29 maggio 2013

IL CARMELO TERESIANO RICORDA LA B. ELIA DI S. CLEMENTE

"Nel dolore mi slancio nell'infinito ove trovo il mio Dio, senza perdere neppure un instante la pace. Sento che Dio è il padrone assoluto di tutta me stessa, sento che Egli vive e dimora in me con la sua grazia, ma tutto questo nelle tenebre, togliendo al mio cuore ogni soddisfazione ... com'è dolce per l'anima amarlo nella povertà assoluta di ogni cosa"
B. Elia di San Clemente


La spiritualità di questa carmelitana scalza, nata a Bari nel 1901, entrata nel Carmelo l'8 aprile 1920 e morta il 25 dicembre 1927,è l'eco di un profondo desiderio di intimità con il Signore. Un esempio di come, figlia spirituale di Teresa d'Avila, Elia di San Clemente (al centro nella foto) abbia incarnato l'invito all'umiltà della santa madre e l'invito a non difendersi se accusata ingiustamente (la sua vita in clausura non fu facile). Nulla ha turbato la sua pace interiore, nè il dolore fisico nè le calunnie, al punto da farle scrivere nel diario spirituale: "Anima mia, offri e taci; ama e spera, immolati e nascondi la tua immolazione sotto un sorriso e sempre avanti!"
La verità patisce, ma non perisce. Credeva profondamente in questo.
Beatificata il 18 marzo 2006, Sr. Elia di San Clemente è un esempio  anche per  noi laici di come il cristiano deve affrontare le difficoltà: con coraggio e speranza, nel completo abbandono in Dio.