17 febbraio 2015

Entriamo in punta di piedi nella Quaresima

Per cominciare questi 40 giorni di "esercizi spirituali" (così almeno dovrebbero essere idealmente) vorremmo offrire alcuni strumenti:
  1.  Alla fine della pagina troverete la possibilità di scaricare  il Messaggio per la Quaresima del Papa e il libretto della celebrazione per chi (dopo essere andato a Messa o per chi è ammalato e può soltanto seguire la celebrazione in televisione), avrà la possibilità di seguire la Cerimonia delle Ceneri presieduta dal Papa.
  2. Una riflessione fatta dal Papa durante una celebrazione eucaristica, nella quale ha rappresentato la nostra vita come un cammino alla ricerca della nostra identità. E per spiegarsi con un esempio ha citato la figura del nostro padre Elia.
Ecco il passaggio che "ci riguarda":
Per conoscere la nostra vera identità non possiamo essere «cristiani seduti» ma dobbiamo avere il «coraggio di metterci sempre in cammino per cercare il volto del Signore», perché noi siamo «immagine di Dio». Nella messa celebrata a Santa Marta martedì 10 febbraio, Papa Francesco, commentando la prima lettura liturgica — il racconto della creazione nel libro della Genesi (1, 20 - 2, 4) — ha riflettuto su una domanda essenziale per ogni persona: «Chi sono io?».
La nostra «carta d’identità», ha detto il Papa, si ritrova nel fatto che gli uomini sono stati creati «all’immagine, secondo la somiglianza di Dio». Ma allora, ha aggiunto, «la domanda che noi possiamo farci è: Come conosco, io, l’immagine di Dio? Come so com’è lui per sapere come sono io? Dove trovo l’immagine di Dio?». La risposta si trova «certamente non sul computer, non nelle enciclopedie, non nei libri», perché «non c’è un catalogo dove c’è l’immagine di Dio». C’è solo un modo «per trovare l’immagine di Dio, che è la mia identità» ed è quello di mettersi in cammino: «Se non ci mettiamo in cammino, mai potremo conoscere il volto di Dio».
Questo desiderio di conoscenza si ritrova anche nell’Antico testamento. I salmisti, ha fatto notare Francesco, «tante volte dicono: io voglio conoscere il tuo volto»; e «anche Mosè una volta l’ha detto al Signore». Ma in realtà «non è facile, perché mettersi in cammino significa lasciare tante sicurezze, tante opinioni di come è l’immagine di Dio, e cercarlo». Significa, in altri termini, «lasciare che Dio, la vita, ci metta alla prova», significa «rischiare», perché «soltanto così si può arrivare a conoscere il volto di Dio, l’immagine di Dio: mettendosi in cammino».
Il Papa ha attinto ancora all’Antico testamento per ricordare che «così ha fatto il popolo di Dio, così hanno fatto i profeti». Per esempio «il grande Elia: dopo aver vinto e purificato la fede di Israele, lui sente la minaccia di quella regina e ha paura e non sa cosa fare. Si mette in cammino. E a un certo punto, preferisce morire». Ma Dio «lo chiama, gli dà da mangiare, da bere e dice: continua a camminare». Così Elia «arriva al monte e lì trova Dio». Il suo è stato dunque «un lungo cammino, un cammino penoso, un cammino difficile», ma ci insegna che «chi non si mette in cammino, mai conoscerà l’immagine di Dio, mai troverà il volto di Dio». È una lezione per tutti noi: «i cristiani seduti, i cristiani quieti — ha affermato il Pontefice — non conosceranno il volto di Dio»


Il Messaggio integrale per la Quaresima 2015 di Papa Francesco



Il libretto da scaricare per seguire la cerimonia delle Ceneri presieduta dal Papa, in onda il 18  febbraio su TV2000 dalle ore 16 ( nella Chiesa di Sant'Anselmo la Statio e processione penitenziale poi dalla Basilica di Santa Sabina, ore 17.00 andrà in onda la Santa Messa, benedizione e imposizione delle Ceneri)