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Diamante lei e luce lui ... Come nel Castello di Teresa

Anche l'ascolto di una canzone può aiutarci a comprendere meglio. Di una bella canzone.
Un esempio? Provate ad ascoltare la canzone di Annalisa "Diamante lei e luce lui"
(potete farlo cliccando sul titolo) e seguitene bene il testo.
Le parole mi hanno riportato alle pagine del Castello interiore descritto da Teresa d'Avila,
in cui l'anima di diamante è illuminata dalla Luce che è al suo centro.
Del resto, pensavo, quando s'incontra davvero il Signore, così come lo descrive Teresa, non si vive una storia d'amore?

Ecco alcuni passaggi del bellissimo testo scritto da Roberto Casalino e interpretato dalla bella voce di Annalisa Scarrone.

...

Stasera diamante si sente speciale,
colora la mente, in ogni sua parte,
e non esiste il buio e la solitudine
non ha alcun potere da quando luce c'è.

L'abbraccerà, rallegrerà, solleverà se mai cadrà,
difenderà, sempre sarà diamante lei e luce lui.
L'abbraccerà, rallegrerà, solleverà se piangerà,
difenderà, perdonerà, diamante è lei e luce è lui
Per sempre, per sempre.

Colora la mente in ogni sua parte stasera
e per sempre tu luce ed io diamante
.

...

Edith sui passi di Teresa

E' il 2 agosto 1942. Una squadra delle SS irrompe nel Carmelo di Echt: cerca una suora, non ariana, e la sorella. Invano la Priora cerca di trattenerle, Edith e Rosa Stein sono costrette a seguire gli ufficiali nazisti. Con grande serenità, prendendo per mano la sorella maggiore, suor Teresa Benedetta (Edith Stein) le sussurra: "Vieni, andiamo per il nostro popolo". Come la santa di Avila, Edith è una guerriera per Dio, la sua armatura è la fede, la determinazione, la fiducia in Lui.  Qualcuno pensava che la conversione della filosofa ebrea fosse stata una scappatoia alle persecuzioni razziali, ma nel silenzio del Carmelo Edith Stein aveva fatto il suo voto di immolazione proprio per il popolo ebreo e per la pace nel mondo. Leiuna vittima per gli altri, proprio lei che da giovane aveva smesso deliberatamente di pregare. Ma che cosa cambiò la vita di Edith? Dopo alcuni anni di rifiuto della religione e di studio della filosofia, preso fra le mani il libro della Vita di Teresa d'Avila ne era rimasta folgorata: "Quando chiusi il libro, dissi a me stessa: questa è la verità". Da quel giorno gli scritti della santa spagnola rappresentano per lei un nuovo percorso di ricerca interiore, ancora più affascinante della  fenomenologica.
Sui passi di Teresa di Gesù, la giovane filosofa (per approfondire la sua biografia cliccare QUI ) approda alla convinzione che Se vogliamo capire l'essere persona dell'uomo, dobbiamo cercare di penetrare nella profondità dello spirito umano ... rivolgersi al centro vivente,l'anima, nel quale tutto confluisce e da cui tutto parte.
Quel castello che la santa di Avila aveva definito "interiore", diventa in Edith Stein "Il Castello dell'anima", titolo che dà all’ultima parte del suo delle due appendici al poderoso lavoro Essere finito e essere eterno. Si tratta di un esplicito riferimento all’opera teresiana, un mettersi sulle tracce del percorso indicato dalla santa Madre, cercando di percorrerlo con  la propria esperienza di donna del Novecento, di filosofa e di cristiana convertitasi dall'ebraismo.
Un percorso altrettanto affascinante che c'insegna come filtrare attraverso la nostra esperienza e nel tempo attuale una spiritualità che vale per sempre.