01 ottobre 2013

Teresa di Gesù Bambino : amare col cuore di Cristo



Ah nonostante la mia piccolezza, vorrei illuminare le anime come i profeti, i Dottori! Vorrei percorrere la terra, predicare il tuo nome e piantare sul suolo infedele la tua Croce Gloriosa!”.
Così scriveva S. Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo nel monastero del Carmelo di Lisieux, rivelando la sua vocazione missionaria. E il mese missionario si apre proprio il primo ottobre, memoria liturgica della Santa, patrona delle Missioni.

 Il 19 ottobre 1997, quando S. Teresa di Lisieux fu nominata dottore della Chiesa, Giovanni Paolo II definì la sua dottrina meritevole di essere riconosciuta “tra le più feconde”. E davvero la sua vita, cominciata il 2 gennaio 1873 ad Alençon e terminata nel monastero di Lisieux il 30 settembre 1897, è una fortissima testimonianza di fede per i tempi moderni. Teresa di Gesù Bambino fu monaca di clausura nel Carmelo per dieci anni, dedita alla preghiera contemplativa. Ed è nella preghiera che scoprì l’abbandono all’amore paterno Dio. 
La vita contemplativa fu per Teresa tutt’altro che avulsa dalla realtà: visse il suo carisma facendo proprie le gioie e le angosce degli uomini e, nel momento in cui sperimentò dubbi e prove spirituali, comprese “che ci sono veramente delle anime che non hanno la fede”. Per loro offrì le proprie sofferenze.
Ci fu un momento della sua vita che fra la clausura e il desiderio di essere sacerdote, martire, profeta, apostolo non sapeva come destreggiarsi. Ma durò poco: lesse il Vangelo, quel piccolo Vangelo che portava appeso al collo, e s’imbatté nella prima lettera di San Paolo ai Corinzi dove scoprì che esiste un’unica grande vocazione la Carità: “Sì ho trovato il mio posto nella Chiesa, e questo posto, Dio mio, me l’avete dato voi! Nel cuore della Chiesa mia madre io sarò l’amore. Così Sarò tutto, così il mio sogno sarà realizzato”.
 La piccola Teresa è grande in questa intuizione:
 occorre partire dall’amore che Dio nutre per noi. 
E noi, accogliendolo, possiamo donarlo agli altri. Ma può fare ciò una monaca di clausura? Come insegna la spiritualità carmelitana: pregando, perché la preghiera è in grado di avvicinare il cuore dell’uomo al cuore di Cristo.
È anche qui la “fecondità apostolica” di cui parlò  Benedetto XVI in “La carità, anima della missione” il messaggio per la LXXX Giornata Missionaria Mondiale.  C’è una missione per tutti, per tutti quelli che come S. Teresa di Lisieux si lasciano amare dall’Amore, trasformare dall’Amore. L’esempio di S. Teresa di Lisieux dimostra come ciò sia possibile, anche oggi: i suoi scritti rivelano l’amore con cui accompagnò i suoi fratelli sacerdoti missionari, come li seguì con la preghiera, e testimoniano anche i suoi quotidiani, piccoli atti di carità nei confronti delle consorelle, con cui non sempre i rapporti erano sereni.

Come spiegava la santa questa capacità d’amare? 
“Per tutta la mia vita il buon Dio si è compiaciuto di circondarmi di amore…ma ne aveva messo anche nel mio piccolo cuore, creandolo amante e sensibile”. 
Questa consapevolezza è il punto di partenza per ogni missione, per quell’impegno “irrinunciabile e permanente” che dovrebbe contraddistinguere ogni cristiano. Infatti, Papa Benedetto, proprio nel sottolineare che la carità è il cuore dell’annuncio del Vangelo ed è “amare con il cuore di Cristo”, mette in risalto un aspetto su cui è importante riflettere: la missione non è rappresentata soltanto da chi è in prima linea nei posti in cui occorre evangelizzare, ma “molti altri, bambini, giovani e adulti con la preghiera e la loro cooperazione in diversi modi contribuiscono alla diffusione del Regno di Dio sulla terra. L’auspicio è che questa compartecipazione cresca sempre di più grazie all’apporto di tutti”.
Quanti si sono appassionati alla vita di questa santa!Anche papa Francesco è devoto a S. Teresina.
Si racconta che quand'era Arcivescovo di Buenos Aires e si recava a Roma, una delle sue tappe preferite era una sosta nella piccola Chiesa di Santa Maria Annunziata in Borgo sul lungotevere Vaticano. Pregava a occhi chiusi e prima di andar via mandava un bacio alla statua della piccola carmelitana di Lisieux. E' significativo che nella veglia per la pace organizzata lo scorso 7 settembre il Papa abbia voluto i testi di Teresina, da meditare durante l'Adorazione Eucaristica.
Stefania De Bonis