Dalla musica al Carmelo attirato dall'Ostia

Dalla musica che gli aveva dato la celebrità all'oblio nel Carmelo. E' la storia di Ermanno Cohen ebreo, figlio di un  commerciante. Era nato ad Amburgo Studiando in collegio comincia ad appassionarsi di musica e soprattutto cominciò a studiare il pianoforte. Era un ragazzino prodigio. Nel 1831, a soli 12 anni, si recò a Parigi, per perfezionare lo studio del pianoforte alla scuola di Liszt di cui divenne l'allievo prediletto. La sua vita è cullata dalla musica, dalle esibizioni pubbliche fino al giorno in cui fu chiamato per sostituire temporaneamente il direttore del coro della piccola chiesa di S. Valeria. Aveva 27 anni. Assistette alla benedizione con l'Ostensorio e provò un'emozione fortissima. Da allora, ogni venerdì, si  recò alla funzione mariana e per assistere alla benedizione con il santissimo Sacramento. “Raccontai ciò che mi era capitato. Egli mi ascoltò con interesse e mi raccomandò la calma, la perseveranza nelle mie disposizioni e la fiducia nelle vie che il Signore, senza dubbio, mi avrebbe fatto conoscere. In questo stato d’animo, andai a Ems, in Germania, per un concerto. Appena arrivato, andai dal parroco della piccola chiesa. Il giorno successivo, l’8 agosto 1847, era domenica e senza timore, nonostante la presenza dei miei amici, andai a Messa. Al momento della consacrazione, sentii fiumi di lacrime scorrere dai miei occhi. La Grazia divina mi aveva colmato. Bagnato di lacrime, avvertivo un forte dolore di pentimento per la mia vita passata. All’improvviso, offri a Dio una confessione generale di tutti i miei peccati. Li vedevo tutti dinanzi a me, i miei peccati, a migliaia, brutti, ripugnanti… D’altra parte sentivo una calma sconosciuta… che Dio misericordioso mi avrebbe perdonato, per il mio profondo pentimento, per il mio amaro dolore ... Uscendo dalla chiesa di Ems, mi sentivo cristiano-cattolico, anche se non avevo ancora ricevuto il Battesimo”.
Tornato a Parigi, Hermann, il 28 agosto 1847, festa di S. Agostino, fu battezzato  con il nuovo nome di Agostino, da Mons. Legrand. L’8 settembre successivo, fece la prima Comunione e da quel momento sentì di essere l’innamorato di Gesù-Ostia. Il 3 dicembre, fu cresimato. 
La musica era diventato solo il suo mestiere, il cuore lo portava altrove,  verso il sacerdozio e, soprattutto, verso la vita religiosa nel Carmelo. Sosta in adorazione davanti a Gesù Eucaristia. Il 6 dicembre 1848, inaugura l’adorazione notturna a Gesù Eucaristico nella chiesa di Nostra Signora delle Vittorie a Parigi.

“Una sete ogni giorno più ardente mi spinge all’Eucaristia, questa sorgente d’acqua viva. Per contemplarti, sempre, o Gesù, le ore della giornata mi sfuggono troppo veloci; ho cercato attorno a me fedeli che bruciassero dello stesso fuoco e siamo andati insieme a trascorrere le notti nelle tue chiese… notti indescrivibili! O mio Gesù, mi hai attirato a Te con dolcezza e tenerezza, così amabilmente che anche l’ultimo filo tra me e il mondo si è strappato e mi sono affrettato a gettarmi tra le tue braccia… a vivere totalmente per Te e sempre unito a Te”.

Agostino entra nel 1849 nel Carmelo a Broussey e veste l’abito religioso con il nome di fra Agostino del SS.mo Sacramento. Prima fondatore di alcuni conventi carmelitani diffuse ovunque l'amore per il SS. Sacramento. Il 20 gennaio 1871, muore di vaiolo a soli 50 anni.
 “Ho attraversato il mondo, ho visto il mondo, ho amato il mondo. Una cosa ho imparato nel mondo: che non dà la felicità. Poi Maria SS.ma mi ha svelato il segreto dell’Eucaristia e ho compreso che l’Eucaristia è la vita, la felicità. ... Gesù Eucaristico mi ha rapito il cuore”. Riconosciuto dalla Chiesa "servo di Dio" è una bellissima testimonianza di vocazione carmelitana che vogliamo ricordare oggi nell'anniversario della sua morte.

Alcuni suoi pensieri:

Sacramento adorabile, sorgente benedetta da cui le mie labbra secche possono bere le primizie della vita eterna, il mio cuore è pieno di gioia. Ho bisogno di benedirti e cantare le tue lodi in canti di gioia e di ringraziamento […]. O adorabile Gesù, adorabile per me che hai condotto nella solitudine affinché tu possa parlare al mio cuore ... per me i cui giorni e notti trascorrono dolcemente in uno scambio celeste con la tua adorabile presenza; tra il ricordo della Comunione di oggi e la speranza della Comunione di domani […]".

"Abbraccio fervidamente le pareti della mia amata cella, dove nulla mi disturba dal mio unico pensiero, dove respiro solo per amare il tuo divino sacramento; dove, liberato dal peso dei beni ‘deperibili"’, spogliato di tutto ciò che è legato alla terra e spezzando le insidie he prendono prigionieri i sensi, posso, come la colomba, volare verso l'alto nella regione celeste del Santuario, perforare le nubi del mistero che avvolgono il tuo Tabernacolo, crogiolarmi nei raggi penetranti di questo luminoso Sole di Grazia, immerso in un oceano di luce e consumato come nelle fiamme di una fornace ardente […]".

"...Quindi, riparandomi all'ombra rinfrescante di questo Albero della Vita, inspiro la fragranza dei fiori, godo la dolcezza dei frutti ... Sono cullato dalla melodia delle tue parole amorevoli e, sopraffatto dalla felicità e dall'amore, mi addormento ai piedi del mio Amato […]. Vengano coloro che mi hanno conosciuto prima, coloro che disprezzano il Dio che è morto per amore loro ... Lasciateli venire, o mio Gesù! e impareranno se Tu puoi cambiare il cuore".

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