16 ottobre 2013

Cominciamo a conoscere l' Epistolario di Teresa




Presa di contatto con l’ Epistolario di Teresa
dal sito "Para vos nacì"
La Commissione di preparazione al V centenario della nostra fondatrice, propone quest’anno la lettura delle numerose lettere (ma non tutte fra quelle scritte da Teresa di Gesù) custodite in alcuni monasteri, conventi e archivi. Ringrazia le religiose della Compagnia di Santa Teresa (stj) e il loro “Proyecto Nudo”, alle quali siamo debitori della struttura di base di queste schede.  Ricordiamo che la loro pagina internet (www.proyectonud o.jimdo.com) offre vari interessanti seminari  “on line” sulle opere della Santa e, concretamente, una rilettura delle sue lettere intitolata:  Vita quotidiana e spiritualità per “tempi duri”.
Le 11 schede che in questo corso saranno dedicate all’epistolario teresiano mantengono i titoli e le  strutture di quelle che le religiose stj ci hanno facilitato (salvo l’ultima che sarà totalmente nuova )  anche se, quando ciò si renderà necessario, le lettere che saranno proposte per la lettura verranno  accordate alla selezione che ci viene offerta dalla Commissione del Centenario (disponibile in  www.paravosnaci.com ), e, nello stesso tempo, quelle indicate dalle schede originali e non dalla  suddetta selezione, sono presentate come letture “ complementari”(sono tutte indicate nel primo  punto di ogni scheda, con la data corrispondente).
Infine, le nostre schede aggiungono anche  un’ultima e tradizionale sezione: “Per la riflessione, la preghiera...dopo la lettura dei testi”.  
1. Proposte di lettura
a. Fondamentali:
* A don Lorenzo de Cepeda. Avila, 23.12.1561
* A don Lorenzo de Cepeda Toledo, 17.1.1570
* A donna Giovanna de Ahumada Avila, 4.2.1572
* Al Re don Filippo II Siviglia, 19.7.1575
* A don Teutonio de Braganza Valladolid, 22.7.1579

b. Complementari (soprattutto):
* A don Francisco de SalcedoValladolid, settembre 1568
* A donna Giovanna de Ahumada Toledo 19.10.1569
* A Fra’ Luigi de Granada Beas, maggio 1575
.* A Maria di San Giuseppe Soria, 16.6.1581

2. Piste generali di lettura (per tutte le schede)
Ovviamente un aiuto indispensabile sarà avere presente una buona cronologia della santa per partire  da un’idea base del contesto in cui scrive ogni lettera: età, momento del suo cammino spirituale,  residenza e attività principale, opere letterarie che sta portando avanti (se vi sono)....  Ma passiamo alle piste propriamente dette:
·         Cosa dice Teresa di se stessa? Prestiamo attenzione a ciò che dice esplicitamente e anche a ciò  che si può cogliere in forma implicita: tratti della sua personalità che appaiono.

·          Cosa dice del contesto e della realtà? Identifichiamo temi, preoccupazioni, decisioni, criteri,  consigli...
·         . Cosa dice di Dio, della vita spirituale? Anche i n forma implicita o esplicita.  
·         Ovviamente è sempre interessante notare i dubbi, le difficoltà o le questioni che ci hanno  sorpreso positivamente per riprenderle, approfondir le, commentarle e condividerle....
  Evidentemente se si seguono bene queste piste e, soprattutto, se si prendono delle note precise, dal  lavoro di questo corso si ricaverà un indice di grandi temi teresiani: relazioni familiari e affettive,  questioni economiche e organizzative, criteri di discernimento vocazionale, chiavi di  accompagnamento spirituale...  Ovviamente, e come è diventato abituale in questi  anni di preparazione al V Centenario della  Nascita di S. Teresa, siamo convinti che il lavoro  personale (con ogni scheda) si completi e si  arricchisca sempre attraverso  incontri e condivisioni.

 3. Prime impressioni
 a. In generale: che cosa credete vi possa portare l a lettura e il lavoro sulle lettere
b. Un esercizio di immaginazione: se non conosceste nulla di Teresa di Gesù e il vostro primo  contatto con lei fosse attraverso queste lettere che avete appena preso in considerazione, come  descrivereste questa donna? Cosa direste di lei?  
4. Per la riflessione, la preghiera... dopo la lettura dei testi  Ogni lettera verrà citata solo con la data, a meno  che non ve ne siano altre con la medesima  nell’epistolario teresiano, nel qual caso si aggiungerà il destinatario.  I numeri che seguono le date e tra parentesi indica no i paragrafi della lettera a cui ci si riferisce  (secondo l’edizione italiana della Postulazione dalla quale sono tratte le 49 selezionate per questo  corso dalla Commissione del Centenario).  
Le questioni proposte in questa sezione, come negli anni precedenti, non hanno la pretesa di  esaurire la riflessione né di accaparrarla, ma suggeriscono delle possibilità. Ogni persona o  gruppo utilizzi solo ciò che ritiene utile. Come si ricorderà dei corsi precedenti, in ogni numero  invitiamo ad considerare il tema o il paradosso pro posto (se si è d’accordo, giustificarlo...),  rivedere la propria vita e quella della comunità e  il contesto (qualora se ne tenesse conto, come  applicarlo o concretizzarlo...), farne oggetto di preghiera personalmente (ringraziare, supplicare,  intercedere, contemplare...) e in gruppo...
 Non ripeteremo queste piste alla fine di ogni numero, basti, perciò, questa indicazione iniziale.
1.      Non è sorprendente, ed è evidente – per le date  e destinatari delle sue lettere in generale, e in  particolare per il contenuto delle prime che sono state lette- il legame di queste con il suo  impegno di fondatrice. Eppure, e ciò risulta sorprendente, e fa riflettere, pregare e condividere...  la notevole relazione con la sua famiglia biologica , soprattutto se si ricordano le restrizione che  al riguardo lei stabilisce (cfr. CV 8-9, Cost. V 6- 7, ecc.).  
Si faccia attenzione in queste prime lettere al coinvolgimento affettivo verso i suoi familiari,  comprese le loro preoccupazioni e implicazioni economiche.
 2. Tre le prime espressioni che abbiamo potuto leggere, alcune sembrano molto “provvidenzialiste”,  per esempio riguardo l’opportunità di certe elemosine [23.12.1561 (1.3)] o la preghiera di  intercessione e il valore delle reliquie e di certi sacrifici [23.12.1561 (12.13)], 17.1.1570  (14.17)].  Eppure, al tempo stesso, troviamo Teresa molto atti va e astuta: 23.12.1561 (3.4.15), al re don  Filippo II 19.7.1575....  
3. Un altro paradosso del Signore. La Santa sa di essere divinamente ispirata come fondatrice e  formatrice (scrittrice) 23.12.1561 (2), a don Teutonio 22.7.1579 (1). Ma solo dopo aver molto  discusso con i dotti: 23.12.1561 (2), 17.1.1570 (11 ), maggio 1575.  E noi, crediamo possibile la prima cosa, facciamo u so della seconda?  4. Le prime notizie che troviamo circa lo scopo del la sua fondazione includono l’orazione, ma  sembrano accentuare di più il rigore fisico [23.12. 1561 (2)].
Cosa pensare allora dell’attenzione  che dedica alla cura della salute?  “Infine, anche se piccola e povera [la casa-convento], con una bella vista e campo” [23.12.1561  (3)], cfr. anche: 17.1.1570 (4), 4.2.1572 (1), a Maria di San Giuseppe 16.6.1581.
 5. A proposito della salute, in 17.1.1570 (4) troviamo una chiara conferma dell’esperienza cantata  nel poema-motto del Centenario: Vuestra soy, para V os nacì/ qué mandais hacer demì? “Dammi  morte, dammi vita / dammi salute o infermità / dammi onore o disonore... a tutto dico di sì, cosa  disponi per me?”
 6. Sappiamo che l’ispirazione divina del progetto teresiano non esclude, anzi richiede la sua assidua  vigilanza organizzativa (cfr. sopra le citazioni finali della questione 2), soprattutto, secondo  queste prime lettere lette, quella di tipo economico: 17.1.1570 (5.11-12.18). Perciò sembra che  vivere in modo povero e austero sia tutto il contra rio che improvvisare 2 . Richiede un costante  discernimento, per esempio nel caso di ricevere candidate con o senza dote: 17.1.1570 (17-18).
 7. Interessanti criteri vocazionali si possono ricavare dai suoi commenti sulla sua cugina Anna  Cepeda, come pure, anche se di meno, quelli sulla nipote Maddalena de Guzman: 17.1.1570  (9.10).
 8. Fin da questi inizi viene già indicata la finalità evangelizzatrice e missionaria della sua riforma :  17.1.1570 (13).  
9. Riguardo la vita spirituale le lettere indirizza te a suo fratello Lorenzo ci insegneranno molto e d i  fatto una scheda propria vi sarà dedicata. Qui è già chiaro, anche se vi è una possibile allusione a  fenomeni straordinari [23.12.1561 (2)] che Dio opera normalmente attraverso le mediazioni  ordinarie, soprattutto persone: suo fratello Lorenzo, che non cessa di ringraziare per le sue  elemosine fatte a lei e a molti; lei stessa (abbiamo già ricordato le sue ispirazioni e le sue  sollecitudini organizzative); Guiomar de Ulloa (ibi d. 3); Antonio Moran (ibid. 6)... Quindi la  vita spirituale ha a che fare con la generosità nei propri beni ed energie e non è compatibile con  una forma “istallata” di vivere conforme ai criteri e abitudini del “mondo”: 23.12.1561 (5),  17.1.1570 (1.13
10. La vita spirituale non è questione di tecniche  o di strategie: la Santa mira, sebbene in queste  prime lettere molto di sfuggita, ad una relazione interpersonale (servire qualcuno), e soprattutto  rileva il suo carattere dinamico, di processo, di l otta costante, che richiede di crescere “almeno  un pochino ogni giorno” 23.12.1561 (5). Evidenzia  anche che questa relazione e processo deve  essere curato ed educato fin dall’infanzia: 17.1.15 70 (8).
 11. In questa forma di trattare ed stimolare la via spirituale vi è un evidente prevalenza di ciò che significa il cielo (cfr. ”la verità di quando ero bambina”: Vita 3,5 e scheda corrispondente):  23.12.1561 (5), 17.1.1570 (6). Senza per questo negare l’importanza dell’impegno sulla terra;  anzi, quanto più grazie e autorità si hanno, tanto  maggiore deve essere l’impegno, come mostra il  suo caso (cfr. questioni precedenti 1,2,6 e 9) o le sue “esortazioni” al Re [19.7.1575 (4) e a don  Teutonio [22.7.1579 (6)].  
12. In queste prime lettere ovviamente risaltano due grandi passioni e preoccupazioni: le sue  famiglie, biologica e religiosa. Ciò nonostante anche qui parla di “questi indiani che non mi costano poco” (17.1.1570 (13)] e inoltre troviamo un’appassionata lettera per mediare la pace tra Spagna e Portogallo, la pace tra cristiani [a don Teutonio 22.7.1579 (3-7)].  
13. Anche se non tutti potranno avere accesso alla lettera “complementare” del settembre 1568, vale  la pena notare come in essa, insieme al carattere affettuoso e meticoloso della Santa (ben comprovato dalle lettere lette), si evidenzia, e lei stessa confessa, il suo carattere forte: “Io stessa ne sono occasione, perché mi sono adirata con lui [ Giovanni della Croce] in certi momenti” (2).  Conosci dei casi in cui la santità e questo tipo di carattere vanno insieme?  Ti sembra possibile? Come lo spieghi?