02 gennaio 2014

Un anno con Fra Lorenzo della Resurrezione



Qualcuno storce il naso a sentir parlare di questo fraticello, come se a parte l'abusata frase che lo contraddistingue (Io rigiro la mia frittata nella mia padella per amore di Dio) non riuscisse a insegnare altro. E invece non a caso il nostro Ordine, quest'anno in cui ricorre il quarto centenario dalla sua nascita.
Nicolass Herman (1614-1691) nato a Hérimenil a pochi chilometri da Luneville, in Lorenaun, era un
 soldato ferito nel corso di un assedio fu improvvisamente toccato da Dio, al punto da scegliere la vita di carmelitano. 
Datosi a Dio, nella vita al Carmelo, rimase secolare, semplice frate con i compiti di cuoco e ciabattino. Si fece chiamare Lorenzo. Quell'uomo così umile divenne maestro d'interiorità. Sì, perché toccato dalla grazia di Dio, sperimentata nella preghiera, raggiunse un invidiabile livello di vita contemplativa. Anche oggi proprio lui, il semplice cuoco che imparò la spiritualità carmelitana  può insegnarci con la sua semplicità la cosa più importante che serve a un carmelitano: fare esercizio della presenza di Dio. E se vi sembra poco ...?
 Come sperimenta Lorenzo la presenza di Dio? Come la vive e la segue? La presenza di Dio ha senso nella civiltà dominata da Internet, antenne satellitari e viaggi nel cosmo? “Il tempo dell’azione non è affatto diverso dal tempo dell’orazione”, insegnava Lorenzo della Resurrezione a confratelli e visitatori tra le mille incombenze della cucina. Possiamo scoprire il nostro tempo dell'orazione soltanto come ha fatto lui: seguendo i passi di Teresa nella nostra quotidianità.  Su questo blog condivideremo alcuni suoi insegnamenti.

  
LA TESTIMONIANZA
Il  santo che ha accompagnato i miei giorni in quest' anno che si è appena concluso è stato Fra Lorenzo della Resurrezione, un semplice fratello laico.
Alla sua scuola ho imparato che tutta la vita spirituale consiste nello stare alla Presenza di Dio e che non è necessario stare sempre in Chiesa per stare con Dio, ma che possiamo fare del nostro cuore un luogo di preghiera nel quale di tanto in tanto ci ritiriamo per intrattenerci amorosamente con Lui.
Ho capito che non dovevo fare niente di diverso da quello che ordinariamente facevo, ma dovevo soltanto farlo in maniera diversa: con amore e per amore.
All'inizio non è stato facile, ma a poco a poco mi sono abituata a questo santo esercizio che nessuno vedeva ed oggi é bello pensare che Lui mi sorride contento quando tra un'occupazione e l'altra gli dico: "Ciao Gesù, ti voglio bene",  oppure sentirmelo accanto premuroso quando in un momento di difficoltà mi ripete:"Non temere, Io sono qua, insieme ce la faremo!".
Anche Suor Maria Giuseppina di Gesù Crocifisso, altra carmelitana scalza, scriveva:"Per conservare la serenità dello spirito è indispensabile l'esercizio della presenza di Dio. Con Dio presente opereremo con Lui e il nostro operare sarà senza dubbio meritorio e santo".
Ho compreso allora che non potevo tenere per me un dono così importante, ma che dovevo condividerlo con chiunque avesse voluto sperimentare che:"Non c'è al mondo un genere di vita più dolce e delizioso di un ininterrotto colloquio con Dio e che solo chi ne fa l'esperienza può comprenderlo e gustarlo".
Allora coraggio,cominciamo, perché Dio non aspetta altro che una nostra generosa decisione!
Grazie, Fra Lorenzo, sei stato e sarai sempre per me un amico prezioso.
Rita Samarelli ocds