Il beato Maria Eugenio di Gesù Bambino

 Una figura molto amata, anche dai giovani, quella di frate Maria Eugenio di Gesù Bambino. Il suo nome prima di entrare al Carmelo era Henri Grialou. Nacque ad Aubin (Francia), il 2 dicembre 1894. Il 2 ottobre 1911 entrò nel seminario di Rodez, ma quando scoppiò la guerra, fu costretto a interrompere la sua formazione. Fu ferito al fronte e dopo una breve convalescenza tornò in guerra, come volontario al posto di un padre di famiglia. Finito il conflitto ritornò ai suoi studi in seminario, e il 4 febbraio 1922 fu ordinato sacerdote. (“Sono sacerdote. Sacerdote per sempre! Questa frase basta alla mia contemplazione. La ripeto incessantemente oggi e trovo in essa sempre nuova felicità.”)

 Come ricorda in un articolo p. Luigi Borriello, ocd "Negli anni della sua formazione, il giovane seminarista aveva scoperto l'autobiografia di Santa Teresa di Lisieux, a cui si era profondamente immedesimato, al punto da scrivere: «Trovo magnifica la sua autobiografia, nessun libro ha fatto su di me tanta impressione quanto questo». Durante un ritiro che lo preparava a ri­cevere i primi Ordini sacri, leggendo un riassunto della vita di San Gio­vanni della Croce, ricevette un'illuminazione folgorante, una certezza: Dio lo voleva al Carmelo, sui passi di questo grande Santo dell'Asso­luto e dell'Amore. Appena ordinato sacerdote e nonostante l'opposi­zione dei suoi familiari, il 24 febbraio entrò tra i Carmelitani Scalzi di Avon, presso Fontainebleau, pur senza conoscerne la forma di vita. Il sacerdote ventottenne vestì l'abito il 10 marzo 1922". Fra' Maria Eugenio di Gesù Bambino, fece professione il primo marzo 1923. 
Anche l'incontro con la spiritualità di Teresa d’Avila fu importante per la sua formazione. Nella sua opera  “Voglio vedere Dio”, la descrisse "ardente e luminosa (…), sublime ed equilibrata, anima regale, materna e divina, genio umano in ciò che ha più di concreto e di più universale". I suoi primi anni con l'abito carmelitano furono quelli in cui Teresa di Lisieux fu beatificata e canonizzata e Giovanni della Croce fu proclamato Dottore della Chiesa. Diventa predicatore e le sue parole riescono ad avvicinare soprattutto i laici, la cui sete di valori e di spiritualità sembra trovare una risposta in come egli parla del Carmelo, del cammino dell’orazione e della vita nello Spirito. Fra' Maria Eugenio di Gesù Bambino sente di aver trovato la propria missione nell'Ordine: “condurre le anime a Dio”. La donazione del santuario di Notre-Dame de Vie, in Provenza, gli consente di fondare nel 1932 l’Istituto Notre-Dame de Vie. Tra le cose di cui si fece promotore la scuola di orazione. Dopo aver ricoperto vari incarichi di governo, sia a livello locale che generale, fu nominato visitatore apostolico delle Carmelitane Scalze e assistente religioso delle federazioni di Francia. Dal 1955 poté dedicarsi a tempo pieno all’Istituto secolare Notre Dame de Vie. Negli ultimi anni di vita disse: “Quando la gente parla di me, deve dire che sono semplice e povero e che ho sofferto molto.” Morì a Venasque, in Provenza, il 27 marzo 1967, dov’è sepolto. È stato beatificato il 19 novembre 2016 da Papa Francesco. I carmelitani scalzi celebrano la sua memoria il 4 febbraio.

Dalla musica al Carmelo attirato dall'Ostia

Dalla musica che gli aveva dato la celebrità all'oblio nel Carmelo. E' la storia di Ermanno Cohen ebreo, figlio di un  commerciante. Era nato ad Amburgo Studiando in collegio comincia ad appassionarsi di musica e soprattutto cominciò a studiare il pianoforte. Era un ragazzino prodigio. Nel 1831, a soli 12 anni, si recò a Parigi, per perfezionare lo studio del pianoforte alla scuola di Liszt di cui divenne l'allievo prediletto. La sua vita è cullata dalla musica, dalle esibizioni pubbliche fino al giorno in cui fu chiamato per sostituire temporaneamente il direttore del coro della piccola chiesa di S. Valeria. Aveva 27 anni. Assistette alla benedizione con l'Ostensorio e provò un'emozione fortissima. Da allora, ogni venerdì, si  recò alla funzione mariana e per assistere alla benedizione con il santissimo Sacramento. “Raccontai ciò che mi era capitato. Egli mi ascoltò con interesse e mi raccomandò la calma, la perseveranza nelle mie disposizioni e la fiducia nelle vie che il Signore, senza dubbio, mi avrebbe fatto conoscere. In questo stato d’animo, andai a Ems, in Germania, per un concerto. Appena arrivato, andai dal parroco della piccola chiesa. Il giorno successivo, l’8 agosto 1847, era domenica e senza timore, nonostante la presenza dei miei amici, andai a Messa. Al momento della consacrazione, sentii fiumi di lacrime scorrere dai miei occhi. La Grazia divina mi aveva colmato. Bagnato di lacrime, avvertivo un forte dolore di pentimento per la mia vita passata. All’improvviso, offri a Dio una confessione generale di tutti i miei peccati. Li vedevo tutti dinanzi a me, i miei peccati, a migliaia, brutti, ripugnanti… D’altra parte sentivo una calma sconosciuta… che Dio misericordioso mi avrebbe perdonato, per il mio profondo pentimento, per il mio amaro dolore ... Uscendo dalla chiesa di Ems, mi sentivo cristiano-cattolico, anche se non avevo ancora ricevuto il Battesimo”.
Tornato a Parigi, Hermann, il 28 agosto 1847, festa di S. Agostino, fu battezzato  con il nuovo nome di Agostino, da Mons. Legrand. L’8 settembre successivo, fece la prima Comunione e da quel momento sentì di essere l’innamorato di Gesù-Ostia. Il 3 dicembre, fu cresimato. 
La musica era diventato solo il suo mestiere, il cuore lo portava altrove,  verso il sacerdozio e, soprattutto, verso la vita religiosa nel Carmelo. Sosta in adorazione davanti a Gesù Eucaristia. Il 6 dicembre 1848, inaugura l’adorazione notturna a Gesù Eucaristico nella chiesa di Nostra Signora delle Vittorie a Parigi.

“Una sete ogni giorno più ardente mi spinge all’Eucaristia, questa sorgente d’acqua viva. Per contemplarti, sempre, o Gesù, le ore della giornata mi sfuggono troppo veloci; ho cercato attorno a me fedeli che bruciassero dello stesso fuoco e siamo andati insieme a trascorrere le notti nelle tue chiese… notti indescrivibili! O mio Gesù, mi hai attirato a Te con dolcezza e tenerezza, così amabilmente che anche l’ultimo filo tra me e il mondo si è strappato e mi sono affrettato a gettarmi tra le tue braccia… a vivere totalmente per Te e sempre unito a Te”.

Agostino entra nel 1849 nel Carmelo a Broussey e veste l’abito religioso con il nome di fra Agostino del SS.mo Sacramento. Prima fondatore di alcuni conventi carmelitani diffuse ovunque l'amore per il SS. Sacramento. Il 20 gennaio 1871, muore di vaiolo a soli 50 anni.
 “Ho attraversato il mondo, ho visto il mondo, ho amato il mondo. Una cosa ho imparato nel mondo: che non dà la felicità. Poi Maria SS.ma mi ha svelato il segreto dell’Eucaristia e ho compreso che l’Eucaristia è la vita, la felicità. ... Gesù Eucaristico mi ha rapito il cuore”. Riconosciuto dalla Chiesa "servo di Dio" è una bellissima testimonianza di vocazione carmelitana che vogliamo ricordare oggi nell'anniversario della sua morte.

Alcuni suoi pensieri:

Sacramento adorabile, sorgente benedetta da cui le mie labbra secche possono bere le primizie della vita eterna, il mio cuore è pieno di gioia. Ho bisogno di benedirti e cantare le tue lodi in canti di gioia e di ringraziamento […]. O adorabile Gesù, adorabile per me che hai condotto nella solitudine affinché tu possa parlare al mio cuore ... per me i cui giorni e notti trascorrono dolcemente in uno scambio celeste con la tua adorabile presenza; tra il ricordo della Comunione di oggi e la speranza della Comunione di domani […]".

"Abbraccio fervidamente le pareti della mia amata cella, dove nulla mi disturba dal mio unico pensiero, dove respiro solo per amare il tuo divino sacramento; dove, liberato dal peso dei beni ‘deperibili"’, spogliato di tutto ciò che è legato alla terra e spezzando le insidie he prendono prigionieri i sensi, posso, come la colomba, volare verso l'alto nella regione celeste del Santuario, perforare le nubi del mistero che avvolgono il tuo Tabernacolo, crogiolarmi nei raggi penetranti di questo luminoso Sole di Grazia, immerso in un oceano di luce e consumato come nelle fiamme di una fornace ardente […]".

"...Quindi, riparandomi all'ombra rinfrescante di questo Albero della Vita, inspiro la fragranza dei fiori, godo la dolcezza dei frutti ... Sono cullato dalla melodia delle tue parole amorevoli e, sopraffatto dalla felicità e dall'amore, mi addormento ai piedi del mio Amato […]. Vengano coloro che mi hanno conosciuto prima, coloro che disprezzano il Dio che è morto per amore loro ... Lasciateli venire, o mio Gesù! e impareranno se Tu puoi cambiare il cuore".

Un weekend con i Padri e S. Giovanni della Croce

Cominciano sabato prossimo i weekend di spiritualità a Maddaloni. S'inizia nel solco delle celebrazioni del santo padre Giovanni della Croce. I padri carmelitani del centro di spiritualità Ss Annunziata ( piazza Umberto I n. 10 Maddaloni)  invitano, infatti, il 24 e 25 gennaio al primo incontro dedicato a San Giovanni della Croce, con le meditazioni di p. Gabriele Morra, ocd. Un programma destinato principalmente a Campania, Puglia e Basilicata.
I Padri comunicano che la quota di partecipazione all'intero programma dal 24 al 25, all inclusive, è di € 40,00.

San Ciriaco Elia Chavara

0ggi che la Chiesa celebra il Ss.mo nome di Gesù, il Carmelo ricorda  anche San Ciriaco Elia Chavara (al secolo, Kuriakose Elias Chavara) sacerdote siro-malabarese indiano, canonizzato da papa Francesco nel 2014. Fu il fondatore dei Carmelitani di Maria Immacolata (CMI) e delle Suore della Madre del Carmelo e lavorò per il rinnovamento della Chiesa indiana, l'istruzione dei poveri e l'unità della Chiesa.  

Il 2 gennaio nacque Teresina, amata tanto anche dal "Papa buono"

 Maria Francesca Teresa Martin , la piccola carmelitana di Lisieux (che veneriamo tra i nostri santi e tra i dottori della Chiesa), nacque il 2 gennaio 1873 ad Alençon. Ultima di nove figli, quattro dei quali morti in giovane età. I suoi genitori, Zélie e Louis Martin, l'educarono con grande fervore. Quattro le sorelle maggiori di Teresa; Marie, Pauline, Léonie e Céline.  Teresa fu battezzata il 4 gennaio  1873 nella chiesa di Notre-Dame d'Alençon. Ma dopo fu allontanata di casa e allattata da una nutrice, perché la madre aveva scoperto di aver un  tumore al seno. 
In occasione del primo centenario della sua nascita e del battesimo l'allora papa Paolo VI scrisse  al vescovo di Bayeux e Lisieux una lettera. Vi si afferma, tra l’altro, che la santa ai tempi che stiamo vivendo può insegnare specialmente tre cose: 1) una vita di intimità col Signore; 2) una piena fiducia in Dio, al quale essa si è abbandonata anche nel tempo del dolore; 3) una grande umiltà ed un realismo pratico, con cui inserirci nella chiesa del proprio tempo.
Prima di lui Giovanni XXIII, il papa buono, anche lui oggi santo, manifestò una predilezione per la testimonianza cristiana di questa carmelitana, sino dagli anni Trenta quando, visitatore e poi Delegato Apostolico in Bulgaria, volle essere pellegrino a Lisieux. Ma soprattutto vi tornò quando era Nunzio a Parigi, tre volte in visita privata e due volte su invito ufficiale.  Teresa era per lui “la piccola grande santa, Stella propiziatrice della mia missione in Francia”. 
E confidò alla Madre Agnese: "Spesso guardo alla sua immagine di marmo che esiste nella cappella privata della Nunziatura; a lei affido le mie difficoltà e i miei sforzi nel mini­sterio di riconciliazione e di pace che caratterizzano la mia mis­sione nel servizio della santa Chiesa e della Francia”.  Eletto Papa, scrisse al Capitolo Generale dei Carmelitani Scalzi il 29 aprile 1959: "Raccogliete la fiaccola che i vostri fratelli vi hanno trasmessa, alimentatela e diffondetela col santo zelo della vostra vocazione. Brilla dall’alto col fervore infuocato del suo esempio santa Teresa del Bambino Gesù, che il Nostro Predecessore Pio XI proclamò nel 1927 Compatrona universale delle missioni. Continui ad ispirarvi un fervido ardo­re missionario, essa che ha saputo attingere dall'ideale carmeli­tano una forza quasi sovrumana per immolarsi nel silenzio per la salvezza delle anime".
Anche altri pontefici hanno rivelato di essere attratti dalla spiritualità di Santa Teresa di Gesù Bambino.
In occasione del primo centenario della sua nascita e del battesimo l'allora papa Paolo VI scrisse  al vescovo di Bayeux e Lisieux una lettera. Vi si afferma, tra l’altro, che la santa ai tempi che stiamo vivendo può insegnare specialmente tre cose: 1) una vita di intimità col Signore; 2) una piena fiducia in Dio, al quale essa si è abbandonata anche nel tempo del dolore; 3) una grande umiltà ed un realismo pratico, con cui inserirci nella chiesa del proprio tempo.
Prima di lui Giovanni XXIII, il papa buono, anche lui oggi santo, manifestò una predilezione per la testimonianza cristiana di questa carmelitana, sino dagli anni Trenta quando, visitatore e poi Delegato Apostolico in Bulgaria, volle essere pellegrino a Lisieux. Ma soprattutto vi tornò quando era Nunzio a Parigi, tre volte in visita privata e due volte su invito ufficiale.  Teresa era per lui “la piccola grande santa, Stella propiziatrice della mia missione in Francia”. 
E confidò alla Madre Agnese: "Spesso guardo alla sua immagine di marmo che esiste nella cappella privata della Nunziatura; a lei affido le mie difficoltà e i miei sforzi nel mini­sterio di riconciliazione e di pace che caratterizzano la mia mis­sione nel servizio della santa Chiesa e della Francia”.  Eletto Papa, scrisse al Capitolo Generale dei Carmelitani Scalzi il 29 aprile 1959: "Raccogliete la fiaccola che i vostri fratelli vi hanno trasmessa, alimentatela e diffondetela col santo zelo della vostra vocazione. Brilla dall’alto col fervore infuocato del suo esempio santa Teresa del Bambino Gesù, che il Nostro Predecessore Pio XI proclamò nel 1927 Compatrona universale delle missioni. Continui ad ispirarvi un fervido ardo­re missionario, essa che ha saputo attingere dall'ideale carmeli­tano una forza quasi sovrumana per immolarsi nel silenzio per la salvezza delle anime".
Anche altri pontefici hanno rivelato di essere attratti dalla spiritualità di Santa Teresa di Gesù Bambino.
Giovanni Paolo I, nel libro “Illustrissimi”, scrisse una lettera immaginaria alla piccola carmelitana, intitolandola “La gioia, carità squisita”. Si disse meravigliato del suo modo di definire sé stessa (“un fiorellino di maggio”). Lui invece scorgeva in lei “una spranga d’acciaio, per la forza di volontà, il coraggio e la decisione che da essa sprizzavano, una volta scelta la strada della completa dedizione a Dio”. Luciani sottolineava che a Teresa di Lisieux nulla sbarrava il passo: “né malattia né contraddizioni esterne, né nebbie e tenebre interiori”. Una santa senza confini. Lo scrittore russo Dmitrij Merežkovskij lesse i suoi manoscritti e la paragonò per genialità ai grandi della spiritualità come S. Paolo, Sant'Agostino, S. Francesco d'Assisi o Giovanna d'Arco. Jean Guitton, primo uditore laico al Concilio Vaticano II, confessò che tutti gli scritti della santa erano per lui una fonte inesauribile di conoscenza. Nel 1997 Giovanni Paolo II riconobbe nella spiritualità incarnata nella vita di questa carmelitana qualcosa di geniale (“una fede che non diventa cultura non è una fede matura”) e la proclamò terza donna dottore della Chiesa, dopo S. Teresa d’Avila e S. Caterina. Papa Benedetto che le dedicò nel 2011 una catechesi disse "Teresa indica a tutti noi che la vita cristiana consiste nel vivere pienamente la grazia del Battesimo nel dono totale di sé all'Amore del Padre, per vivere come Cristo, nel fuoco dello Spirito Santo, il Suo stesso amore per tutti gli altri". Papa Francesco le ha dedicato una esortazione apostolica (vedi qui). Attingiamo anche noi da questo tesoro.
ste.d.b.


Sotto la protezione di Maria Madre di Dio

Oggi si celebra Maria SS. Madre di Dio. E noi carmelitani scalzi della Provincia Napoletana siamo - se si può dire - doppiamente figli: la nostra è intitolata Provincia della SS.ma Madre di Dio.
In questo giorno che dal 1968 celebriamo anche come Giornata Mondiale della Pace ricordiamo anche il giorno del Battesimo di Edith Stein nel 1922
.

IL MISTERO DELL’INCARNAZIONE NELLA SPIRITUALITA’ CARMELITANA

   La missione più attuale e più urgente del Carmelo nel mondo inquieto e vertiginoso di oggi, devastato da rumore e dalla dissipazione, emerge dalla natura stessa del suo “mistero” che è essenzialmente interiorità, preghiera, raccoglimento, contemplazione. Ogni vera comunità carmelitana, rende familiare la presenza di Dio, ne permette una ininterrotta esplorazione ed una amorosa, personale esperienza.

La spiritualità delle famiglie religiose è frutto di una esperienza spirituale originale e si caratterizza per un modo proprio di concepire i rapporti con Dio e di usare organicamente i mezzi di santificazione offerti dalla Chiesa, sotto la mozione dello Spirito Santo.

Il Carmelo ha un suo modo di pensare e di vivere la vita spirituale, un atteggiamento interiore ben definito. Vediamo come la sostanza della spiritualità carmelitana si ispira alla più pura dottrina evangelica della quale diventa un commento e una realizzazione piena di fascino.

Esaminiamo alcuni punti salienti che sono il fondamento e la giustificazione di tutta la spiritualità carmelitana.

Uno degli elementi più caratteristici del messaggio cristiano è la chiamata dell’uomo all’unione e alla comunione di vita con Dio. L’iniziativa del dialogo viene da parte di Dio che per disegno di misericordia, rivela all’uomo il suo piano e lo sollecita interiormente alla risposta responsabile. Compito dell’uomo è accogliere l’invito e di intrattenere rapporti di fedeltà e di intima corrispondenza con il suo Creatore.

Clicca qui per scaricare l'intera meditazione di padre Vincenzo Caiffa, ocd







S'inizia l'anno delle celebrazioni in onore di Giovanni della Croce

Lo scorso 6 ottobre la Penitenzieria Apostolica ha pubblicato un decreto che concede l’indulgenza plenaria in occasione delle celebrazioni sanjuaniste, che saranno celebrati dal 14 dicembre 2025 al 27 dicembre 2026, durante i quali si ricorderanno il terzo centenario della Canonizzazione e il primo centenario del Dottorato ecclesiale di San Giovanni della Croce. 

Teresa di Gesù Bambino a Gallipoli: Celebrazioni e conferenze

 

Il ritorno di Santa Teresina e del suo reliquiario

S. Messa nel monastero delle Carmelitane Scalze di Gallipoli

Conferenza 

altri appuntamenti:

  • 12 dicembre 
Chiesa del Monastero Ore 9:30 - Meditazione per il Clero sul tema: I sacerdoti nel cuore e negli scritti di Teresa. Guiderà la riflessione Padre Louis Menvielle, membro dell’Istituto Nostre Dame de la Vie Ore 17:30 - Catechesi per la aggregazioni laicali: S. Teresa e la piccola via. Segue, Celebrazione Eucaristica presieduta da P. Luois Menvielle 
  • 13 dicembre 
 Chiesa del Monastero - ore 18:45 - Celebrazione Eucaristica presieduta da S. Ecc.za Rev.ma Mons. Pietro Lagnese, Arcivescovo di Capua-Caserta 
Basilica Concattedrale - ore 20:30 - Veglia di preghiera con i giovani. Interverrà il Prof. Robert Cheaib, docente di Teologia presso l’Università Cattolica di Lione 
  • 14 dicembre 
Chiesa del Monastero Ore 10:00 - Meditazione sul tema: Consacrati nell’Amore. Riflessione di Padre Marco Chiesa ocd, Postulatore Generale dell’Ordine dei Carmelitani Scalzi
Ore 18:45 - Celebrazione Eucaristica presieduta da P. Marco Chiesa ocd 
  • 15 dicembre 
 Chiesa del Monastero Ore 18:00 - Conferenza sul tema: La nostra famiglia era davvero un nido d’Amore. Relatore Prof. Robert Cheaib 
Ore 18:45 - Celebrazione Eucaristica presieduta da S. Em.za Card. Angelo De Donatis, Penitenziere Maggiore 
  • 16 dicembre
 Chiesa del Monastero Ore 9:30 - Celebrazione Eucaristica presieduta da Mons. Piero De Santis, Parroco della Basilica Concattedrale di Sant’Agata - Partenza del Reliquiari


Link canale YouTube -  La Sentinella Web TV 
https://youtube.com/@lasentinellawebtvparrocchi5160?si=Jclo3eL95O2_VQ-p 

Imparare a vivere in carità fraterna e in spirito interiore

 E' un'emozione e un incoraggiamento per tutti, ogni volta che - come è accaduto il 22 novembre scorso, nella chiesa dei SS. Teresa e Giuseppe ai Ponti Rossi - nuovi membri chiedano di essere ammessi all'Ordine secolare e altri sentono confermata la loro  vocazione.  Emozione condivisa da Piera, Imma e Gabriella che sono state ammesse all'Ordine e da Patrizio, Maria Rosaria, Daniela e Raffaella che hanno fatto la prima promessa nella celebrazione presieduta dal commissario p. Jan Piotr Malicki, ocd, con la partecipazione anche della comunità claustrale e della comunità ocds. Presente anche la presidente provinciale ocds Francesca Napolitano. Riecheggia come incoraggiamento ed esortazione per tutta la comunità secolare quello che Teresa d'Avila scrisse nelle Fondazioni che cioè la carità fraterna e lo spirito interiore sono caratteristiche fondamentali delle comunità del Carmelo teresiano. Bisogna crederci e bisogna impegnarsi davanti a Dio a viverla, altrimenti la carità lo spirito interiore, l'amore per il fratello sono solo parole sterili.

Santa Teresa D'Avila invitava a questa disposizione di animo come atteggiamento di una comunità che cresce nella conoscenza del Signore e di se stessa. In questo spirito la nostra fraternità è chiamata dal Signore a testimoniare nel mondo la propria fede.

 Dio chiama sempre: nella Scrittura, nella predicazione, attraverso le persone che ci sono accanto, attraverso gli eventi e soprattutto nella preghiera.  È Teresa di Gesù a insegnarci che le nostre debolezze, come i nostri desideri di bene, vanno affidati alle mani misericordiose di Dio. Nulla deve turbare il nostro animo perché affidati al Pastore non può mancarci nulla.

 
Il si delle nostre sorelle e del nostro fratello sarà un sì ogni giorno, pronunciato con abbandono e fiducia, anche con la protezione della Beata Giuseppina di Gesù Crocifisso (al lato la sua reliquia).

A Patrizio, Maria Rosaria, Daniela, Raffaella, Gabriella, Piera e Imma l'augurio di un cammino nella fede e nella verità, guidati da Paolo e Ketty con quello spirito di paternità e maternità che Dio chiede per ciascuna persona che ha affidato e affiderà alla loro guida. 


Poi, come ha spiegato p. Jan, commissario dell'ocd di Campania, Puglia e Basilicata " Siamo figli della risurrezione. Che cosa significa figli della risurrezione qui è ora ? Significa che la nostra vita oggi è chiamata a risuonare di un’alta musica. Non più solo quella limitata della terra, ma a risuonare anche della sinfonia eterna. Come Santa Cecilia, che non si lasciò sedurre dal suono delle nozze, ma senti nel cuore la melodia Dio, noi siamo chiamati a vivere con gli occhi fissi sull’eternità. Santa Cecilia ci ricorda che la fede ha un’armonia che si realizza quando la nostra vita si accorda perfettamente con la volontà di Dio, con quest’ispirazione dello Spirito Santo. E per voi cari amici che oggi vi impegnate con l’Ordine Secolare del Carmelo, questo è  il cuore della vostra vocazione". 

Gallipoli, città del miracolo "della piccola via", riaccoglie Teresina

   

Fra poche ore, nella splendida Gallipoli, città nel cui monastero delle carmelitane scalze nel 1910 la santa di Lisieux ha confermato la sua piccola via arriverà lo splendido reliquiario gotico che contiene una vertebra di Santa Teresa di Gesù Bambino (dono eccezionale concesso al monastero di Gallipoli dal santuario di Lisieux nell'anno centenario della canonizzazione della piccola carmelitana scalza). 

Sarà un po' come essere anche noi  lì a condividere un momento di particolare grazia per Gallipoli e per tutto l'Ordine dei Carmelitani Scalzi, lieti di poter far conoscere la storia e il messaggio universale di questa piccola santa. Nel video c'è il racconto del profondo legame tra Gallipoli e la santina. Ma da domani pomeriggio alle ore 17,30 si potranno seguire tutti gli appuntamenti (celebrazioni e conferenze).
Questo il calendario:
  • 10 dicembre - h. 17:30 Diretta Tele Dehon 
Basilica Concattedrale di Sant’Agata - Arrivo del Reliquiario e Celebrazione Eucaristica presieduta da S. Ecc.za Rev.ma Mons. Fernando Filograna, Vescovo di Nardò-Gallipoli 
Dirette streaming YouTube - La Sentinella WebTv 
  • 11 dicembre
Basilica Concattedrale - ore 17:30 - Conferenza: Il desiderio della santità nella vita di S. Teresa Relatrice Dominique Menvielle, consacrata dell’Istituto Notre Dame de la Vie
Chiesa del Monastero - ore 19:15 - Celebrazione Eucaristica presieduta da S. Em.za Rev.ma Card. Dominique Mamberti 
  • 12 dicembre 
Chiesa del Monastero Ore 9:30 - Meditazione per il Clero sul tema: I sacerdoti nel cuore e negli scritti di Teresa. Guiderà la riflessione Padre Louis Menvielle, membro dell’Istituto Nostre Dame de la Vie Ore 17:30 - Catechesi per la aggregazioni laicali: S. Teresa e la piccola via. Segue, Celebrazione Eucaristica presieduta da P. Luois Menvielle 
  • 13 dicembre 
 Chiesa del Monastero - ore 18:45 - Celebrazione Eucaristica presieduta da S. Ecc.za Rev.ma Mons. Pietro Lagnese, Arcivescovo di Capua-Caserta 
Basilica Concattedrale - ore 20:30 - Veglia di preghiera con i giovani. Interverrà il Prof. Robert Cheaib, docente di Teologia presso l’Università Cattolica di Lione 
  • 14 dicembre 
Chiesa del Monastero Ore 10:00 - Meditazione sul tema: Consacrati nell’Amore. Riflessione di Padre Marco Chiesa ocd, Postulatore Generale dell’Ordine dei Carmelitani Scalzi
Ore 18:45 - Celebrazione Eucaristica presieduta da P. Marco Chiesa ocd 
  • 15 dicembre 
 Chiesa del Monastero Ore 18:00 - Conferenza sul tema: La nostra famiglia era davvero un nido d’Amore. Relatore Prof. Robert Cheaib 
Ore 18:45 - Celebrazione Eucaristica presieduta da S. Em.za Card. Angelo De Donatis, Penitenziere Maggiore 
  • 16 dicembre
 Chiesa del Monastero Ore 9:30 - Celebrazione Eucaristica presieduta da Mons. Piero De Santis, Parroco della Basilica Concattedrale di Sant’Agata - Partenza del Reliquiari

Il Link a cui collegarsi per seguirle è il seguente: 
https://www.youtube.com/live/50K7D3kLqnQ?si=D85qH39PHWuofxXr

Link canale YouTube -  La Sentinella Web TV 
https://youtube.com/@lasentinellawebtvparrocchi5160?si=Jclo3eL95O2_VQ-p 




Quel frate carmelitano che piace tanto al Papa

 Al suo ritorno dal viaggio apostolico in Medio Oriente papa Leone XIV, rispondendo alle domande dei giornalisti, ci ha piacevolmente sorpreso, parlando del piccolo fra Lorenzo della Risurrezione il frate francese, che non divenne mai sacerdote e visse "tra le pentole" la propria fede.   

Uno di voi, che è un giornalista tedesco qui mi ha detto l’altro giorno: mi dica un libro, oltre a Sant’Agostino, che noi potremmo leggere per capire chi è Prevost. -ha detto il papa-Ce ne sono tanti, ma uno di questi è un libro che si chiama “La pratica della presenza di Dio”. È un libro davvero semplice, di qualcuno che non firma neanche con il suo cognome, fratel Lawrence, scritto molti anni fa. Ma descrive un tipo di preghiera e spiritualità con cui uno semplicemente dona la sua vita al Signore e permette al Signore di guidarlo. 
Se volete sapere qualcosa su di di me, di quella che è stata la mia spiritualità per molti anni, in mezzo a grandi sfide, vivendo in Perù durante gli anni del terrorismo, essendo chiamato al servizio in posti in cui mai avrei pensato che sarei stato chiamato a servire. Io confido in Dio e questo messaggio è qualcosa che condivido con tutte le persone. Quindi com’è stato? Mi sono arreso quando ho visto come stavano andando le cose e ho detto che questo sarebbe potuto diventare reale. Ho fatto un respiro profondo, ho detto: eccoci qua Signore, il capo sei tu, tu guidi la strada.

Festa di Santa Elisabetta della Trinità

 

Oggi, 8 novembre tutto il Carmelo e la Chiesa insieme celebrano la festa di S. Elisabetta della Trinità, giovane monaca carmelitana scalza vissuta dal 1880 al 1906.
I nostri santi non sono solo splendide espressioni della Spiritualità che incarnano, non solo danno voce alle nostre preghiere. C'insegnano ad apprezzare tante cose della nostra vita e guardarle alla luce di Dio. Niente è casuale per chi crede. Fin dalla nascita. 
Elisabetta nasce il 18 luglio a Camp d'Avor (Burges) sette anni anni dopo la famiglia Catez si trasferisce a Digione. Lì c'è un monastero di carmelitane scalze. Un giorno la Priora incontra la vivace Elisabetta. Le chiede come si chiama e le svela: Sai il significato del tuo nome? "Casa di Dio". Da allora la sua vita interiore cambia. Si apre al cielo.

Le prime cose a cui Elisabetta presta attenzione e che le fanno scoprire la presenza di Dio nella sua vita sono il significato del suo nome - Casa di Dio - e due date - quella della nascita di Domenica e quella del Battesimo che la mette sotto la protezione di Maria Maddalena. Ne approfondisce  interiormente il significato. Un anno prima di morire scriverà a un sacerdote: «Domani è la festa di S. Maddalena, della quale l’Eterna Verità disse: «Ella ha molto amato». È festa anche per la mia anima, perché celebro l’anniversario del mio Battesimo… Le chiedo davvero di consacrarmi a Lui domani nella Santa Messa,… affinché io non viva che per amarLo con una passione sempre crescente, fino a quella felice unità alla quale Dio ci ha predestinati nel suo volere eterno, immutabile» (L 204).
Il suo sogno: essere la sposa di Cristo. Ce ne parla p. Emilio Martinez.






Ci ha lasciato una preghiera bellissima che è un po' la sintesi della vocazione carmelitana:

Mio Dio, Trinità che adoro, aiutatemi a dimenticarmi interamente, per fissarmi in voi, immobile e quieta come se la mia anima fosse già nell’eternità; che nulla possa turbare la mia pace o farmi uscire da voi, mio immutabile Bene, ma che ogni istante mi porti più addentro nella profondità del vostro mistero.
Pacificate la mia anima,
fatene il vostro cielo, la vostra dimora preferita e il luogo del riposo;
che io non vi lasci mai solo, ma sia là tutta quanta, tutta desta nella mia fede,
tutta in adorazione, tutta abbandonata alla vostra azione creatrice.
O mio amato Cristo, crocifisso per amore,vorrei essere una sposa del vostro Cuore; vorrei coprirvi di gloria e vi chiedo di rivestirmi di Voi stesso, di immedesimare la mia anima con tutti i movimenti della vostra Anima, di sommergermi, d’invadermi, di sostituirvi a me, affinché la mia vita non sia che un’irradiazione della vostra vita. Venite nella mia anima come Adoratore, come Riparatore e come Salvatore.
 O Verbo Eterno, Parola del mio Dio, voglio passare la mia vita ad ascoltarvi; voglio farmi tutta docilità per imparare tutto da voi. Poi, attraverso tutte le notti, tutti i vuoti, tutte le impotenze, voglio fissare sempre Voi e restare sotto la vostra grande luce. 
 O mio Astro amato, incantatemi, perché non possa più uscire dallo splendore dei vostri raggi.
 O Fuoco consumatore, Spirito d’amore, scendete sopra di me, affinché si faccia della mia anima come un’incarnazione del Verbo, ed io sia per Lui un’aggiunta d’umanità nella quale Egli rinnovi tutto il suo mistero. E Voi, o Padre, chinatevi sulla vostra piccola creatura, copritela con la vostra ombra, e non guardate in lei che il Diletto nel quale avete riposto tutte le vostre compiacenze.
 O miei TRE, mio Tutto, mia Beatitudine, Solitudine infinita, Immensità in cui mi perdo, mi consegno a Voi come una preda. Seppellitevi in me, perché io mi seppellisca in Voi, in attesa di venire a contemplare, nella vostra luce, l’abisso delle vostre grandezze.

Elisabetta della Trinità

S. Teresa di Gesù Bambino torna a Gallipoli

Una reliquia di Santa Teresa di Gesù Bambino sarà dal 10 al 16 dicembre a Gallipoli. E' un ritorno. Ed è una grazia infinita per la città e per il monastero delle Carmelitane scalze in cui confermò, apparendo alla Priora il 16 gennaio 1910 la cosiddetta Piccola via che aprì la strada alla sua canonizzazione. L'arrivo del Reliquiario che contiene una vertebra della Santa è stato eccezionalmente concesso al monastero di Gallipoli dal santuario di Lisieux a conclusione dell'anno in cui abbiamo ricordato il  centenario della sua canonizzazione. Sarà un momento particolare per poter conoscere la vita, la testimonianza e l'insegnamento di Santa Teresa di Gesù Bambino. La reliquia sarà accolta il 10 dicembre, ma già il 9 la città si prepara con una solenne concelebrazione eucaristica che sarà presieduta dal Commissario della Semi-provincia napoletana dei carmelitani scalzi padre Ian Piotr Malicki. Le giornate saranno scandite da vari temi e dedicati a varie categorie: i ministeri laicali, il clero e le aggregazioni laicali, i giovani, la vita consacrata, la famiglia. Un percorso di fede che aiuta a comprendere quanto questa santa a noi così cara e familiari nella sua semplicità possa ispirare vari percorsi di fede, varie vocazioni. Durante la permanenza del Reliquiario di S. Teresa di Gesù Bambino a Gallipoli, la Chiesa del Monastero resterà aperta dalle ore 7.30 alle ore 22.00.
Qui si può scaricare il depliant delle giornate










Il programma del nuovo corso di Scuola-laboratorio

Il primo dicembre riprenderà l'attività formativa dell'ocds d'italia, con il secondo anno della Scuola-laboratorio nazionale dì formazione on line.  Tre appuntamenti importanti che affronteranno ciascuno un tema che aiuterà i formatori a sensibilizzare se stessi e successivamente la comunità affidata loro:
1) L’importanza della conoscenza di
sé nella formazione spirituale secondo Teresa di Avila
.
Relatore: P. J. Francisco Sancho Fermin ocd
2) La forza della Regola in un
mondo che cambia. Spunti per il Carmelo Secolare.
Relatore: P. Fausto Lincio ocd
3) “Fate tutto nella Parola del Signore” . La Regola Carmelitana e la Parola di Dio nella Chiesa del nostro tempo.
Relatore: P. Angelo Lanfranchi ocd.
▪️Al termine di ciascun incontro il padre suggerirà un tema sul quale ogni Provincia organizzerà la giornata di laboratorio.


IL LIBRO. LA BIBBIA CON OCCHI DI DONNA

Nella collana Vivere la Parola delle Edizioni Ocd, è uscito recentemente il volume "La Bibbia con Occhi di Donna. Edith Stein e la Sacra Scrittura". L'autore è padre Francisco Javier Sancho Fermin, dottore in Teologia (è stato anche direttore dell'Università della Mistica di Avila). Perché Edith Stein, per leggere la Bibbia? L’autore ci dice che “in Edith ci imbattiamo in una serie di affermazioni fondate sul valore centrale che dovrebbe avere la Scrittura nella vita del cristiano.

Tradotto da Angela Parisi ocds, il libro che si presta come ausilio alla lettura del testo sacro ma anche come testo di meditazione personale perché offre anche una lettura della giovane filosofa ebrea che si convertì al cattolicesimo e divenne monaca di clausura nel Carmelo Scalzo di Colonia e poi di Echt. Già prima della sua conversione, la Stein scrisse all’amico Roman Ingarden: Recentemente mi sono imbattuta nel versetto del vangelo di Luca: «Il Figlio dell’Uomo se ne va, secondo quanto è stabilito. Ma guai a quell’uomo dal quale egli viene tradito» (Lc 22,22). Queste parole non valgono forse per tutti? Noi causiamo gli eventi e ne siamo responsabili. Eppure, non sappiamo quel che facciamo, né possiamo fermare il corso della storia anche se gli rifiutiamo il nostro assenso. In verità, è qualcosa che non si può capire.

Nella vita di Edith spiega Francisco Javier Sancho Fermin risuonano in continuazione le parole di Pietro a Gesù presentate dall'evangelista Giovanni: "Signore da chi andremo? Tu solo hai parole di vita eterna". Queste parole mettono in discussione la scelta radicale per Cristo così come l'esprime Edith: "Vuoi di nuovo, con ogni serietà, stringere l'alleanza con il crocifisso? Che cosa vuoi rispondergli " E in mezzo a queste domande risuona ancora con maggiore forza la parola di Gesù: "Anche voi volete andarvene?" Le parole del Vangelo sono una richiesta costante nella vita di Edith e allo stesso tempo sono una risposta di speranza di fronte alla realtà della vita.

Stefaniadb ocds

Papa Leone ricorda il 18 ottobre 2015 e la canonizzazione dei Martin

 Con una lettera al vescovo di Seez (clicca sul link) papa Leone ha ricordato Zelia e Louis Martin e il decennale della loro canonizzazione (il 18 ottobre 2015). Furono la prima coppia canonizzata, i  genitori di Santa Teresa di Gesù Bambino, e attraverso loro la Chiesa presenta «un modello di fedeltà e di attenzione all’altro, un modello di fervore e di perseveranza nella fede, di educazione cristiana dei figli, di generosità nell’esercizio della carità e della giustizia sociale; un modello anche di fiducia nella prova...».

La loro canonizzazione è la prima di questo genere nella storia della Chiesa.   Il loro cammino verso gli onori degli altari è stato così celere da sorpassare nel tempo quello dei coniugi Luigi e Maria Beltrame Quattrochi, anch’essi beatificati congiuntamente nell’ottobre del 2001. 

Il cuore di questi sposi era caldo, spazioso e pronto al dono di sé. Le 5 figlie scelsero tutte la via della consacrazione a Dio. Teresa di Lisieux è persino Dottore della Chiesa. Di un'altra figlia, Leonia, è stata aperta la causa di beatificazione.
La figlia Celina, al Carmelo Suor Geneviève, disse a proposito dell’amore del papà e della mamma verso i poveri: “Se in casa nostra regnava l’economia, quando si trattava di soccorrere i poveri vi era la prodigalità. Li si preveniva, li si cercava, quando non si insisteva per farli entrare in casa, dove erano nutriti, riforniti di viveri, vestiti, esortati al bene”. E a proposito del papà aggiunse: “Si preoccupava di trovar loro lavoro secondo la loro condizione, li faceva ricoverare in ospedale quando c’era bisogno, o procurava loro una soluzione onorevole secondo i loro casi” (Deposizione resa da Suor Geneviève Martin al processo diocesano per i suoi genitori).
Per conoscerli meglio cerca fra i libri delle Edizioni ocd

Dilexit te ! La prima Esortazione apostolica di Papa Leone XIV

Per Sant’Agostino, “il povero non è solo una persona da aiutare, ma la presenza sacramentale del Signore”. Il nucleo centrale dell’esortazione apostolica “Dilexi te” (“Ti ho amato”), pubblicata il 9 ottobre del 2025, da Papa Leone XIV. Sulla scia del suo predecessore il Papa ha presentato il suo primo documento magisteriale.
È un patrimonio, quello dell’amore preferenziale per i poveri, che si salda sin dalle origini con la storia del cristianesimo, rivela il cuore di Cristo. “Fin dai primi secoli - si legge nell’esortazione apostolica - i Padri della Chiesa riconoscevano nei poveri una via privilegiata di accesso a Dio”.
Dio è amore misericordioso e il suo progetto d’amore, che si estende e si realizza nella storia, è anzitutto il suo discendere e venire in mezzo a noi per liberarci dalla schiavitù, dalle paure, dal peccato e dal potere della morte. Con uno sguardo misericordioso e il cuore colmo d’amore, Egli si è rivolto alle sue creature, prendendosi cura della loro condizione umana e, quindi, della loro povertà. Proprio per condividere i limiti e le fragilità della nostra natura umana, Egli stesso si è fatto povero, è nato nella carne come noi e lo abbiamo conosciuto nella piccolezza di un bambino deposto in una mangiatoia e nell’estrema umiliazione della croce, laddove ha condiviso la nostra radicale povertà, che è la morte.

qui il testo integrale della Dilexit te

Solennità della santa Madre Teresa

Trattate
con il Signore come un padre
un fratello,
un maestro,
uno Sposo. Consideratelo
nei vari tipi
di rapporto.
E non siate così ingenui da
non chiedere nulla.
 

Teresa di Gesù da "Il Castello interiore" 




Ecco come la nostra fondatrice fu descritta da papa Benedetto XVI nel 2012


1. Resplendens stella. «Come una stella di vivissimo splendore» (Libro della Vita 32, 11). Con queste parole il Signore incoraggiò Santa Teresa di Gesù a fondare ad Avila il monastero di San José, inizio della riforma dell'ordine carmelitano, del quale, il prossimo 24 agosto, si celebrerà il 450° anniversario. In occasione di questa felice ricorrenza, desidero unirmi alla gioia dell'amata diocesi di Avila, dell'ordine dei carmelitani scalzi, del Popolo di Dio che peregrina in Spagna e di tutti quelli che, nella Chiesa universale, hanno trovato nella spiritualità teresiana una luce sicura per scoprire che attraverso Cristo all'uomo giunge un vero rinnovamento della sua vita. Innamorata del Signore, questa illustre donna non desiderò altro che compiacerlo in tutto. In effetti, un santo non è colui che compie grandi imprese basandosi sull'eccellenza delle sue qualità umane, ma chi permette con umiltà che a Cristo di penetrare nella sua anima, di agire attraverso la sua persona, di essere Lui il vero protagonista di tutte le sue azioni e i suoi desideri, colui che ispira ogni iniziativa e sostiene ogni silenzio.

2. Lasciarsi guidare in questo modo da Cristo è possibile solo per chi ha un'intensa vita di preghiera. Questa consiste, con le parole della Santa d'Avila, nel «parlare dell'amicizia, un trovarsi frequentemente da soli a soli con chi sappiamo che ci ama» (Libro della Vita, 8 e 5). La riforma dell'ordine carmelitano, il cui anniversario ci colma di gioia interiore, nasce dalla preghiera e tende alla preghiera. Nel promuovere un ritorno radicale alla Regola primitiva, allontanandosi dalla Regola mitigata, santa Teresa di Gesù voleva propiziare una forma di vita che favorisse l'incontro personale con il Signore, per la qual cosa basta «solo di ritirarsi in solitudine, sentirlo dentro di sé e non meravigliarsi di ricevere un tale Ospite». (Cammino di Perfezione, 28, 2). Il monastero di San José nasce proprio perché le sue figlie abbiano le condizioni migliori per trovare Dio e stabilire una relazione profonda e intima con Lui.

3, Santa Teresa propose un nuovo modo di essere carmelitana in un mondo a sua volta nuovo. Quelli furono «tempi duri» (Libro della Vita 33,5). E in essi, secondo questa Maestra dello spirito, «sono necessari forti amici di Dio a sostegno dei deboli» (ibidem 15,5). E insisteva con eloquenza: «Il mondo è in fiamme; vogliono nuovamente condannare Cristo, come si dice, raccogliendo contro di lui mille testimonianze; vogliono denigrare la sua Chiesa, e dobbiamo sprecare il tempo nel chiedere cose che, se per caso Dio ce le concedesse, ci farebbero avere un'anima di meno in cielo? No, sorelle mie, non è il momento di trattare con Dio d'interessi di poca importanza» (Cammino di Perfezione 1,5). Non ci risulta familiare, nella congiuntura attuale, una riflessione che c'illumina tanto e c'interpella, fatta più di quattro secoli fa dalla Santa mistica?

Il fine ultimo della riforma teresiana e della creazione di nuovi monasteri, in un mondo con pochi valori spirituali, era di proteggere con la preghiera l'operato apostolico; proporre uno stile di vita evangelica che fosse modello per chi cercava un cammino di perfezione, a partire dalla convinzione che ogni autentica riforma personale ed ecclesiale passa per il riprodurre sempre meglio in noi la «forma» di Cristo (cfr Gal 4, 19). Fu proprio questo l'impegno della Santa e delle sue figlie. E fu proprio questo l'impegno dei suoi figli carmelitani, che non miravano ad altro se non a «progredire nella virtù» (Libro della Vita, 31, 18). In tal senso, Teresa scrive: «[Mi sembra infatti che] egli ci apprezzi di più se, mediante la sua misericordia, riusciamo a guadagnargli un'anima con i nostri sforzi e con la nostra preghiera, che non per quanti altri servizi possiamo rendergli» (Libro delle Fondazioni, 1,7). Di fronte alla dimenticanza di Dio, la Santa, Dottore della Chiesa, incoraggia comunità oranti, che proteggano con il loro fervore coloro che proclamano ovunque il Nome di Cristo, affinché preghino per i bisogni della Chiesa e portino al cuore del Salvatore il clamore di tutti i popoli.

4. Anche oggi, come nel XVI secolo, tra rapide trasformazioni, è necessario che la preghiera fiduciosa sia l'anima dell'apostolato, affinché risuoni, con grande chiarezza e vigoroso dinamismo, il messaggio redentore di Gesù Cristo. È urgente che la Parola di vita vibri nelle anime in modo armonioso, con note squillanti e attraenti.
In questo appassionante compito, l'esempio di Teresa d'Avila ci è di grande aiuto. Possiamo affermare che, al suo tempo, la Santa evangelizzò senza mezzi termini, con ardore mai spento, con metodi lontani dall'inerzia, con espressioni aureolate di luce. Ciò conserva tutta la sua freschezza nel crocevia attuale, dove si sente l'urgenza che i battezzati rinnovino il loro cuore attraverso la preghiera personale, incentrata anche, secondo i dettami della Mistica di Avila, sulla contemplazione della Santissima Umanità di Cristo come unico cammino per trovare la gloria di Dio (cfr. Libro della Vita 22,1; Castello interiore 6,7). Così si potranno formare famiglie autentiche, che scoprano nel Vangelo il fuoco del proprio nucleo familiare; comunità cristiane vive e unite, cementate in Cristo come loro pietra d'angolo, che abbiamo sete di una vita di servizio fraterno e generoso. È anche auspicabile che l'incessante preghiera promuova l'attenzione prioritaria per la pastorale vocazionale, sottolineando in particolare la bellezza della vita consacrata, che bisogna accompagnare debitamente come tesoro proprio della Chiesa, come torrente di grazie, nella sua dimensione sia attiva sia contemplativa.
La forza di Cristo porterà anche a moltiplicare le iniziative affinché il popolo di Dio riacquisti il suo vigore nell'unica forma possibile: dando spazio dentro di noi ai sentimenti del Signore Gesù (cfr. Fil 2,5) e ricercando in ogni circostanza un'esperienza radicale del suo Vangelo. Il che significa, prima di tutto, permettere allo Spirito Santo di renderci amici del Maestro e di configurarci a Lui. Significa anche accettare in tutto i suoi mandati e adottare in noi criteri come l'umiltà nella condotta, la rinuncia al superfluo, il non recare offesa agli altri o il procedere con cuore semplice e mite. Così, quanti ci circondano, percepiranno la gioia che nasce dalla nostra adesione al Signore e che non anteponiamo nulla al suo amore, essendo sempre disposti a dare ragione della nostra speranza (cfr 1 Pt 3, 15) e vivendo come Teresa di Gesù, in filiale obbedienza alla nostra Santa Madre Chiesa.

5. A questa radicalità e fedeltà c'invita oggi questa figlia tanto illustre della diocesi di Avila. Accogliendo la sua bella eredità, nel momento presente della storia, il Papa invita tutti i membri di questa Chiesa particolare, ma in modo sentito i giovani, a prendere sul serio la comune vocazione alla santità. Seguendo le orme di Teresa di Gesù, permettetemi di dire a quanti hanno il futuro dinanzi a sé: aspirate anche voi a essere totalmente di Gesù, solo di Gesù e sempre di Gesù. Non temete di dire a Nostro Signore, come fece lei: «Vostra sono, per voi sono nata, che cosa volete fare di me? (Poesia 2). A Lui chiedo che sappiate anche rispondere alle sue chiamate illuminati dalla grazia divina con «ferma determinazione», per offrire «quel poco» che c'è in voi, confidando nel fatto che Dio non abbandona mai quanti lasciano tutto per la sua gloria» (cfr Cammino di perfezione 21,2; 1,2).

6. Santa Teresa seppe onorare con grande devozione la Santissima Vergine, che invocava con il dolce nome di Carmen. Sotto la sua protezione materna pongo gli aneliti apostolici della Chiesa ad Avila, affinché, ringiovanita dallo Spirito Santo, trovi le vie opportune per proclamare il Vangelo con entusiasmo e coraggio. Che Maria, Stella dell'evangelizzazione, e il suo casto sposo san Giuseppe intercedano affinché quella «stella» che il Signore ha acceso nell'universo, la Chiesa, con la riforma teresiana continui a irradiare il grande splendore dell'amore e della verità di Cristo a tutti gli uomini. (...)

In preparazione della Solennità di S. Teresa di Gesù

Sospendiamo i post dedicati alle riflessione di p. Anastasio Ballestrero per prepararci alla Solennità di S, Teresa di Gesù, colei che chiamiamo santa madre. Prima carmelitana scalza, riformatrice del Carmelo. Teresa de Cepeda y Ahumada nacque ad Avila, in Spagna, nel 1515. Entrata nell’Ordine del Carmelo (oggi diremmo di Carmelo di Antica Osservanza), avanzò nel cammino della perfezione, ricevendo numerose grazie mistiche. Inquietudine, incontro con confessori che compresero la sua sofferenza interiore e il suo bisogno di pregare in modo più spontaneo e diretto, la lettura delle Confessioni di Sant'Agostino, la visione della statuina d Gesù flagellato che le spezzò il cuore... tutto ciò la portò a fare un passo importante: riformare il Carmelo, riportarlo all'essenziale. 
Nasce così il 24 agosto 1562  la riforma del suo Ordine, la prima delle fondazioni di Teresa: il monastero di san Giuseppe ad Avila. Con l’aiuto di Dio e il sostegno di validi amici, tra cui san Giovanni della Croce, superò ogni difficoltà. 
Scrisse opere piene di altissima dottrina, fondate sulla sua esperienza personale. Morì ad Alba de Tormes il 4 ottobre 1582 (per la riforma del calendario si ricorda il 15 ottobre) , avendo fondato numerosi monasteri e avviato la riforma del ramo maschile dell’Ordine. Canonizzata da Gregorio XV nel 1622, è stata proclamata Dottore della Chiesa da Paolo VI nel 1970, su insistente proposta del cardinale Anastasio Ballestrero.



La Santità nel nostro Ordine

" Nella storia della Santità del nostro Ordine carmelitano è frequente la constatazione di una presenza

dello Spirito Santo in maniere mirabili, a parte quella colomba che ritroviamo nell'iconografia di Santa Teresa ma che è emblematica di una creatura trascinata da Dio, illuminata e trasfigurata da Dio. A parte il fuoco che Giovanni della Croce portava dentro di sé e seminava fuori, anch'esso emblema dello Spirito vivificante, possiamo osservare che tanti tesori di dottrina spirituale attraverso i nostri fratelli e sorelle nella Santità segnano un dilagare dei doni dello Spirito. Pensiamo a Teresa di Gesù bambino e a Elisabetta della Trinità, dove c'è una sproporzione colossale tra i dati della povera creatura e le ricchezze di sapienza, di grazia, di virtù che queste creature, tra l'altro con una impressionante precocità, hanno manifestato e vissuto. Questo dimostra la Signoria di Dio sul tempo delle creature, ma dimostra anche la Signoria dello Spirito in queste creature le quali capiscono con la sapienza dei vecchi vivono con la prudenza degli anziani e affrettano l'eternità con lo Splendore della giovinezza" (p. Anastasio Ballestrero)