03 gennaio 2014

Sacerdote e fondatore dei Carmelitani laici nel Malabar

Oggi il calendario liturgico dei Carmelitani Scalzi d'Italia ricorda p. Ciriaco Elia Chavara, un sacerdote carmelitano di origini indiane (Kainakari, Kerala, India, 10 febbraio 1805 - Koonammavu 1871), che fu confondatore e primo priore generale dei Carmelitani di Maria Immacolata. Egli  entrò in seminario nel 1818 e fu ordinato sacerdote nel 1829. Il  suo nome religioso fu Ciriaco Elia della Sacra Famiglia, Fondò la prima casa della Congregazione a Mannanam nel 1831 ed emise i voti religiosi nel 1855. Dieci anni dopo, collaborò anche alla fondazione della Congregazione delle Suore della Madre del Carmelo. Dal 1861 ricoprì la carica di vicario generale della Chiesa siro-malabarica.
 Difensore dell'unità della Chiesa contro lo scisma di Rocco, per tutta la vita lavorò per il rinnovamento spirituale della Chiesa siro-malabarica. Si distinse come uomo di orazione. Fu pieno di zelo per il Signore nell'Eucaristia e particolarmente devoto della Vergine Immacolata.Fu soprannominato "Il Grande Priore".
 Fu il Fondatore e il primo Priore dei Terziari Carmelitani Scalzi nel Malabar e successivamente fondò  una congregazione femminile, superando difficoltà immense. Scopo della fondazione era quello soprattutto di insegnare alle ragazze le virtù cristiane e alcuni lavori professionali : oltre alla religione, lingua, matematica e musica, padre Chavara e padre Leopoldo, istituirono corsi di cucito, per realizzare opere artigianali e artistiche, per fabbricare i rosari, invitando persone esperte per l’insegnamento.
Il suo grande sogno fu un futuro nel quale le donne sarebbero state ad un livello elevato, sia in campo educativo che culturale, anche se le maggiori difficoltà provenivano dalle diverse tradizioni culturali che esistevano nella società indiana dell’epoca.
Tutta la cristianità del Malabar, compresi i Nestoriani e i pagani imparò a conoscerlo e a rispettarlo per il suo culto della virtù, della scienza e soprattutto della profonda conoscenza della lingua siriaca.
Inoltre scrisse di pro­pria mano l'intero testo dell' Ufficio Divino con l'intenzione di pubblicarlo. 
Morì  il 3 gennaio 1871 a Koonammavu, quasi cieco, dopo 3 mesi di acute sofferenze, sopportate con molta pazienza. Fu inumato sotto l’altare della chiesa di S. Filomena di Konnanam.Il 9 maggio 1889 le reliquie furono traslate a Manannam e sepolte nella chiesa di S. Giuseppe, annessa alla prima casa della congregazione, dove sono ancora venerate. Il 7 aprile 1984 fu dichiarato venerabile e infine, l’8 febbraio 1986, il Beato Giovanni Paolo II