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IL LIBRO. LA BIBBIA CON OCCHI DI DONNA

Nella collana Vivere la Parola delle Edizioni Ocd, è uscito recentemente il volume "La Bibbia con Occhi di Donna. Edith Stein e la Sacra Scrittura". L'autore è padre Francisco Javier Sancho Fermin, dottore in Teologia (è stato anche direttore dell'Università della Mistica di Avila). Perché Edith Stein, per leggere la Bibbia? L’autore ci dice che “in Edith ci imbattiamo in una serie di affermazioni fondate sul valore centrale che dovrebbe avere la Scrittura nella vita del cristiano.

Tradotto da Angela Parisi ocds, il libro che si presta come ausilio alla lettura del testo sacro ma anche come testo di meditazione personale perché offre anche una lettura della giovane filosofa ebrea che si convertì al cattolicesimo e divenne monaca di clausura nel Carmelo Scalzo di Colonia e poi di Echt. Già prima della sua conversione, la Stein scrisse all’amico Roman Ingarden: Recentemente mi sono imbattuta nel versetto del vangelo di Luca: «Il Figlio dell’Uomo se ne va, secondo quanto è stabilito. Ma guai a quell’uomo dal quale egli viene tradito» (Lc 22,22). Queste parole non valgono forse per tutti? Noi causiamo gli eventi e ne siamo responsabili. Eppure, non sappiamo quel che facciamo, né possiamo fermare il corso della storia anche se gli rifiutiamo il nostro assenso. In verità, è qualcosa che non si può capire.

Nella vita di Edith spiega Francisco Javier Sancho Fermin risuonano in continuazione le parole di Pietro a Gesù presentate dall'evangelista Giovanni: "Signore da chi andremo? Tu solo hai parole di vita eterna". Queste parole mettono in discussione la scelta radicale per Cristo così come l'esprime Edith: "Vuoi di nuovo, con ogni serietà, stringere l'alleanza con il crocifisso? Che cosa vuoi rispondergli " E in mezzo a queste domande risuona ancora con maggiore forza la parola di Gesù: "Anche voi volete andarvene?" Le parole del Vangelo sono una richiesta costante nella vita di Edith e allo stesso tempo sono una risposta di speranza di fronte alla realtà della vita.

Stefaniadb ocds

S. Teresa Benedetta della Croce, la carmelitana crocifissa per l'Amore

O Signore, dammi tutto ciò che mi conduce a te.
O Signore, prendi tutto ciò che mi distoglie da te.
O Signore, strappa anche me da me e dammi tutto a te.

Santa Teresa Benedetta della Croce (Edith Stein)

 Oggi il Carmelo e la Chiesa universale ricordano S. Teresa Benedetta della Croce, carmelitana scalza.  La sua è la storia di un bellissimo cammino spirituale dalla fede ebraica alla fede in Cristo, complice il libro della Vita di Teresa d'Avila in cui Edith Stein, giovane filosofa husserliana, trova la Verità cercata per tutta la vita. Entrata nel 1933 nel Carmelo di Colonia, vive con grande umiltà la nuova vita, nella clausura. Il nazismo imperversa e ormai prende di mira tutti gli ebrei e, dopo la protesta dei vescovi olandesi, anche quelli convertiti al cattolicesimo. Così Teresa Benedetta della Croce, trasferitasi per volontà della Priora nel Carmelo di Echt, è arrestata dalle SS il 2 agosto 1942. Inizia un lungo viaggio verso la morte. Partita con un convoglio dal campo rifugiati di Westerbork,  Sr. Teresa Benedetta della Croce (Edith Stein), con altri ebrei deportati dall'Olanda tra cui la sorella Rosa Stein, arriva ad Auschwitz ed fu probabilmente tra le prime persone ad essere condotte nella camera a gas e poi bruciata nel forno crematorio.

I sopravvissuti allo sterminio, che furono compagni di viaggio o passarono in quei giorni nei campi di Amersfoort (prima tappa) e Westerbork, testimoniarono la serenità e la forza che irradiava Teresa Benedetta "Tutte le persone che l'avvicinavano la consideravano un angelo e cercavano di parlare con lei per ricevere un incoraggiamento alla loro fede e trovare forza nel suo esempio". E ancora: "si distingueva dalle altre religiose del campo per il suo silenzio...non pensava alla propria sofferenza, perché era troppo calma, ma a quella degli altri". 

Solo nel 1947 le carmelitane scalze del monastero olandese di Echt si rassegnarono all'idea che suor Teresa Benedetta non sarebbe più tornata, perché vittima della crudeltà nazista. Avevano atteso invano la notizia del suo ritrovamento. Alla fine scrissero una comunicazione per tutto l'Ordine: "Non la cerchiamo più sulla terra, ma presso Dio che ha gradito il suo sacrificio e ne ha accordato il frutto al popolo per il quale ella pregò, soffrì e morì". La comunicazione ufficiale della morte di Edith Stein giunta al monastero di Echt fu lapidaria: N. 44074, Edith Theresia Hedwig Stein nata il 12 ottobre 1891 a Breslavia, residente in Echt, deceduta il 9 agosto 1942.

Che cosa ci insegna Edith Stein? Ecco un piccolo contributo per scoprirlo scarica qui

1 gennaio. Maria, S. Madre di Dio

Oggi celebriamo Maria, Madre di Dio.

Lo facciamo con uno breve scritto di Edith Stein, filosofa divenuta carmelitana scalza con il nome di Teresa Benedetta della Croce.

«Non importa se una donna vive da madre in casa sua, se occupa incarichi nella vita pubblica, o se si nasconde dietro le mura di un chiostro, deve essere in ogni luogo serva del Signore, come la Madre di Dio le ha dato l'esempio. Fanciulla nel sacro recinto del Tempio, poi durante la sua vita nascosta a Betlemme e Nazaret, infine alla testa degli Apostoli e delle prime comunità cristiane dopo la morte del Figlio, se ogni donna fosse una replica della Madre di Dio , ogni donna una sponsa Christi, ogni donna un'apostola del cuore divino, allora ciascuna realizzerebbe la sua vocazione di donna, la vocazione di donna, qualunque siano le sue condizioni di vita, e qualunque sia la sua attività esteriore».

in "Edith Stein, la donna, corsi e conferenze", 


Ricordando Edith Stein

Il 2 agosto del 1942 nel Carmelo di Echt dov'era rifugiata Suor Teresa Benedetta della Croce (Edith Stein),  dopo aver lasciato il monastero di Colonia, fa irruzione la Gestapo.
Suor Teresa Benedetta è nella cappella, assieme alla altre monache carmelitane. Gli agenti le intimano di presentarsi in parlatorio entro 5 minuti e poi di seguirli, assieme a sua sorella Rosa. Inutili i tentativi della Priora di evitare l'arresto. Uscendo, Suor Teresa Benedetta  prende per mano la sorella e le dice: " Vieni, andiamo per il nostro popolo ".
Assieme a molti altri ebrei convertiti al cristianesimo le due donne sono condotte prima  al campo di raccolta di Westerbork e poi ad Auschwitz. La denuncia  dei vescovi cattolici dei Paesi Bassi contro i pogrom e le deportazioni degli ebrei aveva ottenuto un effetto boomerang.

14 settembre: Festa dell'Esaltazione della Croce



Se il mondo è in fiamme
guarda Chi c’è sulla Croce

 " Come vorrei che per un momento tutti gli uomini e le donne di buona volontà guardassero alla Croce! Lì si può leggere la risposta di Dio: lì, alla violenza non si è risposto con violenza, alla morte non si è risposto con il linguaggio della morte. Nel silenzio della Croce tace il fragore delle armi e parla il linguaggio della riconciliazione, del perdono, del dialogo, della pace."       (Papa Francesco alla veglia del 7 settembre) 

Con il celebre testo di Edith Stein, che sembra rispondere all’invito del Papa  ricordiamo la giornata che nel Carmelo segna l’inizio di un nuovo anno, con  l’inizio, secondo la Regola dei soli religiosi, del digiuno
 

Ti salutiamo, Croce santa, nostra unica speranzaCosì la Chiesa ci fa dire nel tempo di passione dedicato alla contemplazione delle amare sofferenze di Nostro Signore Gesù Cristo.
Il mondo è in fiamme: la lotta tra Cristo e anticristo si è accanita apertamente, perciò se ti decidi per Cristo può esserti chiesto anche il sacrificio della vita. 
Contempla il Signore che pende davanti a te sul legno, perché è stato obbediente fino alla morte di Croce. Egli venne nel mondo non per fare la sua volontà, ma quella del Padre.
Se vuoi essere la sposa del Crocifisso devi rinunciare totalmente alla tua volontà e non avere altra aspirazione che quella di adempiere la volontà di Dio.  Di fronte a te il Redentore pende dalla Croce spogliato e nudo, perché ha scelto la povertà. Chi vuole seguirlo deve rinunciare ad ogni possesso terreno.
 Stai davanti al Signore che pende dalla Croce con il cuore squarciato: Egli ha versato il sangue del suo Cuore per guadagnare il tuo cuore.  Per poterlo seguire in santa castità, il tuo cuore dev'essere libero da ogni aspirazione terrena; Gesù Crocifisso dev'essere l'oggetto di ogni tua brama, di ogni tuo desiderio, di ogni tuo pensiero.
Il mondo è in fiamme:   l'incendio potrebbe appiccarsi anche alla nostra casa, ma al di sopra di tutte le fiamme si erge la Croce che non può essere bruciata. La Croce è la via che dalla terra conduce al cielo. Chi l'abbraccia con fede, amore. speranza viene portato in alto, fino al seno della Trinità.  Il mondo è in fiamme: desideri spegnerle?
 Contempla la Croce: dal Cuore aperto sgorga il sangue del Redentore, sangue capace di spegnere anche le fiamme dell'inferno.  Attraverso la fedele osservanza dei voti rendi il tuo cuore libero   e aperto; allora si potranno riversare in esso i flutti dell'amore divino, sì da farlo traboccare e renderlo fecondo fino ai confini della terra. Attraverso la potenza della Croce puoi essere presente su tutti i luoghi del dolore, dovunque     ti porta la tua compassionevole carità, quella carità che attingi dal Cuore divino e che ti rende capace di spargere ovunque il suo preziosissimo sangue per lenire, salvare, redimere.
Gli occhi del Crocifisso ti fissano interrogandoti, interpellandoti. 
Vuoi stringere di nuovo con ogni serietà l'alleanza con Lui? 
Quale sarà la tua risposta? 
"Signore, dove andare? Tu solo hai parole di vita".  Ave Crux, spes unica!

 S. Teresa Benedetta della Croce



Il valore dell'incontro con Dio

Concediti in chiesa tanto tempo quanto ti è necessario per trovare serenità e pace. Non servirà soltanto a te, ma anche al tuo lavoro e a tutti coloro con i quali hai a che fare
S. Teresa Benedetta della Croce - Edith Stein

La Trasverberazione raccontata da Edith Stein

Il 26 agosto l'Ordine celebra la memoria della trasverberazione del cuore di Teresa d'Avila. Il racconto dell'evento, già messo on line lo scorso anno (vedi qui) fatto dalla stessa Teresa di Gesù, vogliaso questa volta affidarlo alle parole di un'altra figlia di Teresa, Teresa Benedetta della Croce che fece riferimento all'esperienza mistica vissuta dalla fondatrice del Carmelo Scalzo, nel libro "Scienza Crucis", dedicato a San Giovanni della Croce.
Scrive Teresa Benedetta:
Il nostro Santo riferisce qui una descrizione particolareggiata del come l'anima possa venir trafitta da un serafino con un dardo o con una freccia infuocata. E' difficile ch'egli non si riferisca ad un fatto ben preciso, ossia alla trasverberazione della nostra S. Madre Teresa.

Amare come Cristo

 
L' amore di Cristo non conosce confini, no viene mai meno, non si ritrae di fronte all'abiezione morale e fisica. Cristo è venuto per i peccatori e non per i giusti. E se il suo amore vive in  noi, allora agiamo come lui, andiamo dietro alla pecorella smarrita
 
S. Teresa Benedetta della Croce

Il colloquio dell'anima con Dio

La preghiera è il colloquio dell'anima con Dio.

Dio è amore e l'amore è bene che dona se stesso; una pienezza di essere che non rimane chiusa in se stessa ma si comunica agli altri, che vuole donare e rendere felici gli altri.


L'intera creazione esiste grazie a questo amore di Dio che si dona gratuitamente.
Gli esseri supremi di tutta la creazione sono quelli dotati di spirito c h e  a c c o l g o n o coscientemente l'amore di Dio e possono l i b e r a m e n t e corrispondergli: 
gli angeli e le anime umane.
La preghiera è l'attività più alta di cui lo spirito umano è capace. 
Ma non è solo una capacità umana. 
La preghiera è una scala di Giacobbe sulla quale lo spirito
dell'uomo sale verso Dio e la grazia di Dio scende verso l'uomo
(S. Teresa Benedetta della Croce)