16 agosto 2014

Cristo e i suoi poveri nel cuore della B. Maria Sagrario

La carmelitana scalza che ricordiamo oggi è Suor MAria Sagrario di San Luigi Gonzaga, al secolo Elvira Moragas Cantarero, nata a Lillo (Toledo) l’8 gennaio 1881. Elvira ricevette un’educazione e formazione umanistica dal padre, stimato farmacista. Proseguì e perfezionò nella scuola delle Mercedarie di San Fernando a Madrid. Frequentò gli studi superiori con ottimi risultati e si iscrisse alla Facoltà di Farmacia dell’Università madrilena. Unica donna fra 80-85 studenti, si laureaò con ottimi voti e cominciò ad aiutare suo padre nella farmacia ed alla sua morte, nel 1909, iniziò a gestirla personalmente, divenendo quasi sicuramente la seconda donna spagnola titolare di un’attività farmaceutica.
Elvira stabilì che il sabato fosse il giorno dedicato all’elemosina ai poveri proprio lì in farmacia e questa consuetudine durò per molto tempo anche dopo la guerra. Quando anche il fratello Ricardo si laureò in Farmacia, Elvira con il consiglio del suo direttore spirituale, il gesuita Maria Rubio Peralta, poi beatificato, decise di entrare nel monastero delle Carmelitane Scalze di Santa Ana y San José nel giugno 1915.
A dicembre dello stesso anno prese l’abito carmelitano cambiando il proprio nome in Maria Sagrario di S. Luigi Gonzaga. La notte di Natale del 1916 fece la sua prima professione e nell’Epifania del 1920 emise la professione solenne.
In convento continuò la sua opera di beneficenza di farmacista con l’aiuto del fratello Ricardo, divenuto titolare della farmacia.
Generosa, gioiosa e ben voluta fu anche all'interno della comunità carmelitana che la elesse priora nel triennio 1927-30. Il 1° luglio 1936 fu eletta di nuovo priora del monastero, pochi giorni prima che scoppiasse la famigerata Guerra Civile spagnola, che insanguinò la Nazione dal 1936 al 1939, mietendo solo fra i religiosi ben 7300 vittime; il 20 luglio la folla attaccò anche  il convento e le religiose cacciate in strada, Madre Sagrario non volle unirsi alla fuga del fratello da Madrid, per poter assistere meglio, per quel che poteva, le sue monache sparse per la città.
Trascorse tre settimane nascosta nella casa dei familiari di un’altra suora, il 14 agosto venne arrestata e portata nella prigione repubblicana di via Marqués del Riscal, famosa per le crudeltà che si facevano. Fu interrogata più volte, madre Sagrario non rispondeva e scrisse solo su un foglio “Viva Cristo Re” l’espressione dei martiri di quell’epoca insanguinata. Durante la notte fu rinchiusa nella Padrera de San Isidro e nelle prime ore del mattino fu fucilata, era il 15 agosto del 1936.
Il processo per la beatificazione du aperto dall’arcivescovo di Madrid nel 1962, che si sono conclusi con la solenne proclamazione da parte di S. Giovanni Paolo II in Piazza S. Pietro a Roma il 10 maggio 1998.
La Chiesa la ricorda il 15 Agosto, mentre i Carmelitani Scalzi ne fanno memoria il 16 Agosto.

Per chi recita la Liturgia delle Ore è conciderata in Italia un memoria facoltativa. Chi desidera comunque onorare la sua memoria e pregare con lei. Si fa riferimento alle indicazioni del Proprio della Liturgia delle Ore dell'Ordine dei Carmelitani Scalzi. Vedi qui


C'è anche un sito, in lingua spagnola, dov'è possibile attingere altre notizie e anche foto (compresa quella poco dopo la fucilazione) della beata. Per consultarlo clicca QUI