L'altra faccia di Teresa di Gesù

Ogni anno pensiamo a prepararci alla solenne memoria liturgica di Santa Teresa d'Avila (nella foto la statua ottenuta dalla ricostruzione del suo volto), recitando la novena. Non c'è niente di male purché la si reciti con lo spirito di orazione che ci ha insegnato Teresa di Gesù, come ha saputo metterlo in pratica fra Lorenzo della Resurrezione.

C'è un altro modo per entrare in sintonia con lei: leggere le sue opere oppure leggere quello che di lei hanno scritto. Molti autori non sono ancora tradotti, ma grazie all'aiuto di Angela Parisi dell'ocds della Provincia del Centro d'Italia, possiamo leggere alcune pagine inedite. Veyamen  di Pilar Huerta Román, OCD  e L'arte di sdrammatizzare di S. Teresa di Juan Borrego, OCD, due contributo molto interessanti.

A volte ci chiediamo perché ci sono poche vocazioni giovani nelle fraternità carmelitane. Ma abbiamo mai presentato Teresa d'Avila sotto l'aspetto di chi ama la vita perché ne comprende il dono e non si limita a vivere rigidamente le regole del monastero? o partiamo con il presentarla come l'autrice della frase "Aut Pati Aut Mori"? Ci siamo mai chiesti se non dipende da una nostra inesatta testimonianza?


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