IL CARISMA TERESIANO NEL CARMELO SECOLARE


Su "Crescere in Fraternità", il bollettino della Provincia Napoletana Ocds che viene inviato anche ad altre comunità secolari dell'Ocds d'Italia, è stato pubblicato il testo della conferenza del nostro P. Generale, Saverio Cannistrà (nella foto), presentata al Congresso dell'Ordine Secolare dei Carmelitani Scalzi della Penisola Iberica, sull'identità del laico nel Carmelo secolare. E' un testo molto importante che ci aiuta nella riflessione del ruolo che abbiamo nel Carmelo, nella Chiesa e nella vita di tutti i giorni. E' un tassello che ci aiuta a crescere nella consapevolezza della nostra identità, che ci aiuta a superare certi stereotipi sulla vocazione carmelitana del laico e ad aprirci al confronto. Ringraziamo di cuore p. Saverio per aver messo anche a nostra disposizione questa conferenza che c'interpella e ci spinge a definire meglio il nostro cammino sui passi di Teresa.

Cercheremo come fraternità di non perdere l'occasione per confrontarci con questo testo e fra di noi.

Cominciamo, per esempio, a riflettere proprio sul termine "laico", facendoci aiutare dalle parole di p. Saverio.

   "La difficoltà che troviamo nel parlare dell’identità del fedele laico dipende probabilmente dalla insufficienza della nostra riflessione teologica sulle realtà secolari e dalla resistenza  a pensare il mondo come luogo dello Spirito. Secoli di tradizione ci hanno abituati a pensare al mondo come a una realtà negativa, che si oppone alla vita cristiana e alla vita dello spirito. Invece, il mondo è – secondo la prospettiva del Concilio ripresa nella CL – “l’ambito e il mezzo della vocazione cristiana dei fedeli laici” (CL 15). Il mondo, quindi, con le sue concrete realtà, situazioni e impegni, diventa lo strumento di cui la grazia di Dio si serve per la santificazione dei fedeli laici".

(...) La vita secolare è quindi l’ambito in cui il cristiano laico è chiamato ad assumere il mondo e unirlo alla vita di Cristo, perché in Lui giunga al compimento del suo essere creato e sia ristabilito nell’unità di tutte le cose. Nel fare ciò il laico realizza al tempo stesso la sua vocazione alla santità e la sua missione nella chiesa

(...)  il laico carmelitano può essere definito come una persona che ricerca la santità, ossia la pienezza della sua vocazione battesimale, e vive una “vita apostolica”, bella espressione che dice non solo l’assunzione di una serie di impegni e attività di apostolato, ma l’atteggiamento di chi mette tutta la sua vita a servizio di Cristo e del vangelo. Per fare tutto ciò, però, egli non modifica la sua condizione di vita nel mondo, con le sue varie dimensioni affettive, economiche, sociali, politiche e culturali. In tutte queste egli è presente e le vive fino in fondo, evangelizzandole nella sua stessa persona, cioè unendole al Cristo di cui egli è membro, poiché il battezzato  – come diceva Agostino – “è diventato non solo cristiano, ma Cristo stesso” (Commento al vangelo di Giovanni 21,8).


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