16 gennaio 2018

Il significato dell'Ora della Misericordia

Molti alle ore 15 recitano la coroncina della Divina Misericordia, ricordando la morte di Gesù. Chi ha letto il diario di S. Faustina sa che  le tre del pomeriggio è un’ora privilegiata nel culto alla Divina Misericordia. Ma come? Prendiamo gli insegnamenti della santa Madre Teresa. Ricordate quando nell'orazione si portava spiritualmentenel Getsémani accanto a Gesù? Ecco, noi alle 15  con lo spirito ci mettiamo sotto la Croce di Cristo, ad impetrare la misericordia per noi stessi , per chi soffre e per il mondo. Lo chiediamo a Gesù che disse a Suor Faustina – implora la Mia Misericordia specialmente per i peccatori e sia pure per un breve momento immergiti nella Mia Passione, particolarmente nel Mio abbandono al momento della morte. E’ un’ora di grande Misericordia per il mondo intero (Diario, n. 1320). Quindi non si tratta di un’ora di 60 minuti di orazione, nè di recitare la coroncina (benché preghiera faccia parte del culto alla Divina Misericordia, non è rivoltà a Gesù ma all'Eterno Padre). Il Signore Gesù non lasciò alcuna la formula esatta della preghiera delle 15,00, ma disse che si poteva fare la Via Crucis, visitare il Santissimo e, qualora il tempo non lo permettesse, nel luogo dove ci troviamo alle ore tre, allora, almeno per un breve momento, bisognerebbe unirsi a Lui, agonizzante sulla croce. Oggetto di questa preghiera è il mistero della Passione del Signore.
La preghiera nell’Ora della Misericordia introduce il contatto diretto con Gesù, perché ci induce a riflettere sulla Misericordia, manifestatasi nella Passione.

Lasciamoci guidare da Teresa di Gesù che nelle "Fondazioni" prega così:

Oh, Figlio dell’Eterno Padre, Gesù Cristo, nostro Signore, vero Re dell’universo! (...) Che cosa avete posseduto voi, mio Signore, se non sofferenze, dolore, ignominia, fino ad avere solo l’aiuto di un tronco d’albero per inghiottire l’amaro calice della morte? Infine, mio Dio, se vogliamo essere vostri figli legittimi e non rinunziare alla vostra eredità, non dobbiamo rifuggire dalla sofferenza. Il vostro stemma è fatto di cinque piaghe. (F 10,11)