24 gennaio 2013

Nella Rete come la brezza leggera che sentì Elia


nell’ambiente digitale, dove è facile che si levino voci dai toni troppo accesi e conflittuali, e dove a volte il sensazionalismo rischia di prevalere, siamo chiamati a un attento discernimento. E ricordiamo, a questo proposito, che Elia riconobbe la voce di Dio non nel vento impetuoso e gagliardo, né nel terremoto o nel fuoco, ma nel «sussurro di una brezza leggera» (1 Re19,11-12). Dobbiamo confidare nel fatto che i fondamentali desideri dell’uomo di amare e di essere amato, di trovare significato e verità - che Dio stesso ha messo nel cuore dell’essere umano - mantengono anche le donne e gli uomini del nostro tempo sempre e comunque aperti a ciò che il beato Cardinale Newman chiamava la “luce gentile” della fede.

          Occorre discernimento sempre, discernimento e discrezione in tutto – come ha insegnato Teresa di Gesù in ogni pagina delle sue opere. Le parole che abbiamo riportato in corsivo, però, sono tratte dal messaggio del Santo Padre  Benedetto XVI, per la XLVII Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, “Reti Sociali: porte di verità e di fede; nuovi spazi di evangelizzazione”, che vi invitiamo a leggere integralmente cliccando qui
Il Papa ha offerto un’analisi misurata sia delle opportunità offerte dalle rete sociali, sia del metodo che chi opera nel mondo della comunicazione e cultura cattoliche dovrebbe adottare, senza lasciarsi trascinare né dalla voglia di appiattirsi sui  linguaggi tipici di questo tipo di comunicazione e né dalla foga di evangelizzare.
Bisogna essere rispettosi, disponibili, pazienti nel confronto. Sarà questo il segno distintivo, il  “modo particolarmente significativo di rendere testimonianza”. Da questa presenza discreta, ma convinta e credibile possono nascere relazioni, può un confronto costruttivo su temi importanti, possono nascere vocazioni, possono nascere gruppi di preghiera.

Ma (e anche qui S. Teresa ci rimprovererebbe “Che vi dico continuamente?”) “se la nostra condivisione del Vangelo è capace di dare buoni frutti, è sempre grazie alla forza propria della Parola di Dio di toccare i cuori, prima ancora di ogni nostro sforzo. La fiducia nella potenza dell’azione di Dio deve superare sempre ogni sicurezza posta sull’utilizzo dei mezzi umani”. 
Allora, facciamo di questo blog, del prossimo che nascerà (una sorpresa!), delle pagine FB delle Fraternità, dei nostri tweet  piccoli trasmettitori della bellezza, della pace e della gioia che la fede infonde in ciascuno. Quando siamo presenti agli altri,- ci dice il Papa -  in qualunque modo, noi siamo chiamati a far conoscere l’amore di Dio sino agli estremi confini della terra.  Nella semplicità e nella verità.
Stefania De Bonis