Contesto storico ed ecclesiale

I sessantasette anni in cui ha vissuto Teresa (1515-1582) possono essere divisi in tre blocchi:
i primi vent'anni 1515-1535 sono quelli dell'esperienza in famiglia
i ventisette successivi 1535 - 1562 sono gli anni di ricerca vocazionale, vissuti all'Incarnazione di Avila
gli ultimi venti sono gli anni della nuova esperienza familiare, quelli della comunità dei nuovi monasteri.
Questa donna visse gli anni turbolenti del suo tempo, ma seppe confrontarsi con coraggio e limpidezza, criticando la violenza del suo tempo e facendo l'apologia della donna. Con i suoi rapporti con i teologi delle maggiori università (Salamanca, Valladolid, Alcalà) allargò gli orizzonti della propria cultura. Sì, proprio lei che umilmente si definiva illetterata.
La sua figura ha un respiro europeo che per noi figli della sua spiritualità rappresenta una grande responsabilità, quella di evangelizzare tutta l'Europa. Non bisogna dimenticare, infatti, che il carisma teresiano nasce da un'esigenza missionaria ecclesiale.
Che cosa c'insegna oggi Teresa: l'esperienza dell'unione con Dio, una teologia sapienziale in grado di dialogare con il mondo e con il proprio tempo e l'apostolato al servizio della Chiesa.

Teresa nacque in un ambiente culturale che non favoriva la formazione della donna, eppure divenne una leader.
I teologi proibirono la lettura alle donne, furono messi al bando i libri in vernacolo (e quando lei se ne lagnò con il Signore, Gesù le disse che le avrebbe dato un Libro Vivente da leggere). Anche l'orazione mentale era vietata alle donne. Di fronte a queste proibizioni Teresa non si ferma, ha le idee chiare: vuole la verità. Cerca la verità su se stessa, su Dio e sull'anima. L'aiutano in questa ricerca i libri di Patristica, le lettere di San Girolamo, le Confessioni di Sant'Agostino. La lettura per Teresa deve far parte della formazione della persona, di quella maschile e di quella femminile, allo stesso modo.
Quello che scrive nelle sue opere è spesso censurato per evitarle i processi dell'Inquisizione. La prima versione del Cammino di perfezione (Escorial) conteneva una strenua difesa della donna, del suo ruolo nella società e nel mondo non secondo a quello maschile. Nella versione successiva, quella di Valladolid, fu categoricamente eliminato. Pagine e pagine della S. Madre furono censurate, come il suo commento al Cantico dei cantici.
Le novità che Teresa portò nei monasteri

Scopo delle sue nuove comunità claustrali, ben spiegato alla fine del capitolo III del Cammino di perfezione, è pregare il bene della Chiesa.
Così Teresa offre alla Chiesa un nuovo stile di vita basata sulle virtù evangeliche, l'umiltà, la fortezza, l'amore per gli altri, la determinata determinazione, l'amore per l'interiorità, il cristocentrismo, l'amore per la verità (verità verso Dio, di fronte agli altri e di fronte a noi stessi). L'ideale di Teresa è formare un cristiano contemplativo. Come Gesù saliva sul monte a pregare e poi ritornava fra la gente così Teresa concepisce l'orazione da cui devono nascere le opere e l'amore per il prossimo.
Teresa lettrice e scrittrice

Nel Libro della Vita possiamo fare l'esperienza dell'incontro con la sua personalità; nel Cammino di perfezione ne conosciamo il carisma, nel libro della Fondazioni la sua tenacia di fondatrice, nel Castello Interiore (o libro delle Mansioni) la sua spiritualità raggiunge una sensibilità che si apre alla comprensione per ogni battezzato. E' un testo a raggio ecclesiale.
(_ 1 parte)