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Come seguire Colui che dimora nel cuore

Meditiamo il Vangelo di oggi con... Sant'Ambrogio, vescovo di Milano e dottore della Chiesa

Dal Vangelo secondo Matteo.
In quel tempo, Gesù vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì.  Mentre sedeva a tavola nella casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e se ne stavano a tavola con Gesù e con i suoi discepoli. Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Come mai il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?».
Udito questo, disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate a imparare che cosa vuol dire: "Misericordia io voglio e non sacrifici". Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori».
Seguimi
[Dopo la guarigione del paralitico] ecco la misteriosa vocazione del pubblicano. Il Cristo gli da l'ordine di seguirlo, non con un passo materiale, bensì col cambiamento del cuore. E quest'uomo, che fino a quel momento aveva tratto avidamente il suo profitto dalle merci, che sfruttava duramente le fatiche e i pericoli dei marinai, lascia tutto per una parola che lo chiama.

L'attualità di Teresa

"Teresa ci direbbe oggi, anzi ce lo dice oggi: camminiamo insieme sui sentieri di questo Castello interiore, aiutandoci a vicenda nel cammino della perfezione cristiana. Forse sarà ancora più bella l'avventura e più suggestivo e facile il percorso se, insieme, percorriamo le dimore del Castello interiore, il cammino della santità cristiana per il quale abbiamo non solo una vocazione comune, ma anche una vocazione comunitaria, per giungere insieme alla comunione trinitaria".

p. Jesus Castellano, ocd

Chi ama Dio ama ogni sua creatura

«Non dovremmo dar per scontata la natura, come se non avesse nulla da dirci. Noi possiamo trovare una grande gioia nella natura, ma dobbiamo anche permettere al nostro intelletto, dopo averlo posto in ascolto, di parlarci a sua volta».

B. Tito Brandsma (carmelitano olandese,  ucciso nel campo di concentramento a Dachau) tenne nel 1936  una conferenza  in cui affermò che se ama Dio, l’uomo deve necessariamente amare anche ciò che Dio ama, anche la natura e le sue creature. L’amore verso gli animali rende più facili anche i rapporti con gli esseri umani.
Anche Teresa di Gesù nel Castello interiore scrive: «Sono persuasa che la più piccola delle creature di Dio rinchiuda in sè più meraviglie di quanti i nostri spiriti non riescano a concepire».


Di recente è stato pubblicato dalla casa  Graphe .it edizioni un  piccolo testo che ripropone l'argomento  che Brandsma tratto in quella conferenza fatto sei anni prima di morire a Dachau: "Per vivere senza crudeltà sugli animali".



Come scriveva Teresa di Gesù?


Un cassone di legno come scrivania, in un angolo della sua cella. Inginocchiata lì, con la sua penna d'oca a vergare velocemente il foglio, scrivendo senza punteggiatura, Teresa di Gesù, riformatrice del Carmelo, scrive l'opera sua più importante: Il Castello Interiore. 



Padre Aniano Alvarez, che all' illustrazione del Castello Interiore ha dedicato due giornate di studio nel Centro di Spiritualità di Maddaloni, ha raccontato che  una monaca aveva confidato di aver osservato la santa madre, mentre scriveva: Era come assorta e il suo viso era radioso, luminosissimo. Scriveva a grande velocità senza staccare la penna dal foglio. E lo fece per oltre un'ora. Con il volto sempre più luminoso. Quando terminò di scrivere si buttò in ginocchio con le braccia aperte a croce e pregò per tre ore, immobile. Dormì un'ora poi si unì alla comunità per la preghiera in coro.