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Il Cammino di Teresa

Uno degli studiosi della nostra santa Madre, il padre carmelitano francese Stéphane – Marie Morgain, nel saggio “Il Cammino di perfezione di Teresa d’Avila”, edizioni Jaca Book analizza lo sfondo storico e spirituale in cui si sviluppa la riforma teresiana per poi soffermarsi sulle due stesure dell’opera e sulle risposte che la santa Madre riesce a dare ai problemi che in quel tempo incombevano nella società e nella Chiesa. In particolare, per aiutarci nell’approccio alla lettura, p. Stéphane riporta una delle “Relazioni spirituali” in cui Teresa accenna all’ordine ricevuto di scrivere per le monache  un altro libretto. Aveva già composto il Libro della Vita e qui si dedica a consigli molto pratici sull’orazione.
L’autore indica tre direttrici fondamentali:
  •  La giustificazione della vita contemplativa come servizio ecclesiale.
  •  L’esposizione delle esigenze ascetiche della vita in monastero
  •  L’itinerario spirituale attraverso il commento del Padre Nostro che sottolinea una necessaria unità fra preghiera vocale e orazione mentale.

Morgain fa anche un’annotazione interessante: Teresa mette in risalto il ruolo della donna nella pratica dell’orazione mentale. Oggi non ci sarebbe nessuno stupore a riguardo, ma allora alle donne (capitolo 4) non era permessa neppure la lettura delle Scritture e dei libri di preghiera. Sembra anzi che Teresa se ne lamenti nel capitolo 36 e che p. Garcia de Toledo al quale affidò il testo per una revisione commentò: “Si direbbe che rimproveri gli Inquisitori perché le proibiscono i libri di preghiere”.
La versione manoscritta di Valladolid di quest’opera che la santa Madre definisce librillo - per distinguerla dal libro della Vita (libro grande) -  diventa una regola di vita per i monasteri teresiani, i Carmeli cioè fondati secondo le sue indicazioni. 



S. Teresa Margherita Redi

"Adesso che faccio questa azione, amo il mio Dio?"
Fu questa la frase che ripeteva a se stessa la giovane Teresa Margherita Redi, carmelitana scalza che ricordiamo oggi 1 settembre. Una frase che dovrebbe insegnarci qualcosa: come si attualizza la Parola di Dio nella nostra vita.
Nata ad Arezzo  il 15 luglio 1747 e formata ad un profondo raporto con la preghiera, chiedeva sin da bambina “ditemi, chi è questo Dio?”. Educanda nel monastero benedettino di S. Apollonia in Firenze, dove ricevette una discreta istruzione liturgica, maturò una profonda devozione al Sacro Cuore. Rientrata in famiglia, manifestò la sua vocazione al Carmelo. Il 1 settembre 1764 entrò nel monastero di “S. Teresa” in Firenze, dove vestì l’abito carmelitano l’11 marzo 1765, col nome di Teresa Margherita del Sacro Cuore di Gesù. A ventidue anni una peritonite le troncava la vita, il 7 marzo 1770. Pio XI la beatificò il 9 giugno 1929 e la canonizzò il 13 marzo 1934.