31 luglio 2015

Teresa Benedetta sui passi di Teresa

  COME ORGANIZZARE LA PROPRIA GIORNATA



..Fin dal primo mattino, al risveglio, ci vorremmo precipitare verso i compiti che ci molestano, le opere che ci sollecitano, di cui la preoccupazione ci ha sicuramente inseguite, forse fino a turbare il riposo notturno.
...È il momento di riprenderci, di dire a noi stesse: "Attenzione, niente di tutto questo deve toccarmi". La prima ora della mia giornata appartiene al Signore. Il compito che Egli mi indicherà, io lo farò, ma è Lui che me ne darà la forza. È così che "andrò verso l'altare di Dio". Non si tratta qui di me, né delle mie capacità limitate, ma del Sacrificio per eccellenza, del mistero della Redenzione. Sono invitata a parteciparvi, a lasciarmici purificare e rallegrare; a lasciarmi prendere con tutto quello che posso dare, offerta per soffrire, insieme alla Vittima pura, sull'altare.
Quando il Signore verrà verso di me, nella santa comunione, come santa Teresa Gli domanderò: "Signore dimmi, cosa vuoi da me?", poi andrò verso quello che Egli mi rivelerà in un dialogo silenzioso.
Recandomi al lavoro dopo questo banchetto mattutino, porterò un'anima tranquilla, vuota di ciò che poteva opprimerla e turbarla, piena di santa gioia, di forza e di ardore. La mia anima sarà cresciuta e fortificata perché, uscita da se stessa, sarà penetrata nella vita divina; il Signore vi avrà acceso la fiamma della carità che, bruciando dolcemente, la spingerà a comunicare agli altri quel fuoco d'amore...
L'anima vedrà dinanzi a sé distintamente illuminato un tratto della strada da percorrere. Il suo sguardo non arriverà troppo lontano, ma via via che avanzerà nel cammino, nuovi orizzonti si riveleranno e le loro vie d'accesso le verranno aperte in tempo utile.
Resta da mettersi all'opera e lavorare forse per quattro o cinque ore di seguito, sia per insegnare o per andare all'ufficio. Queste ore si consumeranno ben prima che possiamo adempiere ai doveri che ci riguardano...la stanchezza personale, le interruzioni impreviste, la turbolenza dei bambini, la cattiva volontà dei colleghi...che so! ogni sorta di fattori saranno intervenuti...
A mezzogiorno eccomi dunque, sfinita, la testa a pezzi, rientrare a casa per trovarvi sicuramente qualche preoccupazione supplementare. Ahimè, che ne è stato della freschezza mattutina dell'anima? Sarò tentata di buttarmi a testa bassa contro l'ostacolo, di mettermi in collera, gli spunti di impazienza, di scontento, di rimorso mi divoreranno il cuore. E pensando a tutto quello che mi resta da fare, esiterò a prendermi un po' di riposo, pensando piuttosto a rimettermi subito in cammino.
Ma qui ancora, anche per un solo istante, bisogna ritrovare la pace. Ognuna deve conoscere abbastanza se stessa per sapere con quali mezzi ristabilire la calma. La soluzione migliore sarebbe una breve sosta presso il Tabernacolo, per deporre le nostre preoccupazioni ai piedi del Maestro. Se non è possibile, cerchiamo di riprendere fiato in camera nostra e forse, quando il bisogno se ne fa sentire, di riposarci fisicamente.
E se abbiamo doveri che ci vietano questa pausa, se le circostanze materiali impediscono una nostra visita in chiesa o il nostro ritorno a casa? Niente dovrà allora distoglierci dal chiuderci dentro di noi, isolarci dai rumori e fuggircene verso il Signore.
Egli è sempre presente e in un attimo può restaurare le nostre forze. Così il resto della giornata si svolgerà forse nella stanchezza e nell'afflizione, ma nella pace. Venuta la sera, se il nostro sguardo interiore scopre molte lacune, rivelandoci tutto ciò che vi è stato mancato, se la vergogna e il pentimento ci salgono al cuore, prendiamoci come siamo, con quello che non abbiamo potuto portare a compimento, poi rimettiamoci alle mani di Dio e abbandoniamoGli tutto. In quanto al nuovo giorno che ci attende domani, lo affronteremo come una vita nuova, in cui tutto ricomincia.