27 gennaio 2013

Testimoni luminosi nella notte dell'orrore

Tito Brandsma
Edith Stein


Oggi sfilano davanti ai nostri occhi santi e beati come i carmelitani Tito Brandsma (che fu coraggioso oppositore del regime nazista in Olanda arrestato il 19 gennaio 1942 è ucciso con un’iniezione il 28 luglio 1942), Edith Stein (arrestata nel monastero di Ect il 2 agosto 1942 e portata ad Auschwitz, è uccisa nella camera a gas e poi bruciata il 9 agosto), Alfonso Maria Mazurek (trucidato a Nawojowa Gora dai nazisti il 28 agosto 1944). o come il frate cappuccino Massimiliano Kolbe (che chiese di prendere il posto di un altro prigioniero, destinato a morire per fame e il 14 agosto 1941 dopo due settimane trascorse nel bunker della fame, fu “finito” con un'iniezione letale ed il giorno successivo il suo cadavere è  cremato ad Auschwitz).
Sono esempi luminosi di una delle notti più scure nella storia, la testimonianza che se si resta aggrappati alla roccia che è Cristo si riesce a irradiare fino alla fine tanta serenità a chi ci è vicino (ed è questo la testimonianza che hanno lasciato coloro che li hanno avuto accanto).
Alfonso Maria Mazurek 
Massimiliano Kolbe
Oggi non è la loro festa liturgica, ma  nella Giornata delle Memoria, anche attraverso il loro martirio, il mondo ricorda la pagina più triste, amara della sua storia. 
Tito Brandsma e Edith Stein
Vorremmo dimenticarla, ma sarebbe meglio dire: vorremmo che non fosse mai avvenuta. Dimenticare no, non si può e non si deve.
Il 27 gennaio è, infatti, l’anniversario dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz. Questa data è stata scelta, 13 anni fa, per ricordare l’orrore della Shoah, i sei milioni di ebrei, uomini, donne, bambini, uccisi nell’olocausto.