di p. Raffaele Amendolagine
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| Il monte Carmelo e il primo tempio dedicato a Maria |
Dopo
questi accostamenti e interpretazioni spirituali, eccoci a narrare la
storia di un altro abito offerto da Maria con il medesimo significato e
la medesima potenza impressa da Dio. Devono passare più di mille anni.
Nel
medesimo luogo, il Monte Carmelo (allora Palestina, oggi Israele), nei
primi decenni del mille, troviamo alcuni uomini, che potremmo chiamare
successori dei profeti.
Forse erano stati attirati dalla storia
sopra descritta o comunque dalle tante citazioni della Bibbia su quei
luoghi benedetti, considerati un meraviglioso giardino, quasi immagine, o
addirittura angolo del paradiso terrestre.
Da quanto tempo esisteva
questa successione di profeti non è dato saperlo. Di sicuro si sa che
dalle grotte, attribuite alla scuola dei profeti del tempo di Elia,
quelle persone erano passate alla costruzione di un vero e proprio
monastero. Erano eremiti, ma non isolati, avevano una certa vita in
comune. Soprattutto in comune era la meditazione "notte e giorno della
legge del Signore" (Regola carmelitana), cioè della Parola di Dio.
Venivano
dai più differenti paesi che si affacciavano sul mare Mediterraneo.
Molte occasioni erano date dalle crociate di quei tempi.
Vegliando in
preghiera il pensiero non poteva non fermarsi sulle vicende riportate
dalla Bibbia su Elia, che li aveva preceduti nella fede e nello zelo per
la gloria di Dio.
Preghiera e lavoro dei campi faceva elevare lo
sguardo al cielo, quel cielo dove apparve la famosa nuvoletta "simile a
mano di uomo".
Di chi era quella mano? Cosa poteva rappresentare
quel piccolo segno che si sarebbe trasformato in pioggia benefica e
abbondante? Così nacque l'interpretazione sulla Madre di Gesù che
avrebbe irrorato la terra. Piccola ombra dell'onnipotenza di Dio
Salvatore.
Da nube l'invocazione passò a "stella del mare" con il
riflesso della Luce di Cristo, nato da lei, ma tanto vicina al mare
della nostra vita. Vicina, ispiratrice e collaboratrice nella missione
ricevuta da Dio che quegli eremiti volevano perpetuare, attraverso il
distacco dal mondo e soprattutto l'unione intima e profonda con Gesù.
(7-continua)