24 marzo 2013

Domenica delle Palme: preludio della Grande Settimana

Dal testo "Il quarto d'ora di orazione" di S. Enrico de Ossò (sacerdote fondatore della Compagnia di S.Teresa di Gesù)

Cinque giorni prima della sua morte Gesù, sapendo che i Giudei, a Gerusalemme avevano intenzione di ucciderlo, volle recarsi lì, a Efren, dove si trovava con gli Apostoli. Egli andava per questa strada davanti a loro, con passo deciso, in modo che gli Apostoli lo seguivano ammirati e pieni di paura.
Gesù va a patire con passo rapido, mostrandoci così la sua adesione alla volontà del Padre anche nelle cose più difficili: Egli va innanzi tutti, quando si tratta di sopportare umiliazioni e tormenti.
(...) Cristo, a cavallo di un asino, con povertà, umiltà e mansuetudine, si avvicina a Gerusalemme; incontro a Lui va moltissima gente. Certuni gettano i loro vestiti a terra, perché vi passi sopra; altri tagliano ramoscelli d'ulivo, altri vengono con palme nella mano, in segno di trionfo, e tutti con gran gioia benedicono Dio dicendo a gran voce: "Osanna, gloria al Figlio di Davide, Re d'Israele. Benedetto Colui che viene nel nome del Signore..."
Guarda come Gesù permette queste acclamazioni per compiere la volontà del Padre, e perché poi maggiore l'oltraggio che gli faranno. (...) Gesù piange in mezzo ai festeggiamenti. sembra che nulla gli appartenga di quel trionfo.
Accompagna Gesù come gli Apostoli, 
sia nel suo ingresso trionfale a Gerusalemme, 
sia nella sua uscita dalla città, 
umile ed ignorante, 
perché Egli ti accolga 
nella sua eterna compagnia

DALL'OMELIA DI PAPA FRANCESCO:  Gesù entra in Gerusalemme. La folla dei discepoli lo accompagna in festa, i mantelli sono stesi davanti a Lui, si parla di prodigi che ha compiuto, un grido di lode si leva: «Benedetto colui che viene, il re, nel nome del Signore. Pace in cielo e gloria nel più alto dei cieli» (Lc 19,38).
Folla, festa, lode, benedizione, pace: è un clima di gioia quello che si respira. Gesù ha risvegliato nel cuore tante speranze soprattutto tra la gente umile, semplice, povera, dimenticata, quella che non conta agli occhi del mondo. Lui ha saputo comprendere le miserie umane, ha mostrato il volto di misericordia di Dio e si è chinato per guarire il corpo e l’anima.
Questo è Gesù. Questo è il suo cuore che guarda tutti noi, che guarda le nostre malattie, i nostri peccati. E’ grande l’amore di Gesù. E così entra in Gerusalemme con questo amore, e guarda tutti noi. E’ una scena bella: piena di luce - la luce dell’amore di Gesù, quello del suo cuore - di gioia, di festa.

DALL'OMELIA DEL 2012 DI BENEDETTO XVILa Domenica delle Palme sia per voi il giorno della decisione, la decisione di accogliere il Signore e di seguirlo fino in fondo, la decisione di fare della sua Pasqua di morte e risurrezione il senso stesso della vostra vita di cristiani. E’ la decisione che porta alla vera gioia