16 settembre 2012

Oggi seguendo le orme di Teresa: promesse e ammissioni

La nostra fraternità secolare sta per vivere, fra qualche giorno, un momento importante della sua vita: la promessa per tutta la vita di una delle sue componenti, la promessa temporanea di sei fratelli e sorelle e l'ammissione di una nuova sorella.
Una festa di famiglia, la testimonianza forte di chi ha risposto alla chiamata particolare del Signore in un mondo così secolarizzato.
Siamo donne e uomini secolari,  non secolarizzati, che non vivono cioè come se Dio non ci fosse. Per noi il Signore è presente in ogni momento, in ogni evento della nostra vita. Dobbiamo imparare ogni giorno a scoprire che cosa ci dice, come ci indirizza. Seguirlo vuol dire mettersi alla sua sequela.
Il Vangelo di Domenica 16 settembre spiega che la sequela  ha un particolare significato. Proviamo a spiegare come la dovrebbe vivere un laico cristiano carmelitano scalzo:
 
"La sequela di Gesù come membri dell’Ordine Secolare si esprime con la promessa di tendere alla perfezione evangelica nello spirito dei consigli evangelici di castità, povertà e obbedienza e delle Beatitudini. Con questa promessa si rafforza il proprio impegno battesimale nel mondo al servizio del progetto di Dio. Essa è un pegno di santità personale, che necessariamente comporta un impegno di servizio alla Chiesa nella fedeltà al carisma carmelitano-teresiano. Essa viene assunta davanti ai membri della comunità come rappresentanti di tutta la Chiesa e in presenza del Delegato del Superiore dell’Ordine.

Con la promessa fatta alla comunità alla presenza del Superiore dell’Ordine o del suo Delegato, la persona diventa membro dell’Ordine Secolare. Con questa promessa s’impegna ad acquisire la formazione necessaria per conoscere le ragioni, il contenuto e il fine dello stile di vita evangelica che assume. La promessa realizza l’impegno battesimale e arricchisce, nei chiamati alla vocazione matrimoniale, la vita di sposi e genitori. Questa promessa si rinnova una volta all’anno nel tempo pasquale". (artt. 11-12 Costituzioni Ocds)

 
La formula che coloro che faranno promessa all'Ordine Secolare dei Carmelitani Scalzi è la seguente
Io mossa/o dalla grazia dello Spirito Santo, in risposta alla chiamata di Dio, sinceramente prometto ai Superiori dell’Ordine del Carmelo Teresiano e a voi, miei fratelli e sorelle, di tendere alla perfezione evangelica nello spirito dei consigli evangelici di castità, povertà e obbedienza e delle Beatitudine secondo la Regola e le Costituzioni dell’Ordine Secolare dei Carmelitani Scalzi, per tre anni (promessa temporanea)/ per tutta la vita (promessa definitiva).
Affido filialmente la mia Promessa alla vergine Maria, Madre e Regina del Carmelo.
I membri dell’Ordine Secolare dei Carmelitani Scalzi sono, quindi, membri della Chiesa, chiamati a vivere un rapporto di intimità con il Signore, riconosciuto come “Colui dal quale sappiamo essere amati”,  definizione che Santa Teresa d'Avila dà nel capitolo 8 del Libro della Vita (paragrafo 5), servendo la Chiesa. I modelli del carmelitano scalzo sono la vergine Maria, sotto la cui protezione camminiamo,  Santa Teresa di Gesù e San Giovanni della Croce (fondatori del ramo riformato dell'Ordine) e la tradizione biblica del profeta Elia. Ognuno di noi cerca di approfondire gli impegni cristiani ricevuti nel battesimo. Tutto l'Ordine del Carmelo (frati, monaci e secolari) fa riferimento alla Regola di Sant’Alberto, scritta per laici che si riunirono sul monte Carmelo per vivere una vita dedicata alla meditazione della Parola di Dio sotto la protezione della Vergine, dal Patriarca di Gerusalemme, Sant' Alberto. In questa Regola si trovano i principi che guidano la vita carmelitana:

a) Vivere in ossequio di Gesù Cristo;
b) Essere assidui nella meditazione della legge del Signore;
c) Dare tempo alla lettura spirituale;
d) Partecipare alla liturgia della Chiesa, sia all’Eucaristia come alla liturgia delle Ore;
e) Dedicarsi alle necessità e al bene degli altri nella comunità;
f) Indossare le armi delle virtù, vivendo un’intensa vita di fede, di speranza e di carità;
g) Cercare il silenzio interiore e la solitudine nella nostra vita di preghiera;
h) Usare una prudente discrezione in tutto ciò che facciamo
.
                                                                                                                         (art. 6 Costituzioni Ocds)

SUI PASSI DI TERESA OGGI

Questo vuol dire che entriamo in una campana di vetro? che diventiamo migliori? che il carmelitano secolare deve solo pregare e  distaccarsi da tutto? Siamo come le monache e i frati? Certamente no. L'impegno è grande ma non ci rende nè migliori nè alienati dal contesto in cui ogni giorno viviamo. Siamo secolari e viviamo questa consacrazione nella nostra realtà di ogni giorno. Ci inserisce piuttosto in una maniera diversa nei vari contesti in cui veniamo a contatto ogni giorno:
"La vita secolare è quindi l’ambito in cui il cristiano laico è chiamato ad assumere il mondo e unirlo alla vita di Cristo, perché in Lui giunga al compimento del suo essere creato e sia ristabilito nell’unità di tutte le cose. Nel fare ciò il laico realizza al tempo stesso la sua vocazione alla santità e la sua missione nella chiesa (p. Saverio Cannistrà, Il Carisma teresiano nel secolare carmelitano)"