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Una settimana per meditare con Tito Brandsma

Riprendiamo con una riflessione che ci accompagnerà per i prossimi giorni. 
Il testo che ci aiuta a proporre questa riflessione è del carmelitano di antica osservanza p. Kevin Alban. Egli ci parla della devozione mariana nel XX secolo, partendo da due figure carmelitane: Tito Brandsma e Edith Stein.
Per la settimana in corso, vorremmo riflettere insieme, seriamente, del nostro rapporto con il S: Rosario.
Partiamo da un brano del b. Tito Brandsma: 
"Lo scapolare e il Rosario dovrebbero essere stimati da noi; dovremmo anche riconoscerlo come preghiera-libri che c'insegnano come dobbiamo e possiamo parlare con nostra madre".
A questo proposito perché non rileggere:

1) la ROSARIUM VIRGINIS MARIAE di San Giovanni Paolo II

Teresa e Maria

Impariamo dalla nostra santa madre Teresa ad affidarci a Maria.  Ce lo ricorda p. Aniano Alvarez, ocd: "Teresa si raccomanda alla bontà di Maria come si raccomanda alla misericordia di Dio: Mi valga al misericordia di Dio nella quale ho sempre confidato, per i meriti del suo santissimo Figliuolo e della Vergine Signora nostra, di cui per bontà di Dio porto l'abito"

La Vergine e la Scrittura

Come ricorda p. Roberto Toni, o.carm, la Vergine purissima è sorella dei carmelitani. Il passaggio dall'immagine della purezza a quella della sorella si trova dai primi scrittori di spiritualità carmelitana. E' una confidenza che matura con tempo e che passa anche attraverso il titolo di "Avvocata". 
Le origini del culto maria nel nostro Carmelo sono legate alle Scritture e ai luogi santi. Ecco perché Maria è anche la donna che ci porge la Bibbia e c'invita a leggerla. 
Giovanni de Cheminot - cita p. Roberto Toni - scrisse che i frati al tempo in cui la Chiesa di spandeva per tutta la Giudea e la Samaria, dopo l'Ascensione del Signore, nel medesimo monte, presso una fonte dove abitò Elia, eressere per primi un oratorio in onore della beata Vergine Maria.

Vergine nel mondo

Sul filo del nostro discorso, a proposito di Umiltà, non potevamo non attingere a quelle pagine degli atti del convegno mariologico che ce ne parlano facendo riferimento a Mariam di Gesù Crocifisso, che fra tre giorni sarà canonizzata dal Papa.
Scrive p. Luigi Borriello:
"La spiritualità di Mariam tutta, o quasi tutta, incentrata sull'umiltà non poteva non trovare in MAria, la Madre del Signore, il modello più insigne: "Tu Maria, eri vergine nel mondo. Chi avrebbe mai pensatp che saresti divenuta la madre di Dio? E lo divenisti a motivo della tua umiltà".

Umile sui passi di Maria - 2

L'umiltà della Vergine, come ci è stato sottolineato e come abbiamo riportato ieri è la virtù che racchiude tutta la grandezza di Maria, del resto nel Magnificat è lei stessa a cantare:
"Il Signore ha guardato l'umiltà della sua serva"
Una delle cose più difficili in ogni cammino di fede è entrare nelle strade di Dio, nei suoi progetti su di noi. Ci spaventiamo. Vorremmo cambiare strada, rintanarci, scegliere la via più facile. A volte ci proviamo, ma dentro di noi cresce l'inquietudine, l'insoddisfazione...
Proviamo a guardare la mano di Maria che si tende verso di noi. Stavolta non ci porge il Rosario; non ci dona lo Scapolare. Aspetta che mettiamo la nostra mano nella Sua, per rialzarci e ricominciare a scoprire con Lei i doni di Dio nella nostra vita e a camminare umilmente, accettando tutte le nostre imperfezioni. Ce lo dice Maria è l?onnipotente che ha fatto in lei grandi cose. Scopriamo che cosa ha riservato per noi. Proviamoci.

Umile sui passi di Maria - 1

Scrive p. Andra l'Afflitto ( "Analisi dei titoli mariani nel pensiero di S. Teresa d'Avila" in op. cit.):
"L'atteggiamento che permette a Maria di essere la Madre è l'umiltà". Come sappiamo la nostra Santa Madre considera questo dono di Dio uno dei principali e dei prima da accogliere nella propria vita: dall'umiltà ha origine tutto il resto, anche la capacità di pregare. Lo ricordavi? Rileggi allora il Cammino di perfezione.
Scriveva:
 "Non pensate, sorelle e amiche mie, che siano molte le cose che vi raccomanderò. Piaccia, infatti, al Signore che osserviamo quelle che i nostri santi Padri hanno ordinato e adempiuto, giacché percorrendo questa strada hanno meritato il nome di santi. Sarebbe un errore cercarne una diversa per nostra iniziativa o istruiti da altri. Mi limiterò a parlarvi solo di tre cose inerenti alle stesse Costituzioni, essendo molto importante intendere l’obbligo rigoroso di osservarle per avere la pace interna ed esterna, che il Signore ci ha tanto raccomandato: la prima è l’amore reciproco, la seconda, il distacco da tutte le creature, la terza, la vera umiltà che, sebbene sia da me nominata per ultima, è la virtù principale e le abbraccia tutte".

Totus tuus

Il motto che S.Giovanni Paolo II coniò per sè e per il proprio rapporto con Maria, "Totus tuus",
potrebbe essere adottato da ogni carmelitano, poiché come spiega p. Giovanni Grosso, o. carm ("La presenza di Maria nelle origini dell'Ordine") il Carmelo è tutto mariano Ma come nasce questa devozione?
"La devozione mariana così essenziale per il Carmelo nasce direttamente dalla contemplazione del mistero di Cristo e dall'impegno di vivere nella Chiesa  costituendo un importante elemento di forma e di rinnovamento", ci spiega.
Guardo a me stesso come a una persona alla quale Dio ha affidato un compito di testimonianza e rinnovamento nella Chiesa'

Attenta e pronta a rispondere a Dio

Come sottolinea p. Adrian Attard, ocd ("Devozione e riflessione mariale nel secolo XXI Carmelitani Scalzi" in op. cit.) Teresa Benedetta della Croce, al secolo Edith Stein ebbe con la Madre di Dio un rapporto "influenzato dalla sensibilità ebraica, dalle sue profonde riflessioni di antropologia e femminismo, e dalla spiritualità carmelitana. nel ibro sulla donna Edith Stein riconosce nel fiat di Maria tutto il suo essere profondo che è prontezza assoluta al servizio del Signore, escludente ogni altro legame."
Che cosa insegna alla nostra vita questa prontezza?

Maria c'insegna a scoprire il nostro cammino di figli

"Tra le virtù caratteristiche della Vergine Maria che segneranno la via del Carmelo Teresiano possono senza dubbio annoverarsi l'orazione e la contemplazione. Esse si trovano in Maria quando medita la Scrittura, quando conserva la memoria delle meraglie di Dio compiute nella sua storia personale"
(L. Borriello "Maria nella riflessione dei santi e dei teologi Carmelitani Scalzi", in op. cit.)

Impariamo a fare memoria della nostra storia di figli di Dio.

Compagna dei Carmelitani

Vorrei invitarvi a meditare il ruolo che Maria svolge per noi carmelitani, riportando un breve brano della relazione di p. Luigi Borriello, sempre tratta dal testo "Per una mariologia carmelitana":
La consacrazione religiosa e la vita vissuta nel Carmelo hanno come meta, secondo lo spirito dell'Ordine, la perfezione della carità, dell'amore di Dio e del prossimo. La tensione alla santità che caratterizza la vita del Carmelitano ha nella Vergine  Maria non solo il modello più alto, ma anche la compagnia più efficace"
 Sarà la Vergine, questo essere luminoso e puro della purezza di Dio, che mi prenderà per mano e m'introdurrà in cielo -  diceva la b. Elisabetta della Trinità.

La donna che canta il Magnificat





L'ANIMA MIA MAGNIFICA IL SIGNORE!


"La figura della Vergine - ci spiega p. Andrea l'Affitto ocd, nel suo intervento al Convegno di mariologia carmelitana - è legata al testo del Magnificat, cantico che secondo la testimonianza di Sr. Maria di San Giuseppe Teresa frequentemente ripeteva sottovoce in castigliano, con fervore e devozione".

Teresa fa anche esperienza di questo canto di Lode, di gioia, di riconoscenza che traduce nell'opera "Esclamazione dell'anima a Dio".

Come ho manifestato la mia riconoscenza al Signore? Come posso oggi ringraziare, con gioia?

Maria, sorella da amare e da imitare

Nella relazione su "Spiritualità, preghiera e devozione mariana in Santa Teresa di Gesù" (in Per una mariologia Carmeltiana, pp.147-166) p. Luigi Gaetani OCD, si suggerisce di guardare a Maria di Nazaret e, al tempo stesso, all'immagine della donna:
A che cosa servirebbe, infatti, una riflessione mariologica se Maria di Nazaret non fosse, particolarmente in mezzo alle donee, donna del "sì" e del gaudio, dell'ora di Cana e della Croce, del Cenacolo e dellAttesa. A che cosa servirebbe un modello incapace di divenire segno del Regno, se non fosse in grado di sostenere la speranza di quel mondo in filigrana che è il mondo femminile, dove emergono donne sfruttate, umiliate, oppresse, soppresse e donne serene, responsabili, amorevoli....".
Questa introduzione di p. Gaetani mi fa tornare in mente che cosa scrisse di Maria S. Teresa di Gesù Bambino:
"perché una predica sulla santa Vergine mi piaccia e mi faccia del bene, bisogna che io veda la sua vita reale, non la sua vita supposta; e io sono sicura che la sua vita reale doveva essere semplicissima. Ce la mostra no inabbordabile, bisognerebbe mostrarla imitabile, far risaltare le sue virtù, dire che ella viveva di fede come noi.


Esemplare credente, discepola e maestra per i Carmelitani

Tra i partecipanti al I Convegno di mariologia carmelitana, p. Aniano Alvarez. Nella sua relazione egli ripercorre la vita di Teresa d'Avila all'insegna della Vergine Maria. 

 Proprio a proposito dell'ingresso di Dio nella vita di Maria e della reazione della Vergine, cita i Pensieri dell'Amor di Dio di S. Teresa:
Oh, segreti di Dio! Qui non v’è altro da fare che piegare la testa e pensare che il nostro intelletto non è minimamente all’altezza di penetrare le grandezze divine. Ora viene a proposito ricordarci come si comportò la Vergine nostra Signora, la quale, pur così piena di senno, domandò all’angelo: Come avverrà questo? Egli, rispondendole: Lo Spirito santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo, troncò ogni argomentazione. Maria, nella sua grande fede e saggezza, capì subito che, di fronte a questi due interventi, non c’era altro da chiedere né alcun motivo di dubbio. Non si comportano così certi teologi (che non sono guidati dal Signore per questa via dell’orazione né hanno idea di cose spirituali) i quali vogliono sottomettere queste cose al loro giudizio e interpretarle secondo le loro vedute fino quasi a far credere di voler abbracciare tutte le grandezze di Dio con la loro scienza. Se imparassero qualcosa dall’umiltà della santissima Vergine! (6,7)

 Umiltà significa accettare ( e non sottrarsi schernendosi) la volontà di Dio, senza pensare di essere meritevole dei suoi doni.
L'ingresso di Dio nella tua vita lo hai soffocato con mille occupazioni diverse, con mille scuse o ti sei lasciato guidare, come Maria?


















La fedele "serva" del Signore

Altra definizione di Maria: la fedele serva del Signore.
 Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.  

"Maria accogliendo Dio al momento dell'Annunciazione, mostra che la natura umana può essere completamente trasfigurata da Dio. Ella è l'immagine dell'anima fecondata dallo Spirito che genera il Signore".

Lasciati coprire dall'ombra di Dio, e scopri nel silenzio, che cosa ha riservato per te.


L'adolescente di Nazaret

Scorrendo le relazioni del I Convegno mariano, colpisce l'elenco presentato da Salvatore Maria Perrella, osm, delle icone contemporanee di Maria. Vediamone insieme alcune, giorno per giorno. Partiamo dal primo momento in cui il Vangelo ce la presenta.

Dio non è entrato nel mondo con la forza: ha voluto «proporsi» e per farlo si è rivelato in un piccolo paese, Nazaret, ad una ragazza appena adolescente, Maria:

In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».

Dio stupisce per le sue scelte. Però Dio conosce ogni creatura. Da sempre ha pensato a Maria per il Suo ingresso nel mondo. Alla giovane adolescente, che rischia la lapidazione perchè incinta non del suo promesso sposo, l'Angelo dice di non temere, dice che è piena della grazie del Signore, e che quel Signore è con lei, non l'abbandona.

Dio ha colto di sorpresa anche te! Ti ha scelto. Ripensa a quel momento. Senti anche tu le parole dell'Angelo: NON TEMERE. 
E ascoltalo come la giovane Maria

Guidati dalla mano di Maria


IMITATE MARIA E CONSIDERATE QUALE DEBBA ESSERE LA GRANDEZZA DI QUESTA SIGNORA E IL BENEFICIO DI AVERLA COME PATRONA 
(S. Teresa di Gesù,  III M, 1,3)



 Un testo: "Per una mariologia carmelitana", atti del I convegno di Mariologia Carmelitana-anno 2013.  Un'occasione: il mese mariano. Una ragione: il nostro è un Ordine che nasce in Terra Santa, sul Monte Carmelo, per onorare la Vergine. Una finalità: Maria è la prima secolare ad aver seguito Gesù. Da lei possiamo imparare a dire sì, a stupirci delle "grandi cose" che il Signore fa in noi, a mettere in pratica i talenti che Dio ci ha donato, a metterli al servizio degli altri... Lasciamoci guidare e conosciamola meglio attraverso gli studi su di lei.

La presentazione degli atti, fatta da P. Edmondo Caruana dei Carmelitani di Antica Osservanza (O. Carm.), officiale della Libreria Editrice Vaticana, centra l'attenzione sulla origine mariana del Carmelo e la testimonianza datane sia dai santi carmelitani, sia da studiosi dell'Ordine e no, fino a sottolineare che  la vita carmelitana deve essere in dialogo costante con il presento e con il passato. Le ricchezze della nostra tradizione devono essere preservate, ma in modo tale da essere rilevanti e significative per il presente.
 E' lo spirito con cui, aiutati dalla Parola di Dio, di cui Maria si è nutrita trascorreremo insieme questo mese a Lei dedicato.
Abbiamo cominciato con una frase di Teresa di Gesù, aggiungiamo, per concludere, l'incitazione di p. Tito Brandsma, carmelitano scalzo ucciso dai nazisti: "DOBBIAMO PERMETTERE CHE MARIA VIVA IN NOI ".