10 luglio 2014

Dal mantello di Elia allo Scapolare - 4

di p. Raffaele Amendolagine
Con Dio si può tutto, con Dio si fa tutto. Il profeta, dopo avere gustato quella misteriosa presenza è invitato a godere del suo conforto nell'operare secondo il progetto di Dio. Anche in quel momento, in cui Dio palesa la sua presenza, c'è in gioco un mantello. Dice il libro sacro che Elia "si coprì la faccia col mantello". Il mantello rappresenta la fiducia, l'abbandono fiducioso e insieme quasi la corazza che lo investe della potenza di Dio. Non ha più bisogno di vedere, di sentire, di farsi guidare, perché ormai è Dio stesso che vive in lui, che o
La nube nera si materializza, coprendo il profeta. Coprirà ogni uomo che scopre nel cuore l'invito del Signore. Quella nube diventa un mantello. La "piccola mano", che abbiamo visto sul Monte Carmelo, continua a rappresentarci, ad essere, Maria. E' Maria che oggi "mormora" lo stesso "soave silenzio", mentre avvolge col suo manto, col suo abito, con la sua fede, i suoi figli.
pera in lui. E' il manto della fede che racchiude l'energia necessaria per compiere ciò che Dio vuole, senza correre il rischio di sbagliare o di sentirsi di nuovo abbattuto e stanco, scoraggiato e depresso. Il buio della fede è come la piccola nube del Monte Carmelo che diventata grande, oscura il cielo, prima di riversare il suo torrente di grazie.

                                                                                                                                          (4 - continua)