02 ottobre 2012

Gli ultimi 4 petali...


Il Cristo di Teresa
Per Teresa come per qualsiasi cristiano  - ha spiegato p. Aniano Alvarez nel corso della quinta conferenza su Teresa di Gesù - è centro della vita e non c'è salvezza senza di Lui. Così Gesù è al centro dell'esperienza teresiana e lo è in un modo speciale, come speciale fu per San Paolo, Santa Maddalena, Sant'Agostino. Santi cioè che furono "catturati" dal Signore quando erano lontani da Lui e divenuti modelli della possibilità di riscatto e di conversione.
E come San Paolo l'effetto di quella conversione è una vita tutta concentrata in Dio e di un Dio presente in lei. Nel capitolo 23 della Vita, Teresa dirà per l'appunto come Paolo che Cristo vive in lei.
E quando usa la categoria sponsale (un'esperienza che visse soltanto nel 1571 e solo allora potrà parlarne, nella VII Mansione) S. Teresa si sente sposa del Cristo crocifisso e risorto. Il Risorto non può prescindere dalla crocifissione.
Per Teresa Cristo è il Signore, il Re, la Luce, lo Sposo della parabola delle vergini, la Bellezza, la Maestà divina, è Colui che ama e che non abbandona. Nelle sue pagine troveremo frasi che confermano la sua convinzione. Gesù le dice spesso: Non temere - Sono io non ti abbandonerò - Io sono, non avere paura - Ti ho mai lasciato sola?
E se Gesù ha avuto parole tanto tenere e rassicuranti con Teresa  che come noi oggi ha vissuto paure, difficoltà, mortificazioni, aridità...le avrà certamente anche per noi. E noi come lei dovremmo sentirci pronti ad affrontare qualsiasi cosa con un compagno di viaggio come Gesù. Un compagno, un sostegno, un amico che non viene  mai meno ed un modello di vita. Imitare Cristo: solo così, per Teresa non si può sbagliare.
 
L'Eucaristia e Teresa di Gesù
Teresa ha vissuto momenti di forte attrazione e di aridità, ma non ha mai negato la centralità del mistero eucaristico. L'Eucaristia è il Corpo di Cristo.
Tuttavia sembra strano che nel Libro della Vita  non abbia raccontato della sua prima comunione. Si sa che dopo la malattia che l'aveva colpita aveva cominciato a far celebrare Messe. Considerò poi la celebrazione eucaristica il momento centrale della vita del monastero, così come lo era per le prime comunità eremitiche sul Monte Carmelo: i monaci uscivano dalle grotte e vivevano l'Eucaristia come momento di aggregazione.
Nel corso della sua vita, nei ventisette anni vissuti all'Incarnazione ci furono momenti di tiepidezza e fu il confessore del padre ad aiutarla a riavvicinarsi al Corpo di Cristo.
In seguito, nel progredire del suo cammino di perfezione, il dono dell'Eucaristia porterà con sè grazie sempre più grandi per Teresa (visioni, estasi, altre grazie mistiche).
Così il vero inizio della vita di un nuovo monastero era per lei la celebrazione della prima Messa.
E si fa educatrice del rapporto con Gesù Eucaristia, invitando a riceverlo con consapevolezza, nel raccoglimento e chiedendogli tutto ciò che si desidera, perché Egli è vicino, è dentro di noi.
 
Teresa di Gesù e la Chiesa 
Ricorderete la frase, una delle ultime prima di morire, di Teresa: Muoio figlia della Chiesa. Il sentimento filiale e di servizio che la S. M. Teresa provava per la Chiesa traspare in ogni sua opera e tutta la sua opera è, allo stesso tempo, impensabile al di fuori della Chiesa.
Eppure i tempi di Teresa sono terribili: quando aveva due anni Lutero affisse le sue Tesi a Wittenberg; poi c'erano state molte defezioni sacerdotali, le sette, la profanazione delle chiese, la politicizzazione, l'ingerenza del re,le guerre.  Scrivendo, soprattutto il Cammino di perfezione, Teresa rivela il proprio dolore per la situazione in cui si trova la Spagna.
La nostra fondatrice rivela una visione molto lungimirante, che fa accendere su di lei l'attenzione dell'Inquisizione (anche se non è mai stata interrogata dal tribunale del Santt'Uffizio). Molte delle sue intuizioni le ritroviamo oggi nella Lumen Gentium.
Teresa anticipa la definizione di eucaristia come cuore della Chiesa. Se rileggiamo i capitoli 1 e 3 del Cammino di Perfezione appare molto più chiara questa identificazione fra Cristo e la Chiesa.
Definita donna inquieta e vagabonda, la nostra santa rivelerà un'apertura intellettuale fuori del comune, grazie anche ai rapporti con le altre religioni, alle figure che "nutrono" la sua spiritualità e la sua anima (S. Giovanni di Avila, S. Pietro d'Alcantara, oltre ai libri di Sant'Agostino, San Girolamo, San Gregorio Magno).




Teresa e Maria

Sempre considerando lo spirito con cui Teresa di Gesù scrive (per esperienza) vediamo come la sua devozione per la Madonna sia cresciuta nella sua vita e nella sua esperienza di fede:
1)Nasce in famiglia: è la mamma a insegnarle la devozione
2)si perfeziona al monastero dell'Incarnazione
3) nelle mani della Vergine rinnova i voti
4)diventa mariofania alla vigilia delle fondazioni

La devozione che Teresa ha per Maria non è disgiunta da quella per San Giuseppe, al punto che proprio alla vigilia delle fondazioni dei nuovi monasteri, Teresa vede la Madonna incoraggiarla "Vai con la tua Missione" e ringraziarla per la sua devozione a san Giuseppe.
Così uno dei primi propositi della fondazione del Carmelo di San Giuseppe di Avila, era per Teresa quello di onorare l'abito della Madonna. Teresa era felice per aver istituito un'opera che sapeva di gloria a Dio e di onore all'abito della sua santissima Madre. Questi erano i  miei desideri. E il Signore la ringrazia per tutto quello che sta facendo per la Madre. Prima di entrare nel monastero Teresa racconta di essersi  fermata in Chiesa per fare orazione ed essendo entrata vide che Gesù l'accolse e le mise sul capo una corona, ringraziandola per quanto stava facendo per la sua Mamma.
Non è solo la Madonna, che la ingioiella insieme con San Giuseppe e la ricopre con la cappa bianca del suo mantello, che con la sua cappa protegge tutte le carmelitane scalze. ma ora è anche Cristo che la ringrazia e l'incorona.
Curiosamente la santa parla sempre di cappa, di mantello, di abito della Vergine del Carmelo, ma non parla mai dello Scapolare, se non nelle Costituzioni quando descrive l'abito della carmelitana scalza indicando le misure che deve avere lo Scapolare. Non attribuisce allo scapolare nessuna funzione particolare. Ella sa che il vero salvatore è il Figlio della Madonna e che Lei non può andare contro il figlio. Lo Scapolare non ha alcun potere. E' un sacramentale, un segno di Cristo. Se non si vive cristianamente indossare lo scapolare non serve a nulla: è questo l'insegnamento.
Teresa, definito il carattere mariano della famiglia delle carmelitane scalze, indica atteggiamenti concreti come risposta alla generosità e all'amore della Madonna:
1) servire, onorare la Signora, madre, regina e patrona dell'Ordine.
2) celebrare con solennità le feste mariane e anche la memoria del sabato. Nelle Costituzioni delle carmelitane scalze indica che ogni monastero carmelitano dovrà celebrare solennemente e in modo grandioso la presentazione di Maria al tempio. Qual è il significato? Questa festa è il frutto del Fiat di Maria.
3) osservare la Regola di Nostra Signora del Monte Carmelo, con tutta la perfezione degli inizi cercando di imitare in tutto la Madonna (sappiamo che ora Teresa si riferisce non proprio alla Regola di Sant'Alberto originaria che non ha ancora mai letto, ma alla seconda stesura, mentre all'Incarnazione si osservava la terza, mitigata).
4) lode e gratitudine verso la Patrona Signora e Madre "il cui abito portiamo". I nuovi monasteri saranno le "case di Maria"
5) gaudio e giubilo per avere la madre del Signore come nostra mediatrice. Da un lato la maternità di Maria, dall'altra la Misericordia del Padre.
Che cosa significa oggi tutto questo per noi? Teresa non riceve consegne in visioni o messaggi da trasmettere alla Chiesa del suo tempo. L'immagine di Maria che Ella ci trasmette è quella del Vangelo: Teresa ci riporta al Vangelo. Ci rappresenta la Madonna nei suoi misteri fondamentali: gloriosa, addolorata, corredentrice, associata alla Chiesa come nella Pentecoste, presente in mezzo in noi. Questa presenta di Maria fra noi è importante. E questa presenza ci richiama alla tenerezza, alla bontà alla comprensione, al perdono. Teresa c'insegna a guardare a Maria con lo sguardo del credente, e questa sua lezione di vita cristiana è intimamente congiunta con la sua lezione di spiritualità. Maria non è un'isola, una cosa a parte: è nel mistero di cristo e della chiesa. e' lì che dobbiamo incontrarla e imitarla. Per Teresa, Maria è innanzitutto la Vergine dell'ascolto: all'annuncio dell'angelo Maria ascolta, non capisce, non sa, ma dice sì. L'ascolto che porta all'adempimento della volontà di Dio - si faccia in me secondo la tua parola!
 Maria è la vergine dell'umiltà. Teresa la vive in alcune espressioni del suo cantico, il Magnificat. L'umiltà di Maria è esaltata da Teresa nel Cammino di perfezione.
Maria è la vergine dell'amore, a lei calza in pieno l'amore del poema del Cantico dei Cantici che Teresa aveva voluto commentare ma che il censore domenicano aveva fatto bruciare.
Teresa ha celebrato quest'aspetto insistentemente nella liturgia Mariana. Fortunatamente possediamo il breviario con cui la S. M. Teresa pregò negli ultimi dieci anni di Teresa della sua vita. Vi sono delle pagine chiaramente logorate dall'uso quotidiano. Sono quelle che contengono l'Ufficio della Comune della Vergine Maria. "La Vergine amava di più Gesù di quanto l'amassero tutti gli apostoli insieme", diceva Teresa.
Scriverà più di una volta: Maria è la vergine del servizio, la vergine della solidarietà. Ciò parla forte dell'esito della spiritualità di Teresa: l'applica in tutta la sua intensità "Cristo servo di Jahvé.
Questa parabola del servizio le servirà per valorizzare la figura di San Giuseppe a la rappresenta eminentemente applicata a a Maria  alla luce della prospettiva teresiana il duplice servizio di Amore e di aiuto esprime la gioia di essere dell'esistenza terrena e della sua speranza nel mistero dell'incontro con Cristo. Non possiamo dire che amiamo se non veniamo incontro a colui che ha bisogno. Teresa c'insegna la solidarietà Infine: c'è il supporto di tutto il messaggio mariano di Teresa. Maria è presente nella Chiesa, presente nella vita del cristiano, nell'impegno di  santificazione id ogni credente. A questa sensibilità viene nutrito il sentimento mariano di Teresa di Gesù ed è lei che ripete anche a noi: Non dimenticate di onorare la Madre!

La prima parte è qui