17 settembre 2013

Sant'Alberto di Gerusalemme, uomo di pace e verità


Alberto, chiamato per grazia di Dio ad essere Patriarca della Chiesa di Gerusalemme, agli amati figli in Cristo B[rocardo] e gli altri eremiti che vivono sotto la sua obbedienza presso la Fonte, sul Monte Carmelo, salute nel Signore e benedizione dello Spirito Santo.


Comincia così la Regola che il Patriarca di Gerusalemme tra il 1206 e il 1214 diede ai primi fratelli laici eremiti sul Monte Carmelo.

Recentemente, il quotidiano "Avvenire" nell'illustrare la figura di Sant'Alberto di Gerusalemme, che noi consideriamo padre fondatore dell'Ordine del Carmelo, ha scritto che "Un pastore deve saper mediare tra le diversità per portare tutti alla verità, proprio come seppe fare sant'Alberto di Gerusalemme". 
Fu, infatti, uomo del dialogo interreligioso e si prodigò in Palestina sia per il dialogo e la pacificazione tra i cristiani sia tra i cristiani e i musulmani. 


Ed è questo l'aspetto che deve ispirare  noi laici: la capacità di dialogo, di mediazione.

Di origine francese, nato in Emilia a Castel Gualtieri (zona Avogadria)  intorno al 1150, entrò tra i Canonici Regolari della Santa Croce di Mortara, di cui fu priore dal 1180. Fu vescovo di Bobbio e di Vercelli prima di essere nominato Patriarca di Gerusalemme nel 1205 da Papa Innocenzo III. 
Morì pugnalato per la vendetta di un religioso (che aveva rimproverato e rimosso per cattiva condotta)il 14 settembre 1214, nel giorno dell'Esaltazione della Croce. L'Ordine dei Carmelitani Scalzi lo ricorda il 17 settembre
L'anno prossimo si celebreranno 800 anni dalla sua morte.