14 luglio 2014

A proposito di preghiera d'intercessione



Un giorno, una persona di mia conoscenza,  avendo visto dalla sarda che, nel cuore della notte, erano ancora accese le luci della cella, mi domandò: “ Padre, ma lei dorme di notte?” 
“Sì”, risposi. 
“E allora perché era accesa la luce alle tre della notte?”  

 “Vedi, aggiunsi, succede a me quello che capita ad un padre di famiglia. Quando il tuo bimbo di notte, preso da un dolore o da un cattivo sogno, piange, tu ti alzi, lo accogli nelle tue braccia e lo vai cullando, finché non ritrova nel sonno la sua pace. Ebbene, per grazia di Dio, anch’io vivo qualcosa del genere. Quando sento insistente il grido dell’umanità, le sue lacrime, il tormento delle sue pene, il pianto di una struggente nostalgia di bene, io mi alzo e con affetto mi piego sull’umanità sofferente, cullandola nella preghiera e attendendo che in Dio ritrovi la sua pace […] La paternità spirituale non è una parola vuota e nebulosa. [..] è sempre partecipazione all’unica paternità di Dio, così omogenea da costituire con Lui un cuor solo e da essere disposti a fare dono del meglio di sé. I fratelli diventeranno nostri figli, quando li ameremo con il cuore del Padre celeste.          
 Padre Maurizio di Gesù Bambino  carmelitano scalzo