabato 21 febbraio a Maddaloni si è riunito l'Ordine secolare della Semi Provincia Napoletana per il Ritiro di Quaresima guidato dalla meditazione di p. Andrea l'Afflitto, ocd : "Abbassò sé stesso. Il mistero di Cristo nel nostro cammino verso l'unione".
Partendo dal secondo capitolo della Lettera di san Paolo ai filippesi e soffermandosi sull'inno cristologico padre Andrea lo ha commentato rivelando una duplice lettura: l'inno ci svela il mistero di Cristo e, allo stesso tempo, svela anche il carattere della nostra sequela, poiché per avere gli stessi sentimenti di Gesù bisogna conoscere il Maestro. Stare con Lui. Frequentarlo per attingere dal suo mistero di Passione, Morte e Risurrezione.
Un inno da noi conosciuto perché, tra l'altro, inserito nella Liturgia dei Vespri e che papa Benedetto XVI, commendandolo nella sua udienza generale del 26 ottobre 2005 definì il mirabile ed essenziale inno incastonato da san Paolo nella Lettera ai Filippesi (2,6-11).
La lettura che ne ha dato padre Andrea si è intrecciata con la spiritualità di Giovanni della Croce. L'inno cristologico sia può comprendere anche alla luce della via pasquale che ci offre il santo padre Giovanni nelle sue opere. E non è affatto un percorso oscuro e difficile, destinato a pochi. Al contrario è un percorso per tutti. Anche per i laici. Esiste nella spiritualità della Croce di Cristo, e quindi della Sua passione morte e resurrezione, un dinamismo: c'è un'uscita, un cammino e un'entrata.
L'uscita è dal deserto delle notti oscure.
Il cammino è il percorso spirituale che porta all'approdo nella terra promessa (come si legge nel libro del profeta Geremia: Io vi ho condotti in una terra che è un giardino, perché ne mangiaste i frutti e i prodotti).
L'entrata è nel luogo dell'unione trasformante, nelle profondità abitate dal Signore.
Nel proprio cammino, il carmelitano è chiamato all'unione con Dio e l'unica via è Cristo che per primo invita e sostiene chi ha scelto di percorrere questa strada in cui Dio per amore ci ricrea. E lo fa attraverso il Figlio, nel mistero pasquale.
Quando viviamo questo dinamismo di vita trinitaria, il cammino spirituale non è una salita faticosa ma è un'immersione nell'Amore. Il primo movimento d'amore è quello di Dio nei nostri confronti. Siamo attirati da lui Giovanni della Croce lo descrive benissimo con le immagini della fidanzata alla ricerca dello sposo. Come dire che la nostra natura è "fidanzata" con Gesù.
Giovanni della Croce descrive con la "Salita al Monte" il movimento di ascesi verso Cristo. Quel Cristo che "abbassò se stesso". L'incontro avviene al centro, nella terra (vedi il profeta Geremia) dove Dio si manifesta. Avvenne con Mosè quando Dio si manifestò sul Monte Oreb, attraverso il roveto. Avviene con ciascuno di noi, oggi, che lo incontriamo attraverso la persona di Cristo. Il cammino pasquale - ha aggiunto ancora p. Andrea - è un cammino battesimale: essere figli adottivi in Cristo Gesù è proprio la condizione preliminare di questo cammino.
Ed è bellissima l'immagine offerta dalle strofe della Notte Oscura che ci trasmettono proprio un'anima innamorata, infiammata d'amore con un desiderio ardente del proprio amato che la spinge alla ricerca. Spesso noi lo in modo univoco, ma le strofe possono essere lette anche pensando a Cristo, allo Sposo che cerca infiammato d'amore per l'anima ci viene incontro, spogliandosi della sua vera natura e divenendo uomo, Ciò avviene "nella pienezza dei tempi" e la pienezza dei tempi è un momento oscuro. Quando Gesù morì si fece buio sulla terra, quando risorse era notte. Ma, c'insegna Giovanni della Croce, era una notte radiosa.
STROFE DELL’ANIMA dalla "Notte Oscura" di Giovanni della Croce
1. In una notte oscura, con ansie, dal mio amor tutta infiammata, oh, sorte fortunata!, uscii, né fui notata, stando la mia casa al sonno abbandonata.
2. Al buio e più sicura, per la segreta scala, travestita, oh, sorte fortunata!, al buio e ben celata, stando la mia casa al sonno abbandonata.
3. Nella gioiosa notte, in segreto, senza esser veduta, senza veder cosa, né altra luce o guida avea fuor quella che in cuor mi ardea.
4. E questa mi guidava, più sicura del sole a mezzogiorno, là dove mi aspettava ben io conoscea, in un luogo ove nessuno si vedea.
5. Notte che mi guidasti, oh, notte più dell’alba compiacente! Oh, notte che riunisti l’Amato con l’amata, amata nell’Amato trasformata!
6. Sul mio petto fiorito, che intatto sol per lui tenea serbato, là si posò addormentato ed io lo accarezzavo, e la chioma dei cedri ei ventilava.
7 . La brezza d’alte cime, allor che i suoi capelli discioglievo, con la sua mano leggera il collo mio feriva e tutti i sensi mie in estasi rapiva.
8. Là giacqui, mi dimenticai, il volto sull’Amato reclinai, tutto finì e posai, lasciando ogni pensier tra i gigli perdersi obliato
C'è una luce che conduce l'anima. E' la fede sostenuta dall'Amore. E Gesù incarna quest'amore attraverso la volontà del Padre di salvare gli uomini.
Giovanni della Croce ci dice che un tale cammino ci rende sempre più somiglianti al Figlio. Riecheggia l'inno paolino con quell' avere gli stessi sentimenti di Gesù. Seguirlo, stare con Lui con la consapevolezza che è un Dio che ci ama ci dispone alla "cristificazione", al divenire figlio nel Figlio. Del resto con la frequentazione, con lo stare insieme, come avviene nel matrimonio, alla fine si diventa simili all'amato, senza che se ne abbia consapevolezza o lo si faccia con un atto di volontà . L'Amore di Dio, l'unione con Lui è trasformante.
(ste.d.b)
Frate Gioacchino e la Regina della Pace
Al suo funerale, celebrato dal cardinale Ballestrero, si ebbe una grande partecipazione di popolo, e la sua tomba divenne meta di preghiera, accrescendo la sua fama di santità.
Il beato Maria Eugenio di Gesù Bambino
Dalla musica al Carmelo attirato dall'Ostia
Agostino entra nel 1849 nel Carmelo a Broussey e veste l’abito religioso con il nome di fra Agostino del SS.mo Sacramento. Prima fondatore di alcuni conventi carmelitani diffuse ovunque l'amore per il SS. Sacramento. Il 20 gennaio 1871, muore di vaiolo a soli 50 anni.
Un weekend con i Padri e S. Giovanni della Croce
San Ciriaco Elia Chavara
Il 2 gennaio nacque Teresina, amata tanto anche dal "Papa buono"
Giovanni Paolo I, nel libro “Illustrissimi”, scrisse una lettera immaginaria alla piccola carmelitana, intitolandola “La gioia, carità squisita”. Si disse meravigliato del suo modo di definire sé stessa (“un fiorellino di maggio”). Lui invece scorgeva in lei “una spranga d’acciaio, per la forza di volontà, il coraggio e la decisione che da essa sprizzavano, una volta scelta la strada della completa dedizione a Dio”. Luciani sottolineava che a Teresa di Lisieux nulla sbarrava il passo: “né malattia né contraddizioni esterne, né nebbie e tenebre interiori”. Una santa senza confini. Lo scrittore russo Dmitrij Merežkovskij lesse i suoi manoscritti e la paragonò per genialità ai grandi della spiritualità come S. Paolo, Sant'Agostino, S. Francesco d'Assisi o Giovanna d'Arco. Jean Guitton, primo uditore laico al Concilio Vaticano II, confessò che tutti gli scritti della santa erano per lui una fonte inesauribile di conoscenza. Nel 1997 Giovanni Paolo II riconobbe nella spiritualità incarnata nella vita di questa carmelitana qualcosa di geniale (“una fede che non diventa cultura non è una fede matura”) e la proclamò terza donna dottore della Chiesa, dopo S. Teresa d’Avila e S. Caterina. Papa Benedetto che le dedicò nel 2011 una catechesi disse "Teresa indica a tutti noi che la vita cristiana consiste nel vivere pienamente la grazia del Battesimo nel dono totale di sé all'Amore del Padre, per vivere come Cristo, nel fuoco dello Spirito Santo, il Suo stesso amore per tutti gli altri". Papa Francesco le ha dedicato una esortazione apostolica (vedi qui). Attingiamo anche noi da questo tesoro.
Sotto la protezione di Maria Madre di Dio
IL MISTERO DELL’INCARNAZIONE NELLA SPIRITUALITA’ CARMELITANA
La missione più
attuale e più urgente del Carmelo nel mondo inquieto e vertiginoso di oggi,
devastato da rumore e dalla dissipazione, emerge dalla natura stessa del suo
“mistero” che è essenzialmente interiorità, preghiera, raccoglimento,
contemplazione. Ogni vera comunità carmelitana, rende familiare la presenza di
Dio, ne permette una ininterrotta esplorazione ed una amorosa, personale
esperienza.
La spiritualità
delle famiglie religiose è frutto di una esperienza spirituale originale e si
caratterizza per un modo proprio di concepire i rapporti con Dio e di usare
organicamente i mezzi di santificazione offerti dalla Chiesa, sotto la mozione
dello Spirito Santo.
Il Carmelo ha un suo modo di pensare e di vivere la vita spirituale, un atteggiamento interiore ben definito. Vediamo come la sostanza della spiritualità carmelitana si ispira alla più pura dottrina evangelica della quale diventa un commento e una realizzazione piena di fascino.
Esaminiamo alcuni
punti salienti che sono il fondamento e la giustificazione di tutta la
spiritualità carmelitana.
Uno degli elementi più caratteristici del messaggio cristiano è la chiamata dell’uomo all’unione e alla comunione di vita con Dio. L’iniziativa del dialogo viene da parte di Dio che per disegno di misericordia, rivela all’uomo il suo piano e lo sollecita interiormente alla risposta responsabile. Compito dell’uomo è accogliere l’invito e di intrattenere rapporti di fedeltà e di intima corrispondenza con il suo Creatore.
Clicca qui per scaricare l'intera meditazione di padre Vincenzo Caiffa, ocd
S'inizia l'anno delle celebrazioni in onore di Giovanni della Croce
Teresa di Gesù Bambino a Gallipoli: Celebrazioni e conferenze
Il ritorno di Santa Teresina e del suo reliquiario
S. Messa nel monastero delle Carmelitane Scalze di Gallipoli
altri appuntamenti:
- 12 dicembre
- 13 dicembre
- 14 dicembre
Ore 18:45 - Celebrazione Eucaristica presieduta da P. Marco Chiesa ocd
- 15 dicembre
- 16 dicembre
https://youtube.com/@lasentinellawebtvparrocchi5160?si=Jclo3eL95O2_VQ-p
Imparare a vivere in carità fraterna e in spirito interiore
E' un'emozione e un incoraggiamento per tutti, ogni volta che - come è accaduto il 22 novembre scorso, nella chiesa dei SS. Teresa e Giuseppe ai Ponti Rossi - nuovi membri chiedano di essere ammessi all'Ordine secolare e altri sentono confermata la loro vocazione. Emozione condivisa da Piera, Imma e Gabriella che sono state ammesse all'Ordine e da Patrizio, Maria Rosaria, Daniela e Raffaella che hanno fatto la prima promessa nella celebrazione presieduta dal commissario p. Jan Piotr Malicki, ocd, con la partecipazione anche della comunità claustrale e della comunità ocds. Presente anche la presidente provinciale ocds Francesca Napolitano. Riecheggia come incoraggiamento ed esortazione per tutta la comunità secolare quello che Teresa d'Avila scrisse nelle Fondazioni che cioè la carità fraterna e lo spirito interiore sono caratteristiche fondamentali delle comunità del Carmelo teresiano. Bisogna crederci e bisogna impegnarsi davanti a Dio a viverla, altrimenti la carità lo spirito interiore, l'amore per il fratello sono solo parole sterili.
Dio chiama sempre: nella Scrittura, nella predicazione, attraverso le persone che ci sono accanto, attraverso gli eventi e soprattutto nella preghiera. È Teresa di Gesù a insegnarci che le nostre debolezze, come i nostri desideri di bene, vanno affidati alle mani misericordiose di Dio. Nulla deve turbare il nostro animo perché affidati al Pastore non può mancarci nulla.
Il si delle nostre sorelle e del nostro fratello sarà un sì ogni giorno, pronunciato con abbandono e fiducia, anche con la protezione della Beata Giuseppina di Gesù Crocifisso (al lato la sua reliquia).
A Patrizio, Maria Rosaria, Daniela, Raffaella, Gabriella, Piera e Imma l'augurio di un cammino nella fede e nella verità, guidati da Paolo e Ketty con quello spirito di paternità e maternità che Dio chiede per ciascuna persona che ha affidato e affiderà alla loro guida.
Poi, come ha spiegato p. Jan, commissario dell'ocd di Campania, Puglia e Basilicata " Siamo figli della risurrezione. Che cosa significa figli della risurrezione qui è ora ? Significa che la nostra vita oggi è chiamata a risuonare di un’alta musica. Non più solo quella limitata della terra, ma a risuonare anche della sinfonia eterna. Come Santa Cecilia, che non si lasciò sedurre dal suono delle nozze, ma senti nel cuore la melodia Dio, noi siamo chiamati a vivere con gli occhi fissi sull’eternità. Santa Cecilia ci ricorda che la fede ha un’armonia che si realizza quando la nostra vita si accorda perfettamente con la volontà di Dio, con quest’ispirazione dello Spirito Santo. E per voi cari amici che oggi vi impegnate con l’Ordine Secolare del Carmelo, questo è il cuore della vostra vocazione".
Gallipoli, città del miracolo "della piccola via", riaccoglie Teresina
- 10 dicembre - h. 17:30 Diretta Tele Dehon
- 11 dicembre
Chiesa del Monastero - ore 19:15 - Celebrazione Eucaristica presieduta da S. Em.za Rev.ma Card. Dominique Mamberti
- 12 dicembre
- 13 dicembre
- 14 dicembre
Ore 18:45 - Celebrazione Eucaristica presieduta da P. Marco Chiesa ocd
- 15 dicembre
- 16 dicembre
Il Link a cui collegarsi per seguirle è il seguente:
https://www.youtube.com/live/50K7D3kLqnQ?si=D85qH39PHWuofxXr
https://youtube.com/@lasentinellawebtvparrocchi5160?si=Jclo3eL95O2_VQ-p
Quel frate carmelitano che piace tanto al Papa
Festa di Santa Elisabetta della Trinità
Pacificate la mia anima,
fatene il vostro cielo, la vostra dimora preferita e il luogo del riposo;
che io non vi lasci mai solo, ma sia là tutta quanta, tutta desta nella mia fede,
tutta in adorazione, tutta abbandonata alla vostra azione creatrice.
O mio amato Cristo, crocifisso per amore,vorrei essere una sposa del vostro Cuore; vorrei coprirvi di gloria e vi chiedo di rivestirmi di Voi stesso, di immedesimare la mia anima con tutti i movimenti della vostra Anima, di sommergermi, d’invadermi, di sostituirvi a me, affinché la mia vita non sia che un’irradiazione della vostra vita. Venite nella mia anima come Adoratore, come Riparatore e come Salvatore.
S. Teresa di Gesù Bambino torna a Gallipoli
Il programma del nuovo corso di Scuola-laboratorio
sé nella formazione spirituale secondo Teresa di Avila.
Relatore: P. J. Francisco Sancho Fermin ocd
Relatore: P. Fausto Lincio ocd
IL LIBRO. LA BIBBIA CON OCCHI DI DONNA
Tradotto da Angela Parisi ocds, il libro che si presta come ausilio alla lettura del testo sacro ma anche come testo di meditazione personale perché offre anche una lettura della giovane filosofa ebrea che si convertì al cattolicesimo e divenne monaca di clausura nel Carmelo Scalzo di Colonia e poi di Echt. Già prima della sua conversione, la Stein scrisse all’amico Roman Ingarden: Recentemente mi sono imbattuta nel versetto del vangelo di Luca: «Il Figlio dell’Uomo se ne va, secondo quanto è stabilito. Ma guai a quell’uomo dal quale egli viene tradito» (Lc 22,22). Queste parole non valgono forse per tutti? Noi causiamo gli eventi e ne siamo responsabili. Eppure, non sappiamo quel che facciamo, né possiamo fermare il corso della storia anche se gli rifiutiamo il nostro assenso. In verità, è qualcosa che non si può capire.
Nella vita di Edith spiega Francisco Javier Sancho Fermin risuonano in continuazione le parole di Pietro a Gesù presentate dall'evangelista Giovanni: "Signore da chi andremo? Tu solo hai parole di vita eterna". Queste parole mettono in discussione la scelta radicale per Cristo così come l'esprime Edith: "Vuoi di nuovo, con ogni serietà, stringere l'alleanza con il crocifisso? Che cosa vuoi rispondergli " E in mezzo a queste domande risuona ancora con maggiore forza la parola di Gesù: "Anche voi volete andarvene?" Le parole del Vangelo sono una richiesta costante nella vita di Edith e allo stesso tempo sono una risposta di speranza di fronte alla realtà della vita.Stefaniadb ocds
Papa Leone ricorda il 18 ottobre 2015 e la canonizzazione dei Martin
La loro canonizzazione è la prima di questo genere nella storia della Chiesa. Il loro cammino verso gli onori degli altari è stato così celere da sorpassare nel tempo quello dei coniugi Luigi e Maria Beltrame Quattrochi, anch’essi beatificati congiuntamente nell’ottobre del 2001.
Dilexit te ! La prima Esortazione apostolica di Papa Leone XIV
Dio è amore misericordioso e il suo progetto d’amore, che si estende e si realizza nella storia, è anzitutto il suo discendere e venire in mezzo a noi per liberarci dalla schiavitù, dalle paure, dal peccato e dal potere della morte. Con uno sguardo misericordioso e il cuore colmo d’amore, Egli si è rivolto alle sue creature, prendendosi cura della loro condizione umana e, quindi, della loro povertà. Proprio per condividere i limiti e le fragilità della nostra natura umana, Egli stesso si è fatto povero, è nato nella carne come noi e lo abbiamo conosciuto nella piccolezza di un bambino deposto in una mangiatoia e nell’estrema umiliazione della croce, laddove ha condiviso la nostra radicale povertà, che è la morte.
qui il testo integrale della Dilexit te
Solennità della santa Madre Teresa
Trattate
con il Signore come un padre
un fratello,
un maestro,
uno Sposo. Consideratelo
nei vari tipi
di rapporto.
E non siate così ingenui da
non chiedere nulla.
Teresa di Gesù da "Il Castello interiore"
Ecco come la nostra fondatrice fu descritta da papa Benedetto XVI nel 2012
6. Santa Teresa seppe onorare con grande devozione la Santissima Vergine, che invocava con il dolce nome di Carmen. Sotto la sua protezione materna pongo gli aneliti apostolici della Chiesa ad Avila, affinché, ringiovanita dallo Spirito Santo, trovi le vie opportune per proclamare il Vangelo con entusiasmo e coraggio. Che Maria, Stella dell'evangelizzazione, e il suo casto sposo san Giuseppe intercedano affinché quella «stella» che il Signore ha acceso nell'universo, la Chiesa, con la riforma teresiana continui a irradiare il grande splendore dell'amore e della verità di Cristo a tutti gli uomini. (...)



























