07 giugno 2013

Solennità 
del Sacratissimo Cuore di Gesù




Oh, dolce Gesù, 
nostro bene e nostra gioia! 
Dammi la tua luce, 
i tuoi occhi mi guardino.


Gesù mi ha guardato 
e mi guardò. 
mi ha detto: "Io 
muoio per te "


Oh, dolce Gesù, 
nostro bene e nostra gioia! 
Dammi la tua luce, 
i tuoi occhi mi guardino.


Anna di San Bartolomeo, carmelitana scalza di cui oggi il Carmelo Teresiano fa memoria


Sono tante le figure venerate dalla Chiesa che hanno diffuso, sin dal Duecento, la devozione del Sacro Cuore di Gesù. Molte di loro provengono dalla mistica tedesca. Tra esse Matilde di Magdeburgo (1207-1282), Matilde di Hackenborn (1241-1299), Gertrude di Helfta (1256-1302). Quest'ultima ebbe una visione in cui chiese a san Giovanni evangelista perché, nel suo Vangelo e nelle sue Lettere, aveva fatto solo intravedere quei misteri pieni di amore che aveva ricevuto dal Sacro Cuore. L’Apostolo le rispose: «Il mio ministero doveva limitarsi a rivelare sul Verbo increato, eterno Figlio del Padre, alcune parole feconde, sulle quali l’intelligenza degli uomini meditasse continuamente, senza poter mai esaurirne le ricchezze. Ma agli ultimi tempi è riservata la grazia di udire l’eloquente voce delle pulsazioni del Cuore di Gesù. Nell’udire questa voce, l’invecchiato mondo ringiovanirà dal suo torpore e il calore del divino amore lo infiammerà un’ultima volta» 
E' tuttavia nel Seicento che Giovanni Eudes (1601-1680) e, con le sue rivelazioni private, Margherita Maria Alacoque, che si diffonde ovunque questa devozione. S. Giovanni Eudes autore dell'ufficio liturgico per il Sacro Cuore di Gesù, in particolare esortava «Donatevi a Gesù, per entrare nell’immensità del suo grande Cuore, che contiene il Cuore della sua Santa Madre e di tutti i santi, e per perdervi in questo abisso di amore, di carità, di misericordia, di umiltà, di purezza, di pazienza, di sottomissione e di santità» (Coeur admirable, III, 2).

"Come hanno sostenuto non solo i Padri della Chiesa, ma anche i grandi santi come santa Teresa d’Avila e sant’Ignazio di Loyola - spiegò il cardinale Carlo Maria Martini -  l’umanità di Gesù rimane un passaggio ineliminabile per comprendere il mistero di Dio. ...
La devozione al Sacro Cuore ci ricorda anche come Gesù abbia donato sé stesso “con tutto il cuore”, cioè volentieri e con entusiasmo. Ci viene dunque detto che il bene va fatto con gioia, perché «vi è più gioia nel dare che nel ricevere» (At 20, 35) e «Dio ama chi dona con gioia» (2 Cor 9, 7). Ciò tuttavia non deriva da un semplice proposito umano ma è una grazia che Cristo stesso ci ottiene, è un dono dello Spirito Santo che rende facile ogni cosa e ci sostiene nel cammino quotidiano, anche nelle prove e nelle difficoltà". 

La Chiesa ha riconosciuto questa devozione: Papa Leone XIII a promulgò l'enciclica Annum Sacrum, con cui si effettuava la consacrazione del genere umano al Sacro Cuore di Gesù. Il 15 maggio del 1956 il Papa Pio XII pubblicò l'enciclica "Haurietis Aquas": "Attingerete acqua con gioia alle sorgenti del Salvatore" in cui ricordò l'istituzione della festa del Sacro Cuore - estesa a tutta la Chiesa - da parte di Pio IX il 23 agosto 1856.