19 giugno 2013

Teresa c'insegna a meditare

«Vi chiedo solo che lo guardiate. E chi vi può impedire di volgere su di Lui gli occhi della vostra anima, sia pure per un istante se non potete di più?.
Non è forse così che deve fare una buona sposa con il suo sposo: mostrarsi triste se egli è triste, allegra se egli è allegro, anche se non ha voglia? ...
Così fa il Signore con voi, senz'alcun'ombra di finzione. Si fa vostro servo, vuole che voi siate le padrone e si accomoda in tutto alla vostra volontà. Se siete nella gioia potete contemplarlo risorto, e nel vederlo uscire dal sepolcro, la vostra allegrezza abbonderà. Se invece siete afflitte o fra i travagli, potete considerarlo mentre si reca al giardino degli ulivi, legato alla colonna, perseguitato dagli uni e sputacchiato dagli altri, rinnegato, abbandonato dagli amici ... ridotto a tanta solitudine che ben potete avvicinarlo e consolarvi a vicenda.
Oppure consideratelo con la croce sulle spalle, quando i carnefici non gli permettono nemmeno di respirare.

Egli allora vi guarderà con quei suoi occhi tanto belli, compassionevoli e ripieni di lacrime; dimenticherà i suoi dolori per consolare i vostri, purché voi Lo guardiate e Lo preghiate di consolarvi». (Cam. 26, 1,2,3, 4, 5, 6, 8, 10; Vit., 12, 2).