15 luglio 2014

Dal mantello di Elia allo Scapolare - 9

di p. Raffaele Amendolagine
Continuiamo con la storia. Nel mille e duecento devono abbandonare quei luoghi. Occasione che fa realizzare un piano di Dio. L'Europa li attende e li abbraccia, ma non possono sfuggire alle trame del diavolo che "come leone ruggente" cerca di divorarli.

Devono lasciare la vita eremitica, e, ormai carichi di Dio, si sentono di poter trasmettere agli altri ciò che hanno preso dall'incontro con Dio. Nascono i conventi, parafulmini e rifugio nelle tempeste del mondo. La lotta per sopravvivere a volte è dura. Come vincere? Il silenzio, la preghiera e la contemplazione diventalo l' "armatura" per rafforzare la fiducia nell'intervento divino.
Maria segue i suoi fratelli e figli con attenzione, come alle nozze di Cana. Prega con loro e prega per loro. E Dio la manda a porgere anche fisicamente un'ancora di salvezza, una protezione tangibile.

Mille e duecento cinquantuno.
Mentre sembra affievolirsi la speranza di poter sopravvivere, il superiore generale, accompagnato dalle lacrime e suppliche dei suoi carmelitani, invoca Maria come "Fiore del Carmelo" (canto tradizionale dell'Ordine: "Flos Carmeli"). La Madre e sorella non si fa attendere, gli appare garantendo la fine delle persecuzioni e gli offre un segno della sua protezione, non solo temporanea, ma permanete per la vita presente e per quella futura. E' il suo manto. Anzi è l'abito già vestito dai carmelitani che prende tra le mani e lo trasforma in suo. "Ecco -dice- chi vivrà ricoperto da questo abito sentirà la mia protezione nella vita attuale e all'ingresso di quella futura". Per cui non solo sopravvivenza, ma vita eterna! Solleva, quasi sfilando lo scapolare del vegliardo generale, facendolo ricadere impreziosito da questa promessa. Non è più un pezzo di stoffa, ma caparra per la realizzazione di quanto offerto.

I religiosi cominciarono a venerare questa striscia di stoffa che scendeva sopra la tonaca dalle spalle a terra. Ancora oggi, lo baciano e gli prestano un vero e proprio culto: è l'abito della Madonna! Per motivi pratici e per non distaccarsene mai, fu nel tempo anche ridotto.
Col tempo la gente desiderò di esserne rivestita per partecipare agli stessi privilegi, nacquero così le confraternite del santo Scapolare.
Questa devozione è riconosciuta, approvata e incrementata da diversi Papi. Il primo fu Giovanni ventiduesimo (1316-1322) che la tradizione vuole sia stato anche il primo a sottolinearne la potenza, anche dopo la morte. Sembra che avvenne dopo un'apparizione della medesima Vergine Santissima, che gli avrebbe assicurato questa protezione aggiungendo che sarebbe discesa nel purgatorio per portare in Paradiso, il sabato dopo la morte, chi fosse stato rivestito di questo Scapolare. Quest'ultima promessa, chiamata "privilegio Sabatino", fece da allora invocare la Madonna del Carmine anche con il titolo "delle anime del Purgatorio".

Portare lo Scapolare o fare parte della sua confraternita realizza una specie di consacrazione al Vangelo. Ha due vantaggi: "portandolo" (mantenendolo, cioè, a portata di mano o di vista) è risveglia la memoria a vivere il messaggio di Gesù e, il più importante, la Madonna stessa garantisce un aiuto non solo a ricordarlo, ma a farlo mettere in pratica.
Non è un talismano, cioè un qualcosa che automaticamente fa ottenere ciò che la Madonna ha promesso, e neppure un semplice ornamento, tanto più che essendo di stoffa è grezzo e poco apprezzato. L'abito o il vestito della Madonna dovrebbe rappresentare le sue virtù delle quali si desidera essere rivestiti, cioè messe in pratica. Si riceve con questa aspirazione che deve crescere, la meta può essere racchiusa nell'espressione di una vita "con Maria e come Maria".
Sono suggerite alcune pie pratiche, prima fra tutte quella dell'ascolto del Signore "notte e giorno" attraverso il confronto con la Parola di Dio. Per arrivare a questo è necessaria la preghiera, quella oggi chiamata silenziosa o del cuore, che riesce, come il profeta Elia, a sentire Dio nel "mormorio di un soave silenzio". Maria, sorella e madre, è la guida. La sua vita e le sue virtù sono il tracciato da percorrere per arrivare a raggiungerla nel Regno dei cieli.