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Prosegue il cammino formativo con le schede su S. Teresina


 E' stata pubblicata la settima scheda del percorso che stiamo facendo su S. Teresina. Analizza la lettera che S. Teresa di Gesù Bambino indirizza il 18 luglio 1897 a don Maurizio Bellière sacerdote ventitreenne che durante la sua vita “attraversò molte tempeste” e che le fu affidato dalla Priora. 

Sulle onde della fiducia e dell'amore

"L’anno che seguì la mia professione, cioè due mesi prima della morte di madre Genoveffa, ricevetti grandi grazie durante il ritiro. Di solito i ritiri predicati mi sono ancora più dolorosi di quelli che faccio da sola, ma quell’anno accadde diversamente. Avevo fatto una novena preparatoria con grande fervore, nonostante il sentimento intimo che avevo, perché mi sembrava che il predicatore non avrebbe potuto capirmi, essendo adatto soprattutto a far del bene ai grandi peccatori ma non alle anime religiose. Il Buon Dio volendo dimostrarmi che era Lui solo il direttore della mia anima si servì proprio di quel Padre che fu apprezzato soltanto da me".


Comincia così la scheda n. 6 preparata dall'Ordine per la condivisione della lettura di "Storia di un'Anima". Il titolo è "Sulle onde della fiducia e dell’amore (Ms A, 80r-81v)" e si basa sui testi che troviamo a conclusione del Manoscritto A. Teresa di Gesù Bambino analizza, nelle riflessioni che fanno seguito al ritiro spirituale, il proprio rapporto con Dio, che vissuto semplicemente, come insegna il Carmelo, la porta a riflettere sulla conoscenza che ha di sé stessa e di Lui. Teresa stabilisce qui un nesso tra l’azione misericordiosa di Dio e l’esaudimento dei suoi desideri inespressi, soprattutto spirituali, e giunge ad affermare: "Lui solo può colmare i miei immensi desideri". Vediamo insieme come queste sue riflessioni possano insegnarci un metodo per comprendere e migliorare il nostro cammino di fede in questo splendido giardino pieno di silenzio e di Dio che è il Carmelo. Ecco la scheda da scaricare.

Abbandonarsi a Dio come S. Teresina

 Una piccola barchetta di legno, al cui interno C'è un Gesù Bambino che riposa. Sulla vela, in francese, la scritta "Je dors mais mon coeur veille", Io dormo ma il mio cuore veglia, Quello che più colpisce è la scritta sul bordo della barca "Abandonné", Abbandonata. Non è l'abbandono che sembra una privazione.  E' un lasciarsi cullare da Dio, al sicuro fra le sue braccia, sulla sua barca.  Teresa di Lisieux  aveva nella sua casa questo "gioiello" di legno che racchiude tutta la sua spiritualità in nuce.

L'immagine ci è stata mostrata da don Marcello, che fa parte della nostra fraternità e che sabato 13 maggio ci ha  portati idealmente a Lisieux condividendo alcuni ricordi e, soprattutto, offrendo la sua catechesi su S. Teresa di Gesù Bambino e la sua piccola via.

"Teresina è una miniera anche se ha vissuto poco" - ha detto don Marcello sottolineando la grandezza spirituale del suo messaggio, per cui la Chiesa l'ha nominata "dottore della Chiesa", perché offre un notevole contributo alla comprensione della Parola di Dio. Perché è proprio dalla Scrittura Sacra che parte la spiritualità di questa giovanissima carmelitana scalza. "Come ci è arrivata? Sicuramente meditava la Parola di Dio, anche se non esistevano le edizioni della Bibbia come abbiamo ora. Nel suo diario ci sono, però, circa un migliaio di citazioni della Sacra Scrittura. Lei copiava versetti che le interessavano".

Il grande desiderio di santità che aveva la giovane Teresa non si fa scoraggiare dalla consapevolezza. Don Marcello ci ha letto il paragrafo 271 del Manoscritto C di Storia di un'anima.

271 - Lei lo sa, Madre, ho sempre desiderato essere una santa, ma ahimè, ho sempre accertato, quando mi sono paragonata ai santi, che tra essi e me c'è la stessa differenza che tra una montagna la cui vetta si perde nei cieli, e il granello di sabbia oscura calpestata sotto i piedi dei passanti. Invece di scoraggiarmi, mi sono detta: il buon Dio non può ispirare desideri inattuabili, perciò posso, nonostante la mia piccolezza, aspirare alla santità; diventare più grande mi è impossibile, debbo sopportarmi tale quale sono con tutte le mie imperfezioni, nondimeno voglio cercare il mezzo di andare in Cielo per una via ben diritta, molto breve, una piccola via tutta nuova. Siamo in un secolo d'invenzioni, non vale più la pena di salire gli scalini, nelle case dei ricchi un ascensore li sostituisce vantaggiosamente. Vorrei anch'io trovare un ascensore per innalzarmi fino a Gesù, perché sono troppo piccola per salire la dura scala della perfezione. Allora ho cercato nei libri santi l'indicazione dell'ascensore, oggetto del mio desiderio, e ho letto queste parole pronunciate dalla Sapienza eterna: «Se qualcuno è piccolissimo, venga a me». Allora sono venuta, pensando di aver trovato quello che cercavo, e per sapere, o mio Dio, quello che voi fareste al piccolissimo che rispondesse al vostro appello, ho continuato le mie ricerche, ed ecco ciò che ho trovato: «Come una madre carezza il suo bimbo, così vi consolerò, vi porterò sul mio cuore, e vi terrò sulle mie ginocchia!». Ah, mai parole più tenere, più armoniose hanno allietato l'anima mia, l'ascensore che deve innalzarmi fino al Cielo sono le vostre braccia, Gesù! Per questo non ho bisogno di crescere, al contrario bisogna che resti piccola, che lo divenga sempre più.


Non si tratta di infantilismo - ha spiegato don Marcello - perché nel suo Manoscritto A racconta proprio il suo passaggio da una vita di capricci e lacrime a una padronanza delle sue collere da offrire a Gesù.

La sua piccola via è un abbandono fiducioso fra le mani del Padre. La fiducia è l'atteggiamento più gradito a Dio, anche nel peccato non muterebbe la sua fiducia, come esprime in una nota poesia: 

"Se io avessi commesso tutti i crimini possibili
conserverei sempre la stessa fiducia,
perché so bene che quella legione di offese
non è che una goccia d’acqua in un braciere ardente".

Bisogna essere ancorati alla Parola di Dio; fare atti di fede; pregare (conoscendo Gesù nella preghiera lo conosciamo e impariamo ad affidarci a Lui). 


Per approfondire la figura di S. Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo, in questo anno giubilare in cui abbiamo celebrato ù il 150° anniversario della sua nascita (2 gennaio 1873), nonché il primo centenario della sua beatificazione (29 aprile 1923) e ci stiamo preparando a celebrare, nel 2025, il primo centenario della sua canonizzazione (17 maggio 1925) siamo aiutati sia dalle proposte della Curia Generalizia e dell'Ocds d'Italia, sia da altro materiale che riportiamo qui di seguito.

Anche il convegno nazionale sarà incentrato su santa Teresina (leggi qui)


Anniversari teresiani: in cammino con s. Teresa di Gesù Bambino 

Festa di Santa Teresa di Gesù Bambino

Ricordiamo oggi la Festa di Santa Teresa di Gesù Bambino

Siamo nel periodo di ripresa degli incontri del nuovo anno formativo. I Superiori dell'Ordine stanno preparando delle schede su S. Teresa di Gesù Bambino che ci accompagneranno per due anni. Proseguono, intanto, sul blo g dell'Ocds d'Italia studio di questa Santa con le schede mensili di Padre Faustino .

E ricordiamo i prossimi anniversari legati a S. Teresina : 

150 anni dalla nascita (3 gennaio 1873, Alençon)
100 anni dalla beatificazione (29 aprile 1923)
100 anni dalla canonizzazione (17 maggio 1925)

Per pregare oggi secondo la Liturgia propria, clicca qui

E che cosa c'insegna s. Teresa di Gesù Bambino sul perdono?

che cosa c'insegna s. Teresa di Gesù Bambino sul perdono? Leggiamo la sua poesia divenuta anche un famoso canto che s'intona nei nostri monasteri:



Se avessi mai commesso il peggiore dei crimini,
per sempre manterrei la stessa fiducia,
poiché io so che questa moltitudine di offese
non è che goccia d'acqua in un braciere ardente.

Oh, se potessi avere un cuore ardente d'amore
che resti il mio sostegno, non m'abbandoni mai,
che ami tutto in me, persino la mia debolezza,
e non mi lasci mai, né il giorno né la notte.

Non ho trovato mai creatura capace
d'amarmi a tal punto e senza mai morire,
di un Dio ho bisogno, che assunta la mia natura
si faccia mio fratello, capace di soffrire.

Io so fin troppo bene che le nostre giustizie
non hanno ai Tuoi occhi il minimo valore,
ed io, per dare un prezzo ad ogni mio sacrificio,
gettare lo vorrei, nel Tuo divino cuore.

No, Tu non hai trovato creatura senza macchia,
dettasti la Tua legge, tra i fulmini del cielo,
e nel Tuo sacro cuore, Gesù mi nascondo,
non tremo perché sei la sola mia virtù.

S. Teresa di Gesù Bambino
(1873-1886)

Per noi la sua piccola via

Nel giorno in cui ricordiamo S. Teresa di Gesù Bambino ecco la sua piccola eredità:

« Ho cercato solo la verità » 
e la sua ricerca, nell'arco dei suoi 24 anni di vita, ha portato Teresa Martin, la carmelitana scalza di Lisieux, all'esigenza di un ritorno al Vangelo nella sua purezza radicale. « Se non ritornerete come bambini, non entrerete nel Regno dei Cieli. » (Mt 18,3).
« Rendermi migliore di ciò che sono, mi è impossibile »
e questa consapevolezza, anziché avvilirla l'ha condotta a percorrere la piccola via, la sua piccola dottrina (Manoscritto C, 2) che la Chiesa ha riconosciuto così fondamentale, da iscrivere anche la piccola Teresa di Gesù Bambino nel registro dei Dottori della Chiesa, come la sua madre nella fede, Teresa d'Avila.
In tutte le situazioni e in tutte le azioni della sua vita, Teresa di Gesù Bambino si affida come un bambino nelle braccia del Padre, perché crede che se Dio le domanda qualcosa ed ella è consapevole di esserne incapace, Dio lo farà in lei: « Gesù si compiace di mostrarmi l’unico cammino che conduce a questa Divina fornace, questo cammino è l’abbandono del bambino che si addormenta senza timore nella braccia del Padre. » (Manoscritto B, 1 v).

Per recitare le Lodi clicca qui
Per recitale i Vespri clicca qui

Ricordiamo Madre Teresa di Calcutta

Oggi rendiamo omaggio a un'altra Teresa, con un pensiero che è stato scelto dalle carmelitane di Quart, e riflettiamo su come la sua vita  insegni molte cose a noi laici. Madre Teresa, che come la nostra Teresa di Lisieux conobbe anche il dolore per il silenzio di Dio nella sua vita, ha imparato dalla nostra Teresina la piccola via e la filosofia del "non ho che oggi" per amare Dio e il prossimo:
Alcune persone vennero a trovarmi a Calcutta e, prima di partire, mi pregarono: «Ci dica qualcosa che ci aiuti a vivere meglio» E io dissi loro: «Sorridete gli uni gli altri; sorridete a vostra moglie, a vostro marito, ai vostri figli, sorridetevi a vicenda; poco importa chi sia quello a cui sorridete; e questo vi aiuterà a crescere nell’amore reciproco.» Allora uno di quelli mi domandò: «Lei è sposata?» «Sì – risposi – e qualche volta trovo difficile sorridere a Lui!» Ed è vero. Anche Gesù può essere molto esigente, ed è proprio quando è così esigente che è molto bello rispondergli con un gran sorriso.
Madre Teresa di Calcutta


Maria, sorella da amare e da imitare

Nella relazione su "Spiritualità, preghiera e devozione mariana in Santa Teresa di Gesù" (in Per una mariologia Carmeltiana, pp.147-166) p. Luigi Gaetani OCD, si suggerisce di guardare a Maria di Nazaret e, al tempo stesso, all'immagine della donna:
A che cosa servirebbe, infatti, una riflessione mariologica se Maria di Nazaret non fosse, particolarmente in mezzo alle donee, donna del "sì" e del gaudio, dell'ora di Cana e della Croce, del Cenacolo e dellAttesa. A che cosa servirebbe un modello incapace di divenire segno del Regno, se non fosse in grado di sostenere la speranza di quel mondo in filigrana che è il mondo femminile, dove emergono donne sfruttate, umiliate, oppresse, soppresse e donne serene, responsabili, amorevoli....".
Questa introduzione di p. Gaetani mi fa tornare in mente che cosa scrisse di Maria S. Teresa di Gesù Bambino:
"perché una predica sulla santa Vergine mi piaccia e mi faccia del bene, bisogna che io veda la sua vita reale, non la sua vita supposta; e io sono sicura che la sua vita reale doveva essere semplicissima. Ce la mostra no inabbordabile, bisognerebbe mostrarla imitabile, far risaltare le sue virtù, dire che ella viveva di fede come noi.