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L'essenziale nella vita di un carmelitano scalzo
L'altra faccia di Teresa di Gesù
Ogni anno pensiamo a prepararci alla solenne memoria liturgica di Santa Teresa d'Avila (nella foto la statua ottenuta dalla ricostruzione del suo volto), recitando la novena. Non c'è niente di male purché la si reciti con lo spirito di orazione che ci ha insegnato Teresa di Gesù, come ha saputo metterlo in pratica fra Lorenzo della Resurrezione.
C'è un altro modo per entrare in sintonia con lei: leggere le sue opere oppure leggere quello che di lei hanno scritto. Molti autori non sono ancora tradotti, ma grazie all'aiuto di Angela Parisi dell'ocds della Provincia del Centro d'Italia, possiamo leggere alcune pagine inedite. Veyamen di Pilar Huerta Román, OCD e L'arte di sdrammatizzare di S. Teresa di Juan Borrego, OCD, due contributo molto interessanti.
Scuola di preghiera con i padri carmelitani di Maddaloni
"Chi ha cominciato a fare orazione non la lasci; e chi non l’ha cominciata, io lo scongiuro per amor di Dio a non privarsi di tanto bene; se persevera io spero nella misericordia di quel Dio che nessuno ha mai preso invano come amico; giacché l’orazione mentale non è altro – per conto mio – che un trattare con amicizia, intrattenendosi molte volte da soli con Chi sappiamo che ci ama” (Vita 8,5).
S.Teresa di Gesù Bambino: In te ho tutto: terra e cielo ancora!
io sono divenuta prigioniera.
Ho visto che i piaceri son tutti effimeri:
mia unica felicità sei tu, Signore! Sotto i miei passi l'erba s'è sciupata,
s'è appassito nelle mie mani il fiore.
Nei tuoi prati, Gesù, io voglio correre,
non lasciandovi mai alcuna traccia
dei miei passi!
perciò nella pianura lascio il gregge,
senza curar di custodirlo ancora:
voglio piacere all'unico mio Agnello, il nuovo!
Gesù, sei tu l'Agnello che io amo:
a me tu basti, tu supremo bene!
In te ho tutto: terra e cielo ancora!
Il Fior che voglio cogliere, mio Re, sei tu!...
In te possiedo la natura bella,
e l'arcobaleno e la neve pura,
l'isole lontane, le bionde messi,
le farfalle, la primavera lieta, i campi.
Ho la barca che dalla spiaggia fugge,
ho la sua scia dorata, e ancor la riva,
il sol fulgente che la nube avvolge
quando s'oscuran nel cielo
infuocati i dardi.
Tu che reggi il mondo con una mano
e pianti le fittissime foreste
e con un solo sguardo le fecondi,
pure me segui con sguardo d'amore, sempre.
Sempre attirata dalla dolce fiamma,
la farfalla vi vola attorno e brucia.
Simile è l'anima mia: dal tuo amore
attirata, vuole in esso volare e bruciare!...
Io sento ormai per me che s'avvicina,
Dio, la tua festa nell'eternità!
Tolta dai salici l'arpa mia muta,
sulle tue ginocchia io siederò e ti vedrò!...
Presso di te, mio Dio, verrò a vedere
Maria, i Santi, la mia famiglia cara!
E, dopo l'esilio di questa vita,
il tuo paterno tetto troverò in Cielo!".
Sr. Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo
Ricordiamo la prima Santa italiana del nostro Carmelo
• Chi ama, vede, soffre e tace
• Rimanere nascosta nel cuore di Gesù
come in un deserto
Tutta la sua spiritualità ha il fondamento nelle parole di San Giovanni Evangelista Dio è Amore
• Chi si lascia amare da Dio, esce da sé stesso e diventa amore per tutti, Teresa Margherita scelse vivere l' Amore di Dio nella preghiera, nel servizio alle sorelle ammalate e difficili dimenticando se stessa
Chi capisce e vive l' amore è sempre felice di dare tutto e il meglio di sé (tempo, servizio attenzione).
Non sono le parole che annunciano Dio ma la vita fatta Amore.
Preghiamo la Santa che il fuoco dell amore del cuore di Gesù incendi il nostro cuore e ci trasformi IN CARITÀ
Maria madre dell' Amore generi in noi il vero amore
P. Patrizio Sciadini ocd _ 01.09.2026
Basilica Santa Teresa del Bambino Gesù CAIRO EGITTO
Impegno del giorno: Lasciamoci amare da Dio per essere amore nella preghiera e nel servizio ai più fragili"
Trasverberazione del cuore di Teresa di Gesù
Memoria liturgica della piccola Mariam
Portiamoci idealmente nel luogo in cui visse vedi qui e a lei, figlia di Teresa e della Terra santa affidiamo la nostra preghiera per la Pace in tutti i luoghi del mondo in cui c'è la guerra e il massacro degli innocenti.
È anche il centenario del dottorato di Giovanni della Croce
Nel corso del IV centenario della morte del carmelitano scalzo, il papa gli dedicò una lettera apostolica "Maestro di fede" (leggila qui).
La catechesi dedicatagli da papa Benedetto XVI (leggi qui)
Qui il percorso di 8 schede sulla sua spiritualità alla luce della "Laudato sii"
464 anni fa nasceva il Carmelo teresiano
Pensando a quello che avrei potuto fare per Iddio - scrisse infatti nel libro della Vita, Teresa - vidi che anzitutto dovevo corrispondere ai doveri della mia vocazione religiosa, osservando la mia Regola con ogni possibile perfezione .
"Se sulla terra vi può essere il paradiso, esso è in questa casa: vita felicissima conducono infatti le anime che, disprezzando ogni propria soddisfazione, non pensano che a contentare il Signore. Ma quelle che qui cercassero altra cosa, non solo non la troverebbero, ma perderebbero tutto" (Cammino, 13,7).
Nel quarto centenario della fondazione San Giovanni XXIII si pronunciò così (clicca)
L'attuale convento de San José è nato sulle fondamenta della costruzione primitiva che fece edificare la Santa e l'11 maggio 1968 ottenne il titolo di monumento storico-artistico con un decreto. Un valore dovuto anche al museo teresiano che conserva alcune opere e diverse reliquie della santa di Avila.
Il primo novembre del 1982 il monastero fu visitato da San Giovanni Paolo II che disse :
"Qui ad Avila, con la fondazione del monastero di san Giuseppe, a cui sono seguite le sue altre 16 fondazioni, si è compiuto un disegno di Dio per la vita della Chiesa. Teresa di Gesù fu lo strumento provvidenziale, la depositaria di un nuovo carisma di vita contemplativa, che avrebbe prodotto tanti frutti."
Il messaggio di papa Benedetto XVI per i 450 anni della riforma teresiana
PER APPROFONDIRE:
Un passo importante guidato da Chiara di Assisi: leggi
Il Monastero della Madre: leggi
Ricordiamo oggi Santa Teresa Benedetta della Croce
"So di essere sostenuta e qui sta tutta la mia tranquillità e sicurezza - non la sicurezza consapevole dell'uomo che sta con le proprie forze su un terreno sicuro, ma la dolce e beata sicurezza del bambino sorretto da un braccio forte - che in pratica è una sicurezza non meno ragionevole. Sarebbe forse ragionevole quel bambino che vivesse nella paura che la mamma lo lasci cadere? Se Dio mi dice attraverso i profeti di essere un Dio fedele, di essere per me come padre e madre, addirittura che egli è l'Amore stesso, allora devo ammettere che la mia fiducia nel braccio che mi sostiene è ragionevole e che, al contrario, è stolta la mia paura di cadere nel nulla, a meno che non sia io stessa a staccarmi dal braccio che mi protegge"
L'ultimo libro dedicato a lei e pubblicato dalle Edizioni ocd: Lucia Laner, Edith Stein: La vita in uno sguardo. Edizioni ocd, 2026
S. Alberto di Trapani
Facciamo memoria oggi di S. Alberto di Trapani frate carmelitano. Una figura di cui si hanno poche notizie. E’ incerta anche la data di nascita. Si ricorda come uomo di preghiera e instancabile predicatore in varie località della Sicilia. Fu anche superiore provinciale dei Carmelitani presenti sull'isola. Nato probabilmente nel 1250, dopo 26 anni di matrimonio fu consacrato al Signore dai genitori, Benedetto degli Abati e da Giovanna Palizi. Giovanissimo, Alberto entrò tra i Carmelitani di Trapani e trascorso il periodo di formazione divenne sacerdote e fu mandato a Messina dai superiori, dove morì il 7 agosto 1307. Nel 1457 Papa Callisto III ne permise il culto, che fu confermato nel 1476 da Papa Sisto IV. Fu il primo santo del Carmelo venerato e insignito del titolo di Patrono e protettore dell'Ordine Carmelitano. Ebbe anche il titolo di «padre», titolo condiviso con sant' Angelo di Sicilia, suo contemporaneo. A Messina, nel 1623, gli fu dedicata una porta della città.
La distinzione fra Antica osservanza e carmelitani scalzi avverrà con la riforma di Santa Teresa d’Avila al 1562. Ora il Carmelo è una famiglia ancora che osserva la stessa Regola (Teresa adotterà quella primitiva senza mitigazioni) e la figura di Alberto di Trapani è celebrata Il 7 agosto da tutto l’Ordine, secondo le disposizioni liturgiche: con il grado di festa per i Carmelitani e di memoria per i Carmelitani Scalzi.











