05 gennaio 2023

Il Mistero di Natale secondo Edith Stein


Il nostro saluto a Madre Gabriella ocd

 La famiglia dei Carmelitani scalzi della Provincia Napoletana ha salutato Madre Gabriella della Natività, tornata al Cielo proprio nel periodo del Natale di Gesù. Il 4 gennaio il saluto nella chiesa del monastero dei Ponti Rossi.

Pubblichiamo l'articolo di Ketty Bianco presidente della comunità ocds dei Ponti Rossi:

Il 4 Gennaio 2023 alle ore 11,00 nel Monastero Dei Santi Teresa e Giuseppe ai Ponti Rossi si è svolto il rito alle esequie di Suor Maria Gabriella della Natività, consorella della beata M. Giuseppina di Gesù Crocifisso carmelitana scalza e autrice della sua biografia “Ciò che fa l’Amore”.

 In tanti dalle prime ore del mattino si sono recati al Monastero per pregare e dare l’ultimo saluto a madre Gabriella, e tanti sono stati i sacerdoti che recitando il rosario hanno concluso la preghiera benedicendone la salma.

A presiedere la celebrazione sua Eccellenza monsignor Francesco Beneduce, vescovo ausiliare di Napoli, hanno concelebrato il P. Provinciale Luigi Gaetani OCD e P. Domenico Lombardo O.Carm

È stato possibile grazie a un grande schermo poter vedere in chiesa il corpo di madre Gabriella e senza alcun dubbio ha generato tanta commozione a tutti i presenti, ognuno a modo suo ha potuto porgere nel proprio cuore il proprio ringraziamento a questa piccola monaca che per amore di Gesù si è fatta mamma generando tante conversioni e facendosi strumento di incontro tra Dio e gli uomini.

Nell’omelia sua Ecc. Francesco Beneduce rivolgendosi ai confratelli sacerdoti specialmente a coloro che hanno conosciuto la Madre in giovanissima età , alcuni già da seminaristi , e alle consorelle esprime tutta la sua emozione nel presiedere per la prima volta l’eucarestia per le esequie di una consacrata contemplativa e facendo riferimento alla prima lettura dal Cantico dei Cantici (Ct2,8-14) ci dice che essa ci prepara ad attendere il desiderato – lo Sposo - l’amore di Dio che crea e che noi come creature viviamo nella nostalgia di questo incontro; quindi non è solo un libro che racconta dell’amore tra l’uomo e la donna e quindi racconta un incontro !

 Ma racconta anche delle nozze che Dio vuole fare con l’umanità di cui i consacrati in particolare i contemplativi di clausura ancora di più dicono con la loro stessa vita, che Solo Dio Basta, che Dio è il primo, che Dio è l’assoluto. - Ma quello che colpisce di questa lettura è il linguaggio di primavera perché l’inverno è passato!  

  - E’ cessata la pioggia ,se né andata , i fiori sono apparsi nei campi , il tempo del canto è tornato , la voce della tortora ancora si fa sentire , il fico sta maturando i primi frutti… e quindi questa scena primaverile ci dice : il rinnovamento , qualche cosa che riprende, e il Cantico dei Cantici ci ricorda la seconda esperienza terribile che ha fatto il popolo d’Israele attraverso la deportazione in Babilonia e quindi sta sperando di ritornare nella terra promessa ,nella terra del Santo ,e possiamo dire che in questo Madre Gabriella ci regala come tutte le persone a cui diamo l’estremo congedo e l’estremo saluto che ci regala e ci ricorda che da Dio veniamo , e attraverso anche la vita terrena che diventa un ‘esodo in quanto a Dio ritorniamo e che Dio fa nuove le cose , perché diventa particolarmente bello il ricordo che possiamo dirci che noi non veniamo dal nulla o finiamo nel caos ,ma usciamo dalle mani di Dio che ci ha creati ,ci ha amati , ci ha messo dentro la nostalgia di Lui ; di cercarlo e anche quando lo abbiamo trovato lo si cerca ancora .

 Con le consorelle di Madre Gabriella si diceva che non Lo si trova una volta per tutte, ma la vita intera è fatta per rimettere sempre di più radicalmente al centro della nostra vita, del nostro cuore la presenza del Signore.

 E quindi grazie a te Padre perché nessuno di noi nasce per caso , ognuno di noi è creato, a ognuno di noi hai dato una vocazione , a lei hai dato la consacrazione verginale e la consacrazione nella vita contemplativa e quindi a ognuno di noi dai un compito,  una missione, per farci dono gli uni agli altri attraverso la nostra vita , attraverso la nostra vocazione ,e quindi la gratitudine è perché lei ci ricordava così come il Monastero quassù che tutte le persone consacrate ricordano che TU sei il primo!

 

Una delle ultime parole di Madre Gabriella che ha pronunciato è –sono tutta tua – e questo è probabilmente sapete meglio di me che come si vive così si muore e quest’ultima frase , probabilmente riassume tutta una frase ma è una cifra di una intera esistenza; e il motivo per cui siamo qui a ringraziare Dio , non è solo perché Dio ha dato questa vocazione , il dono della vita , la vocazione a Madre Gabriella quasi come fosse un qualche cosa che apparteneva solo a noi , ma l’aspetto bello è che Dio quando chiama alla vita ognuno di noi ,ad ognuno di noi assegna uno stato di vita , una punizione , una missione, lo fa sempre per il bene di tutti e allora anche pur nella dimensione speciale della vita contemplativa di clausura , credo che la scena del Vangelo ( Gv 1,35 – 42) ci aiuti a capire che Madre Gabriella concretamente è stata un po' come Giovanni Battista a cui è spettato il compito di preparare la strada e di indicare la presenza del Signore, e allora in questo momento pur non avendola conosciuta personalmente eppur inserendomi in una storia della Chiesa di Napoli recentemente, c’è la gratitudine di tanti Presbiteri che hanno avuto in lei un punto di riferimento , una madre spirituale tenera , chiara , accogliente così come è stata capace poi di fare lo stesso Giovanni Battista di indicare il Signore nella discrezione e l’altro aspetto che mi colpiva e che l’assimilerei alla sua vita a quell’aspetto di Giovanni Battista che non tratteneva nulla per se , lei riceveva le persone , le accoglieva ma il desiderio era che poi si orientassero verso Gesù e questo viene proprio da quella intimità di una vita spesa per il Signore e solo per il Signore, per cui Solo Dio Basta e allora non si trattiene nulla per sé ,l’unica cosa è diventata probabilmente una piazza alla quale c’è una fontana e ci si abbevera, e tanti sono stati quelli che hanno potuto approfittare , anche tanti che stamattina non sono potuti venire qui , e che hanno raggiunto il Monastero telefonicamente , altri sono venuti prima perché non potevano essere presenti ,proprio per dire che lei non ha vissuto per se stessa ma è stata tutta di Dio e in questo essere tutta di Dio è stata un ponte , una che ha aiutato il Signore a raggiungere le sue creature e quando avevano bisogno di luce ,di sapienza, di conforto , di saggezza trovavano in lei un porto sicuro , accogliente in qualsiasi tipo di mare , anche quando è in tempesta ; e voi sapete meglio di me che non c’è vita senza tempesta e non c’è vita che non abbia bisogno a volte di avere dei porti sicuri e questo lo è stato anche per le consorelle che dicevano che nonostante quell’ultima frase , così come un'altra consorella in questo momento malata a volte nel silenzio e nel vivere la propria malattia , anche la propria vecchiaia e si può essere molto eloquenti ,molto loquaci , molto punto di riferimento, molto pilastri in questo Monastero così come è stato pilastro di molte persone che di volta in volta venivano a visitarla e a colloquiare con lei, ecco allora Signore e Padre della vita ti ringraziamo perché oggi possiamo dire che l’ultimo regalo che ci fai con la presenza della salma di Madre Gabriella ci ricordi che nasciamo da te , e a te ritorniamo e in questo pellegrinaggio terreno diventa un esodo di dover lasciare la parte più difficile del nostro ego , del nostro io , lei è stata un esempio rendendosi spazio aperto , accogliente , madre , che ha saputo accogliere e prendere per mano tutte le persone che aiutandole li faceva da guida , da ponte per l’incontro con Dio e ci restituiva a te e li restituiva a Te i tuoi figli . Preghiamo insieme per la sua vita di consacrata, perché è stata fedele al Signore ma anche chiedere ai santi del Carmelo Giovanni , Teresa fino a madre Giuseppina che lei ha seguito per aiutare  a farla conoscere , con grande cordialità e una grande fedeltà il carisma del Carmelo per ricordarci ancora e ora dovrà farlo dal cielo e per ciascuno di noi di essere ancora madre , ancora accogliente , ancora premurosa , perché non si muore quando si smette di vivere , si muore quando si smette di amare. E la cosa bella che possiamo dirci tra di noi è che in Dio non c’è morte perché al di là del dolore e della morte che rimane tale e rimane una frontiera difficile da varcare attraverso l’esempio di Madre Gabriella, con l’ultima parola che ha pronunciato ci incoraggia a dire – cammina nella vita, corri fidati e affidati al Signore.

 E allora nel passaggio in cui si passa all’altro mondo e non si finisce nel vuoto, ma si finisce in Dio in cui c’è vita e lei continuerà ad amarci come consorella, come madre dei sacerdoti, come parente, come amica, come madre spirituale di tanti noi qui, noi siamo meno soli perché fisicamente non c’è, ma siamo protetti per la sua preghiera.

 Chiediamo che la sua preghiera ci ottenga la grazia di percepire la sua e tutte le premure per le persone che ci vogliono bene e che sono in cielo, e che sono in comunione con noi e ci sostengono nel cammino della vita perché anche la nostra vita sia un esodo, per cui lasciamo da parte il nostro io e viviamo in Dio aperti, accoglienti, premurosi, delicati, rispettosi come è stata lei. Madre Gabriella ha concluso la vita terrena il 2 gennaio nel giorno della sua vestizione e il 5 gennaio sarebbe stato il giorno della sua professione e aveva come nome Natalia e non poteva concludere i suoi giorni se non in questo tempo di Natale in cui Dio ha definitivamente vissuto le nozze sponsali con l’umanità e ora a Lui è ritornata.

Al termine dell’omelia sua Eccellenza ha proposto un fuori programma e non potendo chiederlo a tutti i sacerdoti presenti ha invitato Don Paolo a presentare la sua testimonianza:

-        Ho celebrato la mia prima messa qui, per dire grazie a M. Gabriella perché mi ha fatto sentire figlio, fratello e compagno di viaggio, è stato importante nella mia vita di sacerdote perché nei momenti difficili gli ho passato i miei pesi e lei ha condiviso con me tanti momenti difficili ma anche tanti momenti straordinariamente belli grazie alla sua preghiera , noi siamo stati gemellati con le sorelle del Carmelo e ogni sera sentivo che nella fatica di pregare l’ ufficio c’erano le mie compagne di viaggio che mi sostenevano e qui dico grazie a suor Gabriella; non si è mai messa davanti ci ha sempre indicato la via e di questo sento il bisogno di dirle – GRAZIE !

 Il ricordo di Suor Maria Gabriella inevitabilmente ci prospetta a far memoria che Cristo si fa vivo e si rende presente ogni qual volta in noi sia reale la volontà e la grazia di volerlo incontrare perché come ci ricorda il libro della Sapienza - La sapienza è un riflesso della Luce perenne, uno specchio senza macchia dell’attività di Dio e un’immagine della sua bontà. Sebbene unica, essa può tutto; pur rimanendo in sé stessa, tutto rinnova e attraverso le età, entrando nelle anime sante forma amici di Dio e profeti (Spa 7, 26 – 27).

A conclusione di questo tempo di grazia e di vicinanza alle consorelle di M. Gabriella ad emozionare e rendere omaggio ai presenti e a tutta la famiglia del Carmelo e la Chiesa di Napoli sono state le parole pronunciate dal P. Provinciale Luigi Gaetani OCD:

Carissimi confratelli, carissime consorelle , voi tutti qui presenti votiamo e ringraziamo il Signore perché la vita di suor Gabriella è stata una vita fatta con Lui, all’ombra dell’amato ma anche all’ombra della memoria della beata Giuseppina , qui suor Gabriella ha preso l’arte di appartenere a questa comunità la sua forma ,la sua storia sicuramente ha incarnato alcuni tratti della vita e della dimensione apostolica della beata Giuseppina perché lei è stata una donna di ascolto , una donna che ha saputo dedicare tempo, che ha vissuto come è stato detto una maternità come grembo accogliente e che ha fatto della sua vita un sacrificio d’amore perché ha saputo guardare in faccia il dolore di tanta umanità che è passata per questo Carmelo ,ha affrontato questo dolore stando nelle piaghe e nelle pieghe di ogni persona e offrendosi come diceva la M. Giuseppina come campo di battaglia perché davanti a tanto dolore, molte volte noi non possiamo fare assolutamente nulla ma quasi a stenderci come se fosse un campo di battaglia dove la vita accade.

 La sua esperienza come carmelitana scalza l’ha portata sicuramente a temperare il suo carattere, io l’ho conosciuta più di quarant’ anni fa, ha temperato sé stessa lungo la vita alla scuola di Gesù conformandosi a Lui fino alla morte e alla morte di croce, era una donna forte ma era anche una donna tenerissima, forte ma rivestita di una bella umanità.

Memoria e profezia sicuramente per la sua comunità e per tutti noi, memoria come custodia di un dono ecclesiale per la Chiesa di Napoli e non solo, come profezia di un di più che questa comunità è chiamata ad essere, per non fare della memoria solo un fatto del passato! Da oggi per voi carissime sorelle inizia sicuramente una storia nuova, ma avete tutta una storia da scrivere perché credo che l’adultità e il patrimonio che le vere madri e i veri padri ci lasciano per la vita.

Grazie M. Gabriella, il suo nome è tutto un programma perché è Maria Gabriella della Natività, tutto il mistero dell’incarnazione di Cristo che ha saputo portare come peso che ogni madre sa portare nell’umanità.

 La celebrazione è terminata con un canto molto amato da M. Gabriella e con la quale le consorelle le hanno reso omaggio per l’ultimo saluto - Quanno nascette Ninno – quasi a voler riassumere, tutto … Ciò che fa l’Amore.

 Ketty bianco ocds


02 gennaio 2023

Centocinquant'anni fa nacque Teresa di Lisieux

 Oggi celebriamo il 150° anniversario della nascita ad Alençon (Francia) di Teresa di Gesù Bambino.

Ultima di nove figli dei coniugi Luigi Martin e Zelia Guérin, una coppia molto devota, approdata al matrimonio dopo aver entrambi accarezzato l'idea di vivere una vita consacrata a Dio. Il cammino di santità l'hanno vissuto nel sacramento del matrimonio e nell'aver generato nove figli (quattro persi in tenera età) e donati a Dio. Il nome che fu imposto all'ultimogenita è Maria Francesca Teresa. Le altre quattro sorelle (Maria, Paolina, Leonia, Celina) saranno fondamentali nella formazione di Teresina, soprattutto dopo la morte della mamma.  

Durante il primo anno di vita Teresa ha dovuto essere allattata da una nutrice perché la mamma aveva un tumore al seno. A quattro anni le muore la madre. Quella bambina che nelle sue lettere la signora Zelia descriveva come una bimba con l'argento vivo addosso, anche se molto sensibile diventa una bambina timida, silenziosa. Coccolatissima,  quando sua sorella Paolina entra nel Carmelo (1882), comincia a somatizzare il proprio dolore con una “strana malattia” che le provoca allucinazioni e tremori. Un giorno, mentre le sorelle pregano per lei, le sembra di vedere la statua della Vergine che ha presso il letto sorriderle e guarirla. Le si dedica la sorella Maria e Teresa comincia a vincersi in tante piccole cose, poi nel 1886 anche Maria entra come monaca nel Carmelo. A Natale Teresa riceve quella che lei chiama la “grazia della sua conversione”. Il 9 aprile 1888, Teresa entra al Carmelo con il nome di Teresa di Gesù Bambino. A questo nome aggiunge successivamente “e del Volto santo”.

COME CELEBRARE S. TERESINA

Quest'anno ricorderemo anche il primo centenario della sua beatificazione (29 aprile1923) mentre, nel 2025, il primo centenario della sua canonizzazione (17 maggio 1925).
Per questo l'Ordine dei carmelitani scalzi ha preparato le schede da utilizzare nella formazione permanente, per interiorizzare meglio il messaggio di questa santa, la sua piccola via, e impegnarci ad attuarlo nella nostra vita. Ogni mese si può scaricare la scheda da questo link

Clicca per scaricare la scheda introduttiva

31 dicembre 2022

Benedetto VXI è nella Misericordia di Dio

 


Stamattina, alle 9.34 il Signore ha chiamato a sé il nostro papa emerito Benedetto XVI. Dal silenzio degli ultimi giorni alla Luce infinita. Ci proteggerà dal cielo, lui che ha tanto amato anche il Carmelo.